Ancora poche ore e poi il ministro alla Salute, Roberto Speranza emetterà le ordinanze che stabiliranno i colori delle regioni. C’è grande attesa in particolare per la Lombardia, vittima (o carnefice di sé stessa…) dell’errore di classificazione che l’ha erroneamente posta in zona rossa nella settimana tra il 10 e il 17 gennaio. Poi la zona arancione scattata da domenica 24, ma cosa succederà settimana prossima?

Il Decreto prevede che la promozione ad un colore migliore scatti dopo due settimane consecutive di dati positivi, ma per la Lombardia quando scattano le due settimane? A quanto si apprende lo scenario più probabile è che per un’altra settimana la regione resterà colorata di arancione. I dati nazionali di oggi intanto parlano di 14.372 nuovi casi con 492 decessi. Il tasso di positività resta stabile attestandosi come ieri al 5,2%.

Pronti i nuovi colori delle regioni - Veneto, Calabria ed Emilia-Romagna:  si va verso la zona gialla
Pronti i nuovi colori delle regioni

L'ira dei ristoratori in vista di un ennesimo danno
Un’idea che proprio non piace a bar e ristoranti che già chiedevano aiuti in più degli aiuti che stanno attendendo da mesi per questa figuraccia che nel governatore Fontana il probabile colpevole. «I ristoratori e i titolari di attività di somministrazione lombardi - ha detto Federico Gordini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio della Lombardia - dovranno subire l’ennesimo danno rimanendo fermi per un’altra settimana perché il ritardo nell’ingresso nella zona arancione porta - secondo le regole - ad avere la necessità di restare per due settimane nella fascia prima di ambire alla “promozione” in zona gialla».

Di qui la proposta di una concessione “extra” per poter tornare a lavorare che funga da compenso per quanto è stato ingiustamente tolto in questa settimana, che è solo una settimana ma è un’altra che si aggiunge a dodici mesi tragici. «In considerazione del danno subito dalle imprese a causa di un errore di calcolo e della conseguente errata classificazione della nostra regione - ha detto Gordini - ritengo doverosa una deroga di buon senso che consenta, in attesa che si accertino le responsabilità specifiche, una rivalutazione della classificazione basata sui dati aggiornati che consenta a migliaia di aziende di riprendere la propria attività».

Federico Gordini - Veneto, Calabria ed Emilia-Romagna:  si va verso la zona gialla
Federico Gordini

«Non ci si può riferire a normative a comparti stagni - ha proseguito - soprattutto quando a rimetterci è il settore - insieme a quello degli eventi e delle fiere - più provato dalle restrizioni. Sul pregresso qualcuno dovrà pagare ma un ennesimo affronto a chi lotta per salvare la propria attività e i propri dipendenti non è assolutamente accettabile. Nella confusione totale di questi giorni pieni di divisioni e rimpalli di responsabilità tra istituzioni sarebbe gravissimo se il Ministero in una fase così delicata privasse, con un provvedimento miope, oltre 250mila persone del diritto di lavorare».

Anche se si dovesse trattare di zona gialla, comunque resterebbe il solito problema del ritardo nella comunicazione. I ristoratori sapranno solo venerdì in giornata se potranno riaprire domenica o meno essendo dunque impossibilitati a programmare un'apertura che richiede sempre almeno due giorni di lavoro.

Quanto alle altre regioni rischiano di rimanere arancioni anche Lazio e Piemonte. La regione che potrebbe passare in giallo è il Veneto, sotto osservazione Emilia-Romagna e Calabria.