Esportazioni a singhiozzo. Vola il prezzo del riso
Le restrizioni stanno facendo lievitare i costi, con rincari, secondo la Coldiretti, fino al 50% in alcuni Paesi. Il presidente Ettore Prandini: «L’emergenza sta mettendo a nudo le fragilità del settore»
Esportazioni a singhiozzo o addirittura bloccate ovunque, ma soprattutto nei Paesi asiatici, e prezzi alle stelle, fino addirittura al 50% in più in alcuni Paesi del mondo. L’emergenza coronavirus sta piegando anche il commercio di riso, il cereale più consumato sulle tavole di tutto il mondo (e molto richiesto in queste settimane anche in Italia). A riferirlo, proprio oggi, in occasione della Giornata mondiale della Terra, è la Coldiretti che, riprendendo un’analisi dell'International Rice Research Institute (IRRI), parla di prezzi tornati ai livelli del 2013.
«L’aumento del valore del riso è solo la punta dell’iceberg delle tensioni che si registrano a livello internazionale sul cibo. Una situazione che – spiega la Coldiretti in una nota – incrementerebbe notevolmente il numero dei 135 milioni di persone in 55 Paesi e territori hanno vissuto condizioni di insicurezza alimentare alla fine del 2019 secondo il rapporto del Network Globale contro le crisi alimentari».
Nell’anniversario dei 50 anni della Giornata della Terra, la pandemia da coronavirus sta rivoluzionando le priorità dei mercati e dei consumatori con le produzioni agricole diventate più preziose e richieste del petrolio che, al contrario, è crollato con il fermo delle attività industriali. «L’emergenza ha ribaltato la geografia del valore della terra – prosegue la nota di Coldiretti – con i giacimenti di idrocarburi del sottosuolo che hanno perso centralità economica rispetto ai raccolti che crescono sui campi di tutto il mondo e che vengono considerati ormai vere e proprie riserve strategiche da proteggere e accantonare».
Nonostante una storica sottovalutazione dell’importanza del settore, l’Italia può ancora contare su una agricoltura che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi.
«In gioco c’è una filiera allargata che in Italia dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi con oltre 3,6 milioni di occupati con l’allarme globale provocato dal coronavirus che ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza - afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - L’emergenza Covid 19, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti per l’agroalimentare che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità in un momento in cui la terra è diventata la nuova frontiera per le nuove generazioni come dimostra la campagna #miprendocuradite lanciata dai giovani della Coldiretti proprio per i 50 anni della giornata della Terra».
L'export del riso rallenta e i prezzi salgono
«L’aumento del valore del riso è solo la punta dell’iceberg delle tensioni che si registrano a livello internazionale sul cibo. Una situazione che – spiega la Coldiretti in una nota – incrementerebbe notevolmente il numero dei 135 milioni di persone in 55 Paesi e territori hