L’Ospitalità attacca il Governo. Esposto per istigazione al suicidio
Il Movimento Imprese Ospitalità è tornato sulla questione del ristoratore di Firenze che si è tolto la vita sabato accusando le istituzioni di non aiutare il settore, macchiandosi dunque di colpe gravi
Il suicidio del ristoratore di Firenze avvenuto nella giornata di sabato ha scosso tutto l’ambiente della ristorazione e dell’ospitalità. L’estremo gesto, avvenuto nel suo locale vicino a Santa Maria Novella, è stato ricondotto al timore di non riuscire ad affrontare la crisi causata dal covid. Come tanti, anche il 44enne, si è trovato di fronte a aiuti che non arrivavano, mutui e pagamenti da portare avanti per un locale aperto solo da pochi mesi.

Sulla questione, che ha toccato corde delicate sia umane che professionali, si è espresso anche Paolo Bianchini, presidente del Mio (Movimento Imprese Ospitalità): «Il suicidio del nostro collega ristoratore a Firenze - ha osservato - è solo una punta dell’iceberg, che era già stato segnalato nei mesi scorsi, quando avevamo richiesto interventi a sostegno dell’intero comparto che tenessero in debito conto le differenze tra territori nazionali. In particolare, era doveroso pensare a città come Firenze, Siena, Venezia, Roma (tanto per citarne alcune), che vivono di un turismo straniero venuto totalmente a mancare negli ultimi mesi».
Bianchini attacca duramente il Governo invitandolo a rispondere di colpe gravi per i mancati sostegni: «Il Governo avrebbe dovuto tenere conto di tutto questo e, in particolare, del fatto che gli imprenditori a cui vengono a mancare gli incassi del turismo straniero, in una località come quella di Firenze, rimangono “strozzati” dalla pressione economica costituita da mutui, locazioni anticipazioni della cassa integrazione, avendo la conseguente paura di non riuscire ad onorare i propri impegni. Su questo, il Governo doveva e poteva intervenire e non lo ha fatto. Si tratta di una colpa grave, di cui dovrà necessariamente rispondere».
«Per questo motivo - conclude Bianchini - il Mio Italia, che aveva già da tempo segnalato queste difficoltà, ha dato mandato all’avvocato Paolo Pirani di presentare un esposto in Procura affinché siano accertate eventuali responsabilità, in merito all’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Si tratta, a nostro giudizio, di un atto dovuto al fine di prevenire simili tragici eventi».

Paolo Bianchini
Sulla questione, che ha toccato corde delicate sia umane che professionali, si è espresso anche Paolo Bianchini, presidente del Mio (Movimento Imprese Ospitalità): «Il suicidio del nostro collega ristoratore a Firenze - ha osservato - è solo una punta dell’iceberg, che era già stato segnalato nei mesi scorsi, quando avevamo richiesto interventi a sostegno dell’intero comparto che tenessero in debito conto le differenze tra territori nazionali. In particolare, era doveroso pensare a città come Firenze, Siena, Venezia, Roma (tanto per citarne alcune), che vivono di un turismo straniero venuto totalmente a mancare negli ultimi mesi».
Bianchini attacca duramente il Governo invitandolo a rispondere di colpe gravi per i mancati sostegni: «Il Governo avrebbe dovuto tenere conto di tutto questo e, in particolare, del fatto che gli imprenditori a cui vengono a mancare gli incassi del turismo straniero, in una località come quella di Firenze, rimangono “strozzati” dalla pressione economica costituita da mutui, locazioni anticipazioni della cassa integrazione, avendo la conseguente paura di non riuscire ad onorare i propri impegni. Su questo, il Governo doveva e poteva intervenire e non lo ha fatto. Si tratta di una colpa grave, di cui dovrà necessariamente rispondere».
«Per questo motivo - conclude Bianchini - il Mio Italia, che aveva già da tempo segnalato queste difficoltà, ha dato mandato all’avvocato Paolo Pirani di presentare un esposto in Procura affinché siano accertate eventuali responsabilità, in merito all’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Si tratta, a nostro giudizio, di un atto dovuto al fine di prevenire simili tragici eventi».

