Calenda: «Le cose non funzionano. Ecco i miei 10 criteri per la Fase 3»
«Le politiche attive del Governo non stanno funzionando», ha spiegato il leader di Azione, che ha proposto un suo piano per la fase successiva, per rendere più robusta la gestione del sistema sanitario
Un progetto per la Fase 3 in dieci parametri, sulla base dei quali organizzare il lavoro delle regioni per garantire ai cittadini di riaprire tutto in sicurezza. È quanto il leader di Azione Carlo Calenda ha messo a punto e indirizzato al premier Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza, lamentando l'inefficacia del provvedimenti presi finora dall'Esecutivo durante la fase emergenziale del coronavirus.

«Le politiche attive di questo governo, quelle che implicano un'azione pubblica non la richiesta ai cittadini di stare a casa, non stanno funzionando», a detto Calenda alla trasmissione Agorà su Rai3. «Questo è il problema, non di questo governo ma in generale dell'Italia: cioè di fare diventare un provvedimento astratto una cosa concreta. Ci vuole molta cultura della gestione - spiega - Abbiamo dato consigli per esempio sulla cassa integrazione in deroga, spiegando che non avrebbe funzionato, così come il fatto che non ci sia la manleva per i dirigenti di banca quando concedono i prestiti farà sì che i prestiti saranno meno di quelli che dovrebbero essere. Ci sono cose che non si capisce perché non si fanno. Sulla manleva è contrario il M5s».
Calenda ha spiegato: «Cosa farei io oggi? Con un gruppo di tecnici, scienziati e l'osservatorio sulla sanità regionale abbiamo preparato un documento il cui fine è: cosa devono fare Stato e Regioni per costruire una catena sanitaria che consenta ai cittadini di vivere la loro vita e allo stesso tempo di minimizzare il rischio». «Lo abbiamo fatto - precisa - identificando dieci criteri, prendendoli e dandogli un dimensionamento. Per esempio, quanti tamponi per abitanti? Abbiamo preso il meglio che c'è in Italia, cioè il Veneto. La cosa fondamentale adesso è essere molto rapidi nell'esecuzione del tampone e verificare se la persona ha una stanza in cui isolarsi o metterlo in isolamento in un Covid Center - spiega - Poi c'è la parte dell'analisi sierologica a chi va a lavoro, il rafforzamento dei medici di medicina generale e dei centri di prevenzione nelle Asl».
Fonte: AdnKronos
I dieci criteri individuati da Carlo Calenda per la Fase 3 per una ripresa in sicurezza
1. Indice di tramissibilità
Il numero medio di persone contagiate da un singolo individuo positivo.
Proporzione di persone contagiate sul totale degli abitanti.
La capacità diagnostica giornaliera rispetto alla popolazione.
La capacità diagnostica giornaliera rispetto alla popolazione.
Dispositivi di protezione individuale per l’intera popolazione.
Il numero di pazienti per ogni medico di medicina generale.
Persone impiegate dai dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari.
Disponibilità di posti letto in terapia intensiva per 100mila abitanti.
Disponibilità di posti in strutture per isolare i casi positivi.
Proporzione di persone che hanno scaricato l’App Immuni su smartphone.

Carlo Calenda
Il discorso di Calenda ad Agorà«Le politiche attive di questo governo, quelle che implicano un'azione pubblica non la richiesta ai cittadini di stare a casa, non stanno funzionando», a detto Calenda alla trasmissione Agorà su Rai3. «Questo è il problema, non di questo governo ma in generale dell'Italia: cioè di fare diventare un provvedimento astratto una cosa concreta. Ci vuole molta cultura della gestione - spiega - Abbiamo dato consigli per esempio sulla cassa integrazione in deroga, spiegando che non avrebbe funzionato, così come il fatto che non ci sia la manleva per i dirigenti di banca quando concedono i prestiti farà sì che i prestiti saranno meno di quelli che dovrebbero essere. Ci sono cose che non si capisce perché non si fanno. Sulla manleva è contrario il M5s».
Calenda ha spiegato: «Cosa farei io oggi? Con un gruppo di tecnici, scienziati e l'osservatorio sulla sanità regionale abbiamo preparato un documento il cui fine è: cosa devono fare Stato e Regioni per costruire una catena sanitaria che consenta ai cittadini di vivere la loro vita e allo stesso tempo di minimizzare il rischio». «Lo abbiamo fatto - precisa - identificando dieci criteri, prendendoli e dandogli un dimensionamento. Per esempio, quanti tamponi per abitanti? Abbiamo preso il meglio che c'è in Italia, cioè il Veneto. La cosa fondamentale adesso è essere molto rapidi nell'esecuzione del tampone e verificare se la persona ha una stanza in cui isolarsi o metterlo in isolamento in un Covid Center - spiega - Poi c'è la parte dell'analisi sierologica a chi va a lavoro, il rafforzamento dei medici di medicina generale e dei centri di prevenzione nelle Asl».
Fonte: AdnKronos
I dieci criteri individuati da Carlo Calenda per la Fase 3 per una ripresa in sicurezza
1. Indice di tramissibilità
Il numero medio di persone contagiate da un singolo individuo positivo.
- Rosso con R maggiore di 2.
- Giallo con minore di 2.
- Verde con R minore 1.
Proporzione di persone contagiate sul totale degli abitanti.
- Rosso - Rapporto contagiati Covid per abitanti maggiore di 0,48%.
- Giallo - Rapporto positivi Covid per abitanti compreso tra 0,48% e 0,10%.
- Verde - Rapporto positivi Covid per abitanti minore di 0,10%.
La capacità diagnostica giornaliera rispetto alla popolazione.
- Rosso - Numero tamponi per mille abitanti minore di 0,5.
- Giallo - Numero tamponi per mille abitanti compreso tra 0,5 e 2.
- Verde - Numero tamponi per mille abitanti maggiore di 2.
La capacità diagnostica giornaliera rispetto alla popolazione.
- Rosso - Test mensili sierologici quantitativi per mille occupati minore di 184.
- Giallo - Test mensili sierologici quantitativi per mille occupati tra 184 e 368.
- Verde - Test mensili sierologici quantitativi per mille abitanti maggiore di 368.
Dispositivi di protezione individuale per l’intera popolazione.
- Rosso - Fabbisogno mensile di mascherine pari a 30 per occupato.
- Giallo - Fabbisogno mensile di mascherine pari a 30 per abitante con età tra i 14 e i 75 anni.
- Verde - Fabbisogno mensile di mascherine pari a 30 per abitanti con età sopra i 14 anni.
Il numero di pazienti per ogni medico di medicina generale.
- Rosso - Rapporto pazienti per medico di medicina generale per regione maggiore di 1.236 pz.
- Giallo - Rapporto pazienti per medico di medicina generale per regione compreso tra 1.086 e 1235 pz.
- Verde - Rapporto pazienti per medico di medicina generale per regione minore di 1.085 pz.
Persone impiegate dai dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari.
- Rosso - Numero di persone nel dipartimento di prevenzione ogni 10mila abitanti minore di 1.
- Giallo - Numero di persone nel Dipartimento di prevenzione ogni 10mila abitanti tra 1,1 e 1,38.
- Verde - Numero di persone nel Dipartimento di prevenzione ogni 10mila abitanti maggiore di 1,39.
Disponibilità di posti letto in terapia intensiva per 100mila abitanti.
- Rosso - Posti letto in terapia intensiva per 100mila abitanti minore di 9.
- Giallo - Posti letto in terapia intensiva per 100mila abitanti compreso tra 9 e 15.
- Verde - Posti letto in terapia intensiva per 100mila abitanti maggiore di 15.
Disponibilità di posti in strutture per isolare i casi positivi.
- Rosso - Stanze per isolamento fiduciario per 1.000 abitanti minore di 0,5.
- Giallo - Stanze per isolamento fiduciario per 1.000 abitanti compreso tra 0,6 e 2,4.
- Verde - Stanze per isolamento fiduciario per 1.000 abitanti minore di 2,5.
Proporzione di persone che hanno scaricato l’App Immuni su smartphone.
- Rosso - Popolazione con App Immuni su smartphone minore del 60%.
- Giallo - Popolazione con App Immuni su smartphone compresa tra 61% e 70%.
- Verde - Popolazione con App Immuni su smartphone maggiore del 71%.

