Il bollettino della Protezione Civile
In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno 237.500 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (+210, +0,1%; ieri +303). Di queste, 34.405 sono decedute (+34, +0,1%; ieri +26) e 178.526 sono state dimesse (+1.516, +0,9%; ieri +640). Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 24.569 (-1340, -5,2%; ieri -365); il conto sale a 237.500 - come detto sopra - se nel computo ci sono anche i morti e i guariti, conteggiando cioè tutte le persone che sono state trovate positive al virus dall’inizio dell’epidemia). I pazienti ricoverati con sintomi sono 3.301 (-188, -5,4%; ieri -105), di cui 177 in terapia intensiva (-30, -14,5%; ieri -2). 34 i decessi nelle ultime ore

Iss, metà dei decessi in Lombardia Da Oxford uno steroide come cura?

I dati regionali
Lombardia 92.060 (+143, +0,2%; ieri +259)
Emilia-Romagna 28.097 (+13, +0,1%; ieri +11)
Veneto 19.221 (+1; ieri +1)
Piemonte 31.090 (+29, +0,1%; ieri +2)
Marche 6.763 (+1; ieri +4)
Liguria 9.891 (+4; ieri +8)
Campania 4.613 (nessun nuovo caso; ieri +4)
Toscana 10.191 (+3; ieri +8)
Sicilia 3.460 (+2, +0,1%; ieri +1)
Lazio 7.967 (+9, +0,1%; ieri +3)
Friuli-Venezia Giulia 3.297 (+1; ieri nessun nuovo caso)
Abruzzo 3.280 (+1; ieri nessun nuovo caso)
Puglia 4.516 (nessun nuovo caso; ieri +1)
Umbria 1.437 (+1, +0,1%; ieri nessun nuovo caso)
Bolzano 2.611 (nessun nuovo caso, come ieri)
Calabria 1.162 (nessun nuovo caso per il terzo giorno consecutivo)
Sardegna 1.365 (+2, 0,2%; ieri nessun nuovo caso)
Valle d’Aosta 1.191 (nessun nuovo caso per il nono giorno consecutivo)
Trento 4.448 (nessun nuovo caso; ieri +1)
Molise 439 (nessun nuovo caso per il sesto giorno di fila)
Basilicata 401 (nessun nuovo caso per il quinto giorno di fila)

Iss, metà dei decessi in Lombardia Da Oxford uno steroide come cura?

La ricerca dell’Iss
L'Istituto superiore di Sanità ha diffuso oggi un report che dettaglia le caratteristiche dei pazienti deceduti dopo essere risultati positivi al coronavirus: 32.938 i casi analizzati sui 34.731 morti in Italia, ad oggi, e risultati positivi. Il primo dato significativo è quello della distribuzione geografica dei deceduti: quasi la metà dei morti sono stati registrati in Lombardia. La seconda più colpita, l'Emilia-Romagna, ha circa un quarto dei decessi. La terza Regione con più morti è il Piemonte, seguito dal Veneto, dalla Liguria, dalla Toscana. Solo quattro Regioni hanno registrato meno di cento morti: Calabria, Umbria, Basilicata, Molise. L’età media dei pazienti deceduti e positivi è di 80 anni (l'età mediana è di 82). La malattia ha colpito meno le donne degli uomini: le donne decedute sono 13.692, il 41,6% del totale. L’età mediana dei pazienti deceduti positivi al coronavirus è di 20 anni più alta rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l'infezione. Le donne decedute dopo aver contratto l'infezione hanno un’età più alta rispetto agli uomini. I morti al di sotto dei 50 anni sono — all'11 giugno — 366: l'1,1% del totale. 83 di loro avevano meno di 40 anni (53 uomini e 30 donne con età compresa tra i 0 e i 39 anni). 62 di loro avevano gravi patologie preesistenti; 14 non sembravano averne; di 7 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche.

In Alto Adige zero morti e nessun decesso
Ritorna il «doppio zero» in Alto Adige. Dopo alcuni giorni con nuovi casi e decessi martedì non sono state registrate positività. In provincia di Bolzano, il primo territorio italiano a dare il via alla «fase 2» con una legge provinciale ad hoc, nelle ultime 24 ore su 316 tamponi esaminati non ci sono state positività al coronavirus.

