Agroalimentare 4.0, è ora di agire. Focus su sicurezza e tracciabilità
Coldiretti, Bonifiche Ferraresi e Filiera Italia hanno dato vita ad un documento che in sei punti spiega le linee guida da seguire per unire in maniera concreta l’innovazione al mondo agricolo
«Occorre che la fibra e tutti i servizi telematici cessino di essere uno slogan e siano portati nelle aree rurali nell'arco di qualche mese e messi a disposizione degli imprenditori agricoli per poter usufruire di tutta la tecnologia dell’agricoltura 4.0 che andremo ad offrire loro». Lo ha detto il presidente di Coldiretti Ettore Prandini in occasione della presentazione del manifesto per la nascita del primo polo italiano per l’agroalimentare 4.0, organizzata con un forum online da Coldiretti, Bonifiche Ferraresi e Filiera Italia per spiegare il nuovo approccio delle imprese ai temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

«Per pensare al nostro futuro e dare grandi opportunità ai nostri imprenditori oggi diventa ancor più fondamentale sostenere gli investimenti sull’innovazione annunciati dal Governo e che noi abbiamo chiesto - ha continuato Prandini - che vengano riprodotti anche nei prossimi anni per far sì che la nostra agricoltura, già leader mondiale per qualità ed eccellenze, lo diventi anche in termini di tecnologia».
«Il manifesto della filiera agroalimentare 4.0 va nella giusta direzione di creare aggregazione e sinergia tra il mondo della produzione agroalimentare e il mondo dell’innovazione tecnologica - ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli -, un ecosistema nazionale capace di valorizzare le eccellenze coniugando tradizione e innovazione. Ciò costituisce anche un aiuto per il Governo, poiché abbiamo bisogno di accompagnare le imprese in questo percorso ma soprattutto di essere accompagnati dalle imprese».
Sei i punti cruciali del manifesto:
1) Accelerare la transizione digitale premiando l’adozione di tecnologie di agricoltura e zootecnia di precisione con progetti in grado di preservare le caratteristiche uniche del nostro territorio;
2) Fornire agli agricoltori supporto alle decisioni agronomiche in tempo reale;
3) Creare consapevolezza e cultura nel consu matore sulla provenienza dei prodotti e delle loro caratteristiche, garantendo sicurezza, salubrità e qualità attraverso l’adozione di tecnologie digitali per la tracciabilità dei prodotti;
4) Incentivare modelli economici innovativi che prevedano una più equa distribuzione del
valore lungo la catena di approvvigionamento;
5) Sostenere lo sviluppo di canali di vendita digitali per le filiere corte nazionali
6) Sviluppare brevetti basati su tecnologie che abbiano uno standard tecnologico “made
in Italy” a servizio della filiera agroalimentare italiana per migliorarne efficienza ed efficacia.
«L’innovazione verso un agroalimentare più sano e sostenibile è al centro della nuova strategie europea Farm to fork - ha ricordato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia - ma occorre capire come si vuole raggiungere questo obiettivo. Se si vogliono stravolgere i sistemi naturali e di qualità e verso un modello sintetico e artificiale, con la sostituzione di milioni di agricoltori con poche multinazionali e laboratori di sintesi, di questo non abbiamo bisogno. D’altro canto l’emergenza sanitaria ha accentuato alcuni processi innovativi già in atto, come la digitalizzazione, lo studio di nuovi imballaggi, la valorizzazione dei sottoprodotti per creazione di materiali monouso con ingredienti naturali e la riduzione degli scarti, favorendo l’economia circolare. Ma anche il lavoro per assicurare una base scientifica sempre più solida per evidenziare le proprietà degli ingredienti naturali funzionali come nel caso della Dieta Mediterranea»
L’amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi Federico Vecchioni ha evidenziato come le iniziative realizzate negli ultimi anni abbiano dimostrato al mondo finanziario quanto il mondo agroindustriale fosse capace di introdurre innovazione, attirando investimenti e nuovi capitali. «Questa capacità di innovazione va incontro anche alle nuove esigenze dei consumatori, che chiedono sostenibilità, qualità degli alimenti, ma anche blockchain e controllo delle produzioni, diventati valore aggiunto del prodotto alimentare diffuso nei mercati».
Antonio Samaritani amministratore delegato di Abaco Group ha presentato il lavoro fatto assieme a Coldiretti per dotare le imprese agricole iscritte al Portale del Socio Coldiretti di un’applicazione, ribattezzata Demetra, per leggere in ogni momento lo stato di salute delle proprie coltivazioni, con dati sulle previsioni meteo e le temperature, sulla fertilità dei terreni, sullo stress idrico e tanto altro, permettendo di ottimizzare le rese e la produttività.

Un manifesto per sostenere gli operatori nel cambio di marcia
«Per pensare al nostro futuro e dare grandi opportunità ai nostri imprenditori oggi diventa ancor più fondamentale sostenere gli investimenti sull’innovazione annunciati dal Governo e che noi abbiamo chiesto - ha continuato Prandini - che vengano riprodotti anche nei prossimi anni per far sì che la nostra agricoltura, già leader mondiale per qualità ed eccellenze, lo diventi anche in termini di tecnologia».
«Il manifesto della filiera agroalimentare 4.0 va nella giusta direzione di creare aggregazione e sinergia tra il mondo della produzione agroalimentare e il mondo dell’innovazione tecnologica - ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli -, un ecosistema nazionale capace di valorizzare le eccellenze coniugando tradizione e innovazione. Ciò costituisce anche un aiuto per il Governo, poiché abbiamo bisogno di accompagnare le imprese in questo percorso ma soprattutto di essere accompagnati dalle imprese».
Sei i punti cruciali del manifesto:
1) Accelerare la transizione digitale premiando l’adozione di tecnologie di agricoltura e zootecnia di precisione con progetti in grado di preservare le caratteristiche uniche del nostro territorio;
2) Fornire agli agricoltori supporto alle decisioni agronomiche in tempo reale;
3) Creare consapevolezza e cultura nel consu matore sulla provenienza dei prodotti e delle loro caratteristiche, garantendo sicurezza, salubrità e qualità attraverso l’adozione di tecnologie digitali per la tracciabilità dei prodotti;
4) Incentivare modelli economici innovativi che prevedano una più equa distribuzione del
valore lungo la catena di approvvigionamento;
5) Sostenere lo sviluppo di canali di vendita digitali per le filiere corte nazionali
6) Sviluppare brevetti basati su tecnologie che abbiano uno standard tecnologico “made
in Italy” a servizio della filiera agroalimentare italiana per migliorarne efficienza ed efficacia.
«L’innovazione verso un agroalimentare più sano e sostenibile è al centro della nuova strategie europea Farm to fork - ha ricordato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia - ma occorre capire come si vuole raggiungere questo obiettivo. Se si vogliono stravolgere i sistemi naturali e di qualità e verso un modello sintetico e artificiale, con la sostituzione di milioni di agricoltori con poche multinazionali e laboratori di sintesi, di questo non abbiamo bisogno. D’altro canto l’emergenza sanitaria ha accentuato alcuni processi innovativi già in atto, come la digitalizzazione, lo studio di nuovi imballaggi, la valorizzazione dei sottoprodotti per creazione di materiali monouso con ingredienti naturali e la riduzione degli scarti, favorendo l’economia circolare. Ma anche il lavoro per assicurare una base scientifica sempre più solida per evidenziare le proprietà degli ingredienti naturali funzionali come nel caso della Dieta Mediterranea»
L’amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi Federico Vecchioni ha evidenziato come le iniziative realizzate negli ultimi anni abbiano dimostrato al mondo finanziario quanto il mondo agroindustriale fosse capace di introdurre innovazione, attirando investimenti e nuovi capitali. «Questa capacità di innovazione va incontro anche alle nuove esigenze dei consumatori, che chiedono sostenibilità, qualità degli alimenti, ma anche blockchain e controllo delle produzioni, diventati valore aggiunto del prodotto alimentare diffuso nei mercati».
Antonio Samaritani amministratore delegato di Abaco Group ha presentato il lavoro fatto assieme a Coldiretti per dotare le imprese agricole iscritte al Portale del Socio Coldiretti di un’applicazione, ribattezzata Demetra, per leggere in ogni momento lo stato di salute delle proprie coltivazioni, con dati sulle previsioni meteo e le temperature, sulla fertilità dei terreni, sullo stress idrico e tanto altro, permettendo di ottimizzare le rese e la produttività.

