Spiagge chiuse, ma turisti e bagnanti tentano di raggiungerle ugualmente? In Italia abbiamo assistito durante il lockdown a qualcosa di simile. Virale il video del finanziere che ha inseguito il runner sul bagnasciuga di Pescara prima di riuscire a maxi-multarlo (ben 4mila euro gli è costata la corsa!). Nei giorni scorsi invece aveva fatto discutere a Ventimiglia l'irruzione in spiaggia dei militari, in assetto da guerra, a caccia di turisti senza mascherine. E se la Guardia di Finanza e l'Esercito non intimorissero abbastanza, in Messico han trovato una soluzione più persuasiva: la Morte.

La morte in spiaggia - Nessun esercito, ci pensa la Morte Così il Messico controlla le spiagge
La morte in spiaggia

Già, perché nello stato messicano di Quintana Roo, dove le spiagge sono chiuse per l'emergenza Covid, a respingere i bagnanti ci pensa la morte, o meglio: un uomo con un costume lugubre e una falce d'ordinanza, che si aggira per la spiaggia di Puerto Morelos. È lui a ricordare a chi non si cura del divieto che bisogna tornare a casa.

Le tempistiche non devono stupire. Infatti, se l'Italia in primis e poi l'Europa hanno affrontato quello che si spera esser stato "il periodo peggiore" di questa pandemia nei mesi tra marzo e maggio, molti Paesi del resto del mondo sono in una situazione ben più grave oggi. Il Messico è un esempio: se intorno al 20 aprile registrava quotidianamente circa 500 casi, l'1 agosto ha registrato un nuovo recordo di casi giornalieri pari a 9.556. Secondo la Johns Hopkins University, il Messico è adesso il terzo Paese al mondo per numero di morti dopo gli Stati Uniti e il Brasile.