“Pulita” anche la Calabria
In Calabria ad oggi sono stati effettuati 81.219 tamponi. Le persone risultate positive al coronavirus sono 1.162 (+0 rispetto a ieri), quelle negative sono 80.057. Lo rende noto la Regione Calabria, in cui per il terzo giorno consecutivo non si registrano nuovi casi positivi. Il dato dei decessi (97) rimane dato invariato da 18 giorni.

Il piano della Lombardia
«Un piano straordinario di rafforzamento dei posti letto di terapia intensiva, di sorveglianza sub intensiva e di degenza disegnerà la rete ospedaliera della Lombardia nell'era post Covid». Lo hanno annunciato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore al welfare Giulio Gallera. L'investimento è di 225 milioni di euro, con l'obiettivo di «garantire risposte adeguate in caso di recrudescenza del virus senza compromettere l'operatività' della rete ospedaliera per le altre patologie».

Veneto, investimenti in agricoltura
Un piano per l'agricoltura da 165 milioni di euro. Il Veneto spinge sull'acceleratore mettendo in campo una serie di interventi a sostegno del settore primario colpito dall'emergenza coronavirus. "Agricoltori, allevatori, pescatori hanno continuato a lavorare e a produrre cibo per tutti. Ma il comparto ha sofferto la chiusura dei mercati nazionali e internazionali, di ristoranti e bar, hotel, agriturismi, mense, ristorazione collettiva scontando cali di fatturato, a seconda delle filiere, dal 30 al 90 per cento", ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura Giuseppe Pan.

Pechino, torna la paura
La municipalità di Pechino ha deciso di innalzare il livello di risposta all’emergenza epidemica dal terzo al secondo livello più alto e di chiudere le scuole, sui timori di una diffusione del contagio da Covid-19 dopo il focolaio diffusosi dal mercato di Xinfadi che ha provocato 106 casi accertati nella capitale cinese. Lo ha comunicato in una nota il vice segretario generale della municipalità di Pechino, Chen Bei. Da domani, saranno chiuse tutte le scuole primarie e secondarie e riprenderanno le lezioni on line e verrà sospeso anche il ritorno in aula degli studenti delle università. Non verranno invece, chiusi gli uffici, anche se verrà incoraggiato il lavoro da casa.

Ungheria, revoca dei pieni poteri a Orban
Il Parlamento ungherese ha approvato la fine del controverso stato di emergenza dichiarato per combattere la pandemia di Covid-19, che ha permesso al premier, l’ultranazionalsita Viktor Orban, di governare con decreti per più di due mesi, innescando forti critiche internazionali. La revoca dello «stato di pericolo» è stata votata all’unanimità dai 192 deputati presenti, in un’assemblea ampiamente dominata dal partito conservatore nazionale Fidesz di Orban. Entrerà formalmente in vigore nei prossimi giorni. La legislazione adottata il 30 marzo aveva concesso al leader nazionalista quasi pieno potere, per un periodo indefinito, il tempo ritenuto necessario per combattere l’epidemia di nuovo coronavirus.

Da Oxford lo steroide contro il covid
I ricercatori dell’università di Oxford, nel Regno Unito, hanno rivelato che uno steroide a basso costo è effettivamente la prima cura totalmente efficace contro il coronavirus (si stima riduca del 35% la mortalità). Gli scienziati hanno definito la scoperta come «un enorme passo avanti». Lo steroide in questione è il desametasone, ed è economico e facile da ottenere ovunque nel mondo. Lo steroide è responsabile per la sopravvivenza di un paziente su otto gravemente malati. I risultati sono stati ottenuti durante il più grande test di trattamenti per il coronavirus al mondo, chiamato test Recovery. Peter Horby, professore di medicina ad Oxford e direttore del progetto, ha affermato che questo è «l’unico medicinale che fino a ora ha dimostrato di ridurre in modo significativo il tasso di mortalità».

India, oltre 10mila casi in 24 ore
In India nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 380 decessi a causa del coronavirus e 10.667 nuovi casi, portando così a 9.900 il totale delle vittime e a 343.091 quello dei contagi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Nuova Delhi.