Intrappolati in un resort di lusso. Luna di miele ai tempi del virus
Due sposini sudafricani hanno dovuto prolungare il viaggio di nozze al Cinnamon Velifushi (Maldive) perché nessun aereo li riporta a casa. I giorni in più li stanno pagando (scontati) aspettando un volo di rientro
C'è qualcosa di alquanto paradossale nell'essere costretti in un hotel ultralusso. Tuttavia è quello che è successo a Raul e Olivia de Freitas, 28 e 27 anni. Sono sudafricani, lui è macellaio, lei una maestra. I due, dopo aver celebrato le nozze, hanno inziato la loro luna di miele nel lussuoso resort Cinnamon Velifushi, alle Maldive, una luna di miele che si sarebbe dovuta concludere il 28 marzo, ma che invece sta proseguendo ad oltranza, e non per scelta della felice coppia.

Infatti i due non sono riusciti, a conclusione fissata, a lasciare l'atollo di Vaavu e il loro resort, per una complicata catena di aerei bloccati e divieti di viaggio nelle Maldive, in Sudafrica e negli Stati dove avrebbero fatto scalo. Stanno, tra l'altro, tuttora pagando la vacanza (anche se con un forte sconto). L'ambasciata sudafricana si è mossa, dovrebbe aver trovato una soluzione che permetta alla giovane coppia di rientrare a casa. Le loro foto intanto circolano sui social, idilliache da vedere, inquietanti se ci si riflette.
Interessante ripercorrere la loro disavventura. L'arrivo alle Maldive è stato domenica 22 marzo, il periodo di permanenza, quindi, doveva essere di sei giorni. La situazione già non era delle migliori a livello internazionali: la coppia ha chiesto, per questo, alla propria agenzia di viaggi se fosse il caso di partire, con gli aeroporti di mezzo mondo già bloccati. «Andate tranquilli», la risposta dell'agente. «Siete assicurati. Divertitevi».
Trascorsa la metà della vacanza nell'idilliaco resort, la coppia riceve la notizia: tutti gli aeroporti sudafricani, il 26 marzo, sarebbero stati chiusi. Allora subito a cercare una soluzione e fare due conti: cinque ore dalle Maldive a Doha, tre ore di scalo e poialtre nove ore verso Johannesburg... Ma il tempo non bastava. Gli ospiti del resort, tutti (in questo periodo dell'anno le Maldive sono overbooked) cominciano a muoversi, a partire. Gli ultimi a farlo sono degli americani, che hanno trovato una maniera per rientrare, facendo scalo in Russia. Ecco che, da resort pieno, Olivia e Raul restano soli.
La soluzione, a questo punto, sembra solo una, la più logica: contattare l'ambasciata più vicina, precisamente stanzionata in Sri Lanka. Facendolo, scoprono che in lungo e in largo per le Maldive sono in 40 provenienti come loro dal Sud Africa: una prima metà di questi 40 è irrintracciabile, dell'altra metà quasi nessuno può permettersi la soluzione che al momento viene presentata loro come unica possibile, vale a dire dividere con gli altri connazionali rintracciati i 100mila dollari che servono a "noleggiare" un aereo privato che li riporti a Johannesburg.
Si discute, ancora e ancora, ma nessun Governo vuole pagare il volo, che allora non viene organizzato. E da lì si comincia a far slittare la possibile ripartenza: forse i voli riprenderanno l'1 aprile. Invece no, si sposta il termine al 6. E oggi? Oggi la notizia è che tutti i sudafricani alle Maldive che vogliono rimpatriare saranno spostati in un altro resort a cinque stelle, in gran parte a spese del Governo.
Una luna di miele che si può definire alquanto originale: innanzitutto perché, a causa di forze maggiori, è stata raddoppiata (sia quella che il prezzo della stessa, che costa alla coppia 750 dollari a notte, anche se con uno sconto). Paradossale come situazione, ma assolutamente attuale. Come hanno passato questi giorni supplementari, i due sposini l'hanno raccontato a un giornalista del New York Times che ha scoperto la loro storia. Hanno dormito e fatto immersioni, nuotato poi giocato a ping pong e a biliardo. Raul si è anche unito alle partite di calcetto dei camerieri, per ammazzare il tempo: dopotutto anche a loro è stato proibito di lasciare il resort per 14 giorni dalla partenza dell'ultimo ospite, secondo le disposizioni del Governo maldiviano. Quindi, la coppia è stata in poche parole coccolatissima. Ancora, cene a lume di candela, show tutte le sere dedicati a loro, nove camerieri a servire loro la colazione, immersioni riservate.
