Pandemia permettendo, l’obiettivo principale ora in Italia è rilanciare il turismo. Un comparto che vale il 13% del Pil nazionale e dà lavoro a circa 4,2 milioni di persone, ma ora agonizzante dopo la crisi coronavirus, con un crollo dei visitatori stranieri del 65%. In particolare, il 2019 aveva visto un’impennata dei turisti cinesi (+20% con una spesa in Italia di un miliardo e mezzo di euro), ora praticamente azzerata.

Nel 2019 i turisti cinesi in Italia avevano speso oltre un miliardo e mezzo di euro - Riporteremo i cinesi in ItaliaNasce il progetto WeChat Tourism
Nel 2019 i turisti cinesi in Italia avevano speso oltre un miliardo e mezzo di euro

Ed è proprio a questo dato, che guarda il progetto “WeChat Tourism” che, sostenuto dall'Enit (l'Agenzia nazionale del turismo) vuole rilanciare e promuovere il patrimonio artistico, culturale e naturalistico italiano in Cina sfruttando uno dei servizi social e di messaggistica più popolari lì: WeChat, appunto.

WeChat Tourism è stata pensata dalla bresciana Neosperience, specialista nel campo della digital customer experience e dalla partecipata Value China (startup innovativa focalizzata sul mercato asiatico), con partner di riferimento Tencent Holding. WeChat Tourism fa parte, infatti, di un insieme di progetti lanciati da Tencent in altri Paesi europei gestito direttamente dal gruppo seguendo i protocolli di controllo qualità interni e prevede anche la realizzazione di un Mini Program WeChat.

Saranno, dunque, l'app di messaggistica e altri servizi digitali di Tencent, che contano oltre un miliardo di utenti attivi, a “guidare” i turisti cinesi verso la destinazione italiana prescelta.

Per Luca Qiu, Ceo di Value China, è un «asset fondamentale per la promozione della destinazione Italia in Cina e un'opportunità unica per l'intero settore del turismo».