Uno dei simboli indiscussi della pandemia da Covid è senza dubbio la mascherina. Da strumento indossato solo dai medici in sala operatoria è diventato quello più consigliato dagli esperti per limitare al massimo il diffondersi del contagio. Il fronte dei “no mask” però è stato sin da subito forte nel contrastare la teoria, più per una motivazione culturale e sociologica che sanitaria.

Le mascherine tengono l'Rt sotto l'1 - Lo studio statunitense: L'utilizzo di mascherine abbassa l'Rt
Le mascherine tengono l'Rt sotto l'1

Lo studio statunitense: Le mascherine abbassano l'Rt
A supporto dell’efficacia della mascherina è stato pubblicato un nuovo studio condotto su dati statunitensi e pubblicato su “The Lancet Digital Health”: l'uso di mascherine, è la conclusione a cui approdano gli autori, è collegato a una ridotta trasmissione di Covid-19. Nel lavoro viene rilevato che un aumento del 10% nell'utilizzo delle protezioni facciali è associato a un aumento più di 3 volte delle probabilità di mantenere l'indice di contagio Rt (numero di casi secondari derivanti da un singolo caso per un dato punto temporale) inferiore a 1. Il che equivale a un maggior controllo di Sars-CoV-2.

L’indice Rt è quello contro il quale esperti e Governo combattono costantemente e che dà la fotografia più precisa possibile sulla situazione del contagio. A proposito di questo, il bollettino di oggi parla di 10.497 casi nelle ultime 24 ore con 603 decessi registrati. I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 254.070, ovvero 95.396 in più rispetto a ieri quando erano stati 158.674. Mentre il tasso di positività è del 4,1% (l’approssimazione di 4,131%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti poco più di 4 sono risultati positivi; ieri era del 5,6%.

300mila persone per effettuare il sondaggio
Lo studio si basa su comportamenti auto-segnalati. I dati sono stati ricavati da un sondaggio online condotto tra il 3 giugno e il 27 luglio 2020. Le comunità in cui è stata segnalata un'adozione massiccia delle mascherine e del distanziamento fisico hanno la più alta probabilità prevista di controllo della trasmissione. I soli obblighi non erano sufficienti per aumentare i tassi di utilizzo delle mascherine e, suggeriscono gli autori, potrebbero essere necessari altri interventi per migliorare l'accettazione del dispositivo di protezione da parte della comunità. Per arrivare alle conclusioni del lavoro, gli scienziati hanno collegato i dati del sondaggio che ha coinvolto oltre 300mila persone (da tutti i 50 stati Usa e dal Distretto di Columbia) alle stime localizzate di circolazione del virus basate sul numero riproduttivo R.

Un indice Rt inferiore a 1, ricordano gli autori è considerato un segno chiave del fatto che la corsa del virus sta rallentando. I tassi di utilizzo della mascherina sono costantemente aumentati durante il periodo dell'indagine, ma gli autori non hanno riscontrato un ulteriore aumento a seguito dell'introduzione dell'obbligo in 12 Stati. Sebbene non si possa dimostrare un legame diretto, i risultati - fanno notare gli autori - forniscono un ulteriore supporto a favore dell'abitudine di indossare le mascherine in comunità come scudo anti contagio.

Obiettivo: una barriera che blocchi il virus
«L'obiettivo - spiega l'autore senior John Brownstein, del Boston Children's Hospital - è fornire una barriera fisica che prevenga la dispersione di goccioline cariche di virus. Tuttavia, le evidenze precedenti sull'efficacia dell'uso della mascherina contro Covid sono contrastanti e la creazione di studi randomizzati controllati per indagare su questo aspetto è difficile. I nostri risultati, basati su dati osservazionali, suggeriscono un vantaggio per la comunità. Raccomandiamo ai responsabili politici di prendere in considerazione strategie aggiuntive, oltre agli obblighi, per aumentarne l'uso al fine di interrompere l'epidemia di Covid-19 in corso».

Un altro risultato «importante - aggiunge il coautore Ben Rader, Boston Children's Hospital e Boston University - è che indossare la mascherina non è un sostituto della distanza fisica fra le persone e livelli elevati in entrambe le misure hanno la migliore probabilità di controllare la malattia». Al sondaggio web sono state registrate 378.207 risposte. La maggior parte degli intervistati ha riferito di essere "molto propensa" a indossare una mascherina al supermercato (84,6%), mentre meno della metà lo ha fatto per visitare familiari o amici (40,2%). Pochissimi hanno riferito di "non indossare affatto una mascherina" (4,7%). L'uso auto-riferito era più alto tra le persone di età pari o superiore a 65 anni (48%) e gruppi di razza diversi dai bianchi (neri, 62%; ispanici, 57%; altri, 49%). Differenze sono emerse anche in base alla posizione geografica, con la percentuale più alta lungo le coste e al confine meridionale degli Stati Uniti, nonché nelle grandi aree urbane.

«Il mondo sta affrontando un ceppo di coronavirus ancora più trasmissibile, gli ospedali stanno lottando con nuovi casi e i programmi di vaccinazione sono ancora in fase di lancio. Sono necessari interventi ora per ridurre il carico sui nostri sistemi sanitari - fa notare la coautrice dello studio, Christina M. Astley, Boston Children's Hospital e Harvard Medical School - Questa ricerca fornisce ulteriori prove che qualunque strategia non può prescindere da mascherine e distanze». Prove che anche secondo Hannah Clapham della National University di Singapore, non coinvolta nello studio, «sono chiare» e si riassumono in un unico e semplice messaggio: «Le mascherine funzionano».