Loro parlano di lusso, ma il conto comunque alla fine sarà salato. I fondi supplementari che serviranno a pagare i giorni in più, la coppia li detrarrà dall'anticipo del mutuo che sta per aprire. Adesso l'obiettivo è comunque uno ed uno soltanto: tornare a casa.

La coppia sudafricana in uno scatto, mentre giova della luna di miele "allungata"
Infatti i due non sono riusciti, a conclusione fissata, a lasciare l'atollo di Vaavu e il loro resort, per una complicata catena di aerei bloccati e divieti di viaggio nelle Maldive, in Sudafrica e negli Stati dove avrebbero fatto scalo. Stanno, tra l'altro, tuttora pagando la vacanza (anche se con un forte sconto). L'ambasciata sudafricana si è mossa, dovrebbe aver trovato una soluzione che permetta alla giovane coppia di rientrare a casa. Le loro foto intanto circolano sui social, idilliache da vedere, inquietanti se ci si riflette.
Interessante ripercorrere la loro disavventura. L'arrivo alle Maldive è stato domenica 22 marzo, il periodo di permanenza, quindi, doveva essere di sei giorni. La situazione già non era delle migliori a livello internazionali: la coppia ha chiesto, per questo, alla propria agenzia di viaggi se fosse il caso di partire, con gli aeroporti di mezzo mondo già bloccati. «Andate tranquilli», la risposta dell'agente. «Siete assicurati. Divertitevi».
Trascorsa la metà della vacanza nell'idilliaco resort, la coppia riceve la notizia: tutti gli aeroporti sudafricani, il 26 marzo, sarebbero stati chiusi. Allora subito a cercare una soluzione e fare due conti: cinque ore dalle Maldive a Doha, tre ore di scalo e poialtre nove ore verso Johannesburg... Ma il tempo non bastava. Gli ospiti del resort, tutti (in questo periodo dell'anno le Maldive sono overbooked) cominciano a muoversi, a partire. Gli ultimi a farlo sono degli americani, che hanno trovato una maniera per rientrare, facendo scalo in Russia. Ecco che, da resort pieno, Olivia e Raul restano soli.
La soluzione, a questo punto, sembra solo una, la più logica: contattare l'ambasciata più vicina, precisamente stanzionata in Sri Lanka. Facendolo, scoprono che in lungo e in largo per le Maldive sono in 40 provenienti come loro dal Sud Africa: una prima metà di questi 40 è irrintracciabile, dell'altra metà quasi nessuno può permettersi la soluzione che al momento viene presentata loro come unica possibile, vale a dire dividere con gli altri connazionali rintracciati i 100mila dollari che servono a "noleggiare" un aereo privato che li riporti a Johannesburg.
Si discute, ancora e ancora, ma nessun Governo vuole pagare il volo, che allora non viene organizzato. E da lì si comincia a far slittare la possibile ripartenza: forse i voli riprenderanno l'1 aprile. Invece no, si sposta il termine al 6. E oggi? Oggi la notizia è che tutti i sudafricani alle Maldive che vogliono rimpatriare saranno spostati in un altro resort a cinque stelle, in gran parte a spese del Governo.
Una luna di miele che si può definire alquanto originale: innanzitutto perché, a causa di forze maggiori, è stata raddoppiata (sia quella che il prezzo della stessa, che costa alla coppia 750 dollari a notte, anche se con uno sconto). Paradossale come situazione, ma assolutamente attuale. Come hanno passato questi giorni supplementari, i due sposini l'hanno raccontato a un giornalista del New York Times che ha scoperto la loro storia. Hanno dormito e fatto immersioni, nuotato poi giocato a ping pong e a biliardo. Raul si è anche unito alle partite di calcetto dei camerieri, per ammazzare il tempo: dopotutto anche a loro è stato proibito di lasciare il resort per 14 giorni dalla partenza dell'ultimo ospite, secondo le disposizioni del Governo maldiviano. Quindi, la coppia è stata in poche parole coccolatissima. Ancora, cene a lume di candela, show tutte le sere dedicati a loro, nove camerieri a servire loro la colazione, immersioni riservate.
Loro parlano di lusso, ma il conto comunque alla fine sarà salato. I fondi supplementari che serviranno a pagare i giorni in più, la coppia li detrarrà dall'anticipo del mutuo che sta per aprire. Adesso l'obiettivo è comunque uno ed uno soltanto: tornare a casa.

