Mangi fuori e il 50% lo paga lo Stato. L'aiuto di Johnson alla ristorazione
Il Governo inglese si accollerà la metà del costo di un pasto nei locali (fino a un massimo di 20 sterline). Così prova a far ripartire l'intero settore. E per ristoranti e alberghi, Iva tagliata dal 20 al 5%
Un pasto al ristorante, pagato per metà dallo Stato. No, non succede in Italia, ma in Gran Bretagna, dove il Governo di Boris Johnson nell’approvare una manovra piena di aiuti per sostenere l’economia del Paese, ha pensato anche alla categoria dei ristoratori e dei gestori dei pub. Come? Accollandosi la metà del prezzo di un pasto.
Un aiuto concreto, non c’è che dire, dopo i tanti svarioni di questi mesi del premier britannico sul Coronavirus. Il sostegno a imprese e famiglie, in Gran Bretagna, è costato finora 350 miliardi di sterline (pari a circa 390 miliardi di euro). In particolare, la misura che fa felici i ristoratori sudditi di sua Maestà riguarda lo sconto del 50% da applicare sul conto di un pasto (la norma è valida in tutto il Regno Unito). Il meccanismo è molto semplice e punta a far ripartire da subito l'industria della ristorazione. Non si parla di buoni pasto, buoni spesa o special "card" dello Stato. La burocrazia, almeno per il cliente, non esiste proprio: si siede, mangia e alla fine del pasto, paga la metà, per un massimo di 10 sterline di sgravio (circa 11 euro) su un conto di 20 sterline. Toccherà poi al ristoratore o al gestore del pub chiedere il rimborso allo Stato entro cinque giorni.
E mentre in Italia tanti ristoratori ancora aspettano i finanziamenti promessi dallo Stato e i loro dipendenti i soldi della cassa integrazione, in Gran Bretagnale imprese hanno potuto contare su una serie di prestiti a costo zero e su una cassa integrazione pagata all'80% dallo Stato a quasi tutti, persino ai lavoratori autonomi. Solo pochi giorni fa, poi, sono stati destinati circa 1,8 miliardi di euro al settore della cultura, uno dei più colpiti dalla crisi.
Ma per il settore della ristorazione e dell’ospitalità lo sconto sui pasti non è l’unica novità: il ministro delle finanze inglese ha infatti annunciato un abbassamento dell’Iva britannica dal 20 al 5%. Un’altra misura chiesta dalla categoria anche in Italia, presa in considerazione per poche ore dal Governo e subito accantonata.
I locali di Covent Garden a Londra
Un aiuto concreto, non c’è che dire, dopo i tanti svarioni di questi mesi del premier britannico sul Coronavirus. Il sostegno a imprese e famiglie, in Gran Bretagna, è costato finora 350 miliardi di sterline (pari a circa 390 miliardi di euro). In particolare, la misura che fa felici i ristoratori sudditi di sua Maestà riguarda lo sconto del 50% da applicare sul conto di un pasto (la norma è valida in tutto il Regno Unito). Il meccanismo è molto semplice e punta a far ripartire da subito l'industria della ristorazione. Non si parla di buoni pasto, buoni spesa o special "card" dello Stato. La burocrazia, almeno per il cliente, non esiste proprio: si siede, mangia e alla fine del pasto, paga la metà, per un massimo di 10 sterline di sgravio (circa 11 euro) su un conto di 20 sterline. Toccherà poi al ristoratore o al gestore del pub chiedere il rimborso allo Stato entro cinque giorni.
E mentre in Italia tanti ristoratori ancora aspettano i finanziamenti promessi dallo Stato e i loro dipendenti i soldi della cassa integrazione, in Gran Bretagnale imprese hanno potuto contare su una serie di prestiti a costo zero e su una cassa integrazione pagata all'80% dallo Stato a quasi tutti, persino ai lavoratori autonomi. Solo pochi giorni fa, poi, sono stati destinati circa 1,8 miliardi di euro al settore della cultura, uno dei più colpiti dalla crisi.
Ma per il settore della ristorazione e dell’ospitalità lo sconto sui pasti non è l’unica novità: il ministro delle finanze inglese ha infatti annunciato un abbassamento dell’Iva britannica dal 20 al 5%. Un’altra misura chiesta dalla categoria anche in Italia, presa in considerazione per poche ore dal Governo e subito accantonata.

