Veneto e Friuli, fino al 31 gennaio scuole superiori ancora chiuse
Il Governo è al lavoro per decidere le sorti dell’Italia nei prossimi giorni. L’ipotesi è quella di un Consiglio dei ministri che si svolgerà stasera alle 21. Il tasso di positività intanto si attesta al 13,8%
Il Governo è al lavoro per decidere le sorti dell’Italia nei prossimi giorni. L’ipotesi è quella di un Consiglio dei ministri che si svolgerà stasera alle 21 e che avrà come obiettivo la decisione delle misure anti Covid. Sul tavolo l'ipotesi di procedere con un decreto - e non con un'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza - sulle misure da adottare dal 7 gennaio.
L'ultimo bollettino intanto parla di 10.800 nuovi contagi, +0,5% rispetto al giorno prima (ieri erano +14.245). I decessi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 348 mentre il tasso di positività che si conferma al 13,8%, proprio come ieri.

Veneto e Friuli: scuole chiuse fino al 31 gennaio
Intanto le Regioni si sono già applicate per prendere alcune decisioni in autonomia. In giornata sono arrivate novità dal Veneto dove prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio così come in Friuli. Lo ha annunciato ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia, che ha firmato un’ordinanza in questo senso. «Non ci sembra prudente - ha aggiunto Zaia - in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi». «Abbiamo rispettato tutte le restrizioni ma i risultati non si vedono. Per cui qualche elemento che non ci torna c’è, non torna a noi, e non torna nel mondo scientifico». Lo ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia, a proposito dell’andamento della pandemia.
«Come Veneto - ha proseguito - la situazione è atipica, dopo 15 giorni di restrizioni, visto il bicchiere mezzo pieno le curve non crescono, ma come bicchiere mezzo vuoto non calano. Spero vivamente che ogni misura che venga adottata preveda qualsiasi forma di ristoro per le imprese. La pandemia ci sta mettendo in ginocchio, ne verremo fuori, ma la velocità di uscita sarà promozionale al nostro impegno. Altrimenti il virus prenderà suoi tempi, perché noi glieli lasciamo», ha concluso.ha parlato anche il governatore del Veneto, Luca Zaia: «Dalla videoconferenza di ieri sera abbiamo capito che il governo intende modificare il parametro fondamentale, l'Rt, l'indice di trasmissibilità del virus, per calcolare il colore delle fasce di rischio. Saranno gli scienziati, l'Iss e il Cts a decidere. Si parla dell'indicatore Rt pari a 1 per far scattare la zona arancione. Ma, va detto che già oggi l'Rt nazionale è già sopra l'1».
Un elemento che non fa ben sperare per bar e ristoranti che, proprio insieme agli istituti scolastici, sono ritenuti i luoghi più pericolosi per il diffondersi del contagio. Senza considerare che una minor circolazione di studenti e di tutto l'indotto che portano (professori e dipendenti) toglierebbe comunque un flusso importante di clienti se i locali dovessero riaprire.
In Campania alcuni rientri da lunedì 11 gennaio
La Regione Campania ha invece comunicato: «L'Unità di crisi della regione Campania si è riunita per un'analisi dettagliata dei dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza a scuola al termine delle vacanze natalizie. Sulla base di tale analisi e della relazione che confluirà in un'ordinanza entro la mattinata di domani, è stato deciso che le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio 2021».
In tale data potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell'infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com'era prima della chiusura delle scuole per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria, e successivamente, dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
L'ultimo bollettino intanto parla di 10.800 nuovi contagi, +0,5% rispetto al giorno prima (ieri erano +14.245). I decessi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 348 mentre il tasso di positività che si conferma al 13,8%, proprio come ieri.

Giuseppe Conte e Roberto Speranza
Veneto e Friuli: scuole chiuse fino al 31 gennaio
Intanto le Regioni si sono già applicate per prendere alcune decisioni in autonomia. In giornata sono arrivate novità dal Veneto dove prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio così come in Friuli. Lo ha annunciato ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia, che ha firmato un’ordinanza in questo senso. «Non ci sembra prudente - ha aggiunto Zaia - in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi». «Abbiamo rispettato tutte le restrizioni ma i risultati non si vedono. Per cui qualche elemento che non ci torna c’è, non torna a noi, e non torna nel mondo scientifico». Lo ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia, a proposito dell’andamento della pandemia.
«Come Veneto - ha proseguito - la situazione è atipica, dopo 15 giorni di restrizioni, visto il bicchiere mezzo pieno le curve non crescono, ma come bicchiere mezzo vuoto non calano. Spero vivamente che ogni misura che venga adottata preveda qualsiasi forma di ristoro per le imprese. La pandemia ci sta mettendo in ginocchio, ne verremo fuori, ma la velocità di uscita sarà promozionale al nostro impegno. Altrimenti il virus prenderà suoi tempi, perché noi glieli lasciamo», ha concluso.ha parlato anche il governatore del Veneto, Luca Zaia: «Dalla videoconferenza di ieri sera abbiamo capito che il governo intende modificare il parametro fondamentale, l'Rt, l'indice di trasmissibilità del virus, per calcolare il colore delle fasce di rischio. Saranno gli scienziati, l'Iss e il Cts a decidere. Si parla dell'indicatore Rt pari a 1 per far scattare la zona arancione. Ma, va detto che già oggi l'Rt nazionale è già sopra l'1».
Un elemento che non fa ben sperare per bar e ristoranti che, proprio insieme agli istituti scolastici, sono ritenuti i luoghi più pericolosi per il diffondersi del contagio. Senza considerare che una minor circolazione di studenti e di tutto l'indotto che portano (professori e dipendenti) toglierebbe comunque un flusso importante di clienti se i locali dovessero riaprire.
In Campania alcuni rientri da lunedì 11 gennaio
La Regione Campania ha invece comunicato: «L'Unità di crisi della regione Campania si è riunita per un'analisi dettagliata dei dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza a scuola al termine delle vacanze natalizie. Sulla base di tale analisi e della relazione che confluirà in un'ordinanza entro la mattinata di domani, è stato deciso che le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio 2021».
In tale data potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell'infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com'era prima della chiusura delle scuole per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria, e successivamente, dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.

