Dalmine, addio a Franco Colleoni, anima della storica Trattoria bergamasca Il Carroccio
68 anni, morto in casa durante una lite con il figlio cuoco sulla gestione del ristorante che ha raccontato in tavola la cultura culinaria bergamasca (in aggiornamento)
I Carabinieri di Treviglio inizialmente indagavano sull'ipotesi di una rapina o di un furto, ma non erano escluse anche altre piste. Sono stati vani i soccorsi del 118.

E rapidamente c'e stata una svolta nell’indagine. I carabinieri di Bergamo hanno infatti arrestato la domenica mattina uno dei figli della vittima, Francesco 34 anni, di Dalmine. L’attività di polizia giudiziaria svolta dal momento dell’omicidio dai carabinieri ha permesso di accertare che nella mattinata di sabato 2 gennaio dopo l’ennesimo diverbio per la riapertura della loro trattoria «Il Carroccio» padre e figlio, cuoco del locale, hanno avuto una colluttazione nel corso della quale il giovane ha percosso violentemente il padre facendolo cadere a terra e facendogli sbattere più volte la testa su una pietra del cortile.
Il presunto movente sarebbe da ricercare nei cattivi rapporti familiari e in quelli legati alla gestione del ristorante di famiglia. Nel corso della notte l’arrestato ha ammesso ai militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Treviglio la colluttazione con il padre, ma di non ricordare nulla dell’evento. È stato quindi dichiarato in arresto. (in aggiornamento)
La trattoria Il Carroccio
Il suo ristorante Il Carroccio, dopotutto, ha sempre accolto con semplicità e genuinità i propri clienti. Pieno per cresime, matrimoni e ricorrenze, è uno dei pochi ristoranti bergamaschi a non essersi accorto del tempo che passa: conservare la tradizione, i piatti, i prezzi addirittura! Tutto perché il cliente si sentisse (ogni volta) a casa.
Il Carroccio ha affrontato anche questa pandemia con la forza di un ristorante che non molla: quando c'era da chiudere, si è attivato con l'asporto. Ma a ottobre, quando la ristorazione ha avuto un attimo di respiro dalla morsa delle limitazioni, le sue sale erano piene, nel totale rispetto delle norme di sicurezza e di distanziamento. I menu erano ricchi, come sempre, degli autentici piatti della tradizione. I cansocelli alla bergamasca fatti in casa (per davvero), ottimi gli scarpinocc, coniglio o faraona a seconda della disponibilità... E una fantastica cantina di vini che sembra mantenere i prezzi che trovi unicamente lungo gli scaffali della Gdo.

È così che il Carroccio è da immaginarsi (per chi non c'è ancora stato), proprio come Franco Colleoni l'ha sempre voluto (e per questo mai cambiato): l'espressione di una convivialità così ben impiantata nella nostra tradizione da far sentire chiunque la "assaggi" a casa propria.

