Aliquote Irap, che caos! Da nord a sud una selva di tasse
A Bolzano la meno cara. In In Calabria, Molise e Campania la più alta. La fotografia dell'imposta regionale sulle attività produttive scattata dal Dipartimento delle finanze racconta un Paese disomogeneo
A Bolzano la più bassa. In Calabria, Molise e Campania la più alta. Stiamo parlando dell’aliquota ordinaria Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive (che coinvolge anche i ristoranti) che raccontano un’Italia in cui più si scende, a livello geografico, e più si sale in termini di peso fiscale. Eccezion fatta per la Sardegna, vera e propria isola felice con un’aliquota del 2,93%.
Detto del primato di Bolzano, con una percentuale del 2,68, i dati raccolti dal Dipartimento delle finanze fotografano la geopardizzazione dell’Italia con molte regioni che si discostano dalla tangente statale fissata al 3,9%, come Abruzzo, Puglia, Lazio (tutte a 4,82%) e le Marche (4,73%). E d’altronde non potrebbe essere diversamente vista la natura composita dell’Irap che tiene conto di distinzioni per livelli di produttività, deduzioni, detrazioni, crediti di imposta e aiuti di stato automatici.
L'analisi dei dati
Rispetto ai dati dello scorso anno si nota che alcune regioni hanno introdotto nuove aliquote, per lo più ridotte: 6 il Piemonte, 4 la Lombardia e la provincia autonoma di Trento, 2 il Lazio, 1 la Toscana e la Basilicata; l'Umbria è passata, invece, da 16 a 13 aliquote, mentre il Molise ha solo un'aliquota in meno.
Riguardo alle tipologie di aliquote conferma il proprio primato il Friuli-Venezia Giulia che ha individuato ben 39 differenti fattispecie, seguita dal Piemonte con 24, dalla Valle d'Aosta con 22 e dalla Toscana con 21. Sono soltanto 5, invece, le aliquote adottate dalla Calabria, 6 dalla Campania e 8 dalla Puglia. Viceversa, gli enti più generosi in termini di esenzioni sono principalmente quelli a statuto autonomo, come il Friuli-Venezia Giulia, la provincia autonoma di Trento e la Valle d'Aosta che registrano rispettivamente 10, 9 e 6 tipologie di esenzioni. Tra loro si inserisce la Lombardia con 7 esenzioni.
Infine, la Calabria e il Molise risultano essere le regioni nelle quali è indiscutibilmente aumentata la pressione tributaria per l'anno 2020, poiché è scattato automaticamente l'aumento delle aliquote di 0,15 punti percentuali a seguito delle risultanze del Tavolo per la verifica degli adempimenti e del Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, che hanno il compito di monitorare l'attuazione da parte delle regioni dei piani di rientro dai deficit sanitari.
I dati Irap sono raccolti dalDipartimento delle finanze
Detto del primato di Bolzano, con una percentuale del 2,68, i dati raccolti dal Dipartimento delle finanze fotografano la geopardizzazione dell’Italia con molte regioni che si discostano dalla tangente statale fissata al 3,9%, come Abruzzo, Puglia, Lazio (tutte a 4,82%) e le Marche (4,73%). E d’altronde non potrebbe essere diversamente vista la natura composita dell’Irap che tiene conto di distinzioni per livelli di produttività, deduzioni, detrazioni, crediti di imposta e aiuti di stato automatici.
L'analisi dei dati
Rispetto ai dati dello scorso anno si nota che alcune regioni hanno introdotto nuove aliquote, per lo più ridotte: 6 il Piemonte, 4 la Lombardia e la provincia autonoma di Trento, 2 il Lazio, 1 la Toscana e la Basilicata; l'Umbria è passata, invece, da 16 a 13 aliquote, mentre il Molise ha solo un'aliquota in meno.
Riguardo alle tipologie di aliquote conferma il proprio primato il Friuli-Venezia Giulia che ha individuato ben 39 differenti fattispecie, seguita dal Piemonte con 24, dalla Valle d'Aosta con 22 e dalla Toscana con 21. Sono soltanto 5, invece, le aliquote adottate dalla Calabria, 6 dalla Campania e 8 dalla Puglia. Viceversa, gli enti più generosi in termini di esenzioni sono principalmente quelli a statuto autonomo, come il Friuli-Venezia Giulia, la provincia autonoma di Trento e la Valle d'Aosta che registrano rispettivamente 10, 9 e 6 tipologie di esenzioni. Tra loro si inserisce la Lombardia con 7 esenzioni.
Infine, la Calabria e il Molise risultano essere le regioni nelle quali è indiscutibilmente aumentata la pressione tributaria per l'anno 2020, poiché è scattato automaticamente l'aumento delle aliquote di 0,15 punti percentuali a seguito delle risultanze del Tavolo per la verifica degli adempimenti e del Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, che hanno il compito di monitorare l'attuazione da parte delle regioni dei piani di rientro dai deficit sanitari.

