Trovato il nuovo paziente 1 di Covid-19 italiano: si tratterebbe di donna milanese di 25 anni, cui era stata fatta una biopsia della pelle per una dermatosi atipica, il 10 novembre 2019, prima quindi del bambino milanese, considerato finora il paziente 1 in Italia, in cui era stata documentata la presenza del virus con un test fatto a dicembre 2019. Nessuno sospettava minimamente di quello a cui il mondo stava andando incontro in quel momento. A due mesi di distanza da quel giorno apparentemente uguale a molti altri, a Wuhan si registrò la prima vittima da Covid.

Sembrava una situazione solo cinese e invece a febbraio toccò all'Europa. In Italia dall’inizio dell’epidemia i casi di coronavirus sono stati almeno 2.289.021 (compresi guariti e morti). I nuovi casi sono 12.532, +0,5% rispetto al giorno prima (ieri erano +18.627), mentre i decessi odierni sono 448, +0,6% (ieri erano +361), per un totale di 79.203 vittime da febbraio.

Le persone guarite o dimesse sono 1.633.839 complessivamente: 16.035 quelle uscite oggi dall’incubo Covid, +1% (ieri erano +11.174). E gli attuali positivi - i soggetti che adesso hanno il virus - risultano essere in totale 575.979, pari a -3.953 rispetto a ieri, -0,7% (ieri erano +7.090). La flessione degli attuali positivi di oggi - con il segno meno davanti - dipende dal fatto che i guariti, sommati ai decessi, sono in numero maggiore rispetto ai nuovi casi.

I tamponi sono stati 91.656, ovvero 48.102 in meno rispetto a ieri quando erano stati 139.758. Mentre il tasso di positività è del 13,7% (l’approssimazione di 13,67%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti più di 13 sono risultati positivi; ieri era del 13,3%. Qui la mappa del contagio in Italia.

Trovato il nuovo paziente 1 - Covid, ecco il nuovo paziente 1 Donna milanese positiva a novembre
Trovato il nuovo paziente 1

Ricerca guidata da Gianotti
La scoperta è stata pubblicata sul British Journal of dermatology dai ricercatori guidati da Raffaele Gianotti, dell'Università Statale di Milano, in collaborazione con lo Ieo e il Centro diagnostico italiano.

«Sulla base di quanto osservato in questi mesi sui malati di Covid - spiega Gianotti all'Ansa - che presentavano lesioni cutanee, mi sono chiesto se non fosse possibile trovare qualcosa di simile prima dell'inizio ufficiale della pandemia. Ed effettivamente lo abbiamo trovato negli esami istologici fatti su alcuni pazienti nell'autunno del 2019».

I ricercatori hanno infatti riesaminato le biopsie cutanee di dermatosi atipiche, per cui non era stato possibile fare una diagnosi ben precisa nell'autunno 2019. «Nei nostri lavori già pubblicati su riviste internazionali abbiamo dimostrato che esistono in questa pandemia - continua - casi in cui l'unico segno di infezione da Covid-19 è quello di una patologia cutanea». E questo è stato il caso della giovane donna, che presentava solo lesioni cutanee (per cui si era sospettato inizialmente un lupus eritematoso), e un lieve mal di gola.

I dati emersi da una biopsia
La sua biopsia, eseguita il 10 novembre, ha mostrato la presenza di sequenze geniche dell'Rna del virus SARSCoV2, "le impronte digitali" del Covid-19 nel tessuto cutaneo. La paziente, contattata successivamente, ha riferito l'assenza dei sintomi dell'infezione da Covid-19, la scomparsa delle lesioni sulla pelle ad aprile e la positività degli anticorpi anti SarsCoV2 nel sangue a giugno 2020.

Questo "è dunque il caso documentato a livello scientifico più antico della presenza del SarsCov2 - conclude Gianotti - ma probabilmente, continuando a cercare, lo troveremmo anche su campioni di ottobre 2019". Questo nuovo studio si aggiunge a quelli dei mesi scorsi che avevano rilevato la presenza del coronavirus nelle acque reflue del Nord Italia a dicembre 2019, quello dell'Istituto nazionale dei Tumori di Milano che aveva trovato gli anticorpi al virus nei pazienti di uno screening per il tumore del polmone tra settembre 2019 e marzo 2020, e quello del bambino milanese risultato positivo ad un test fatto all'inizio di dicembre 2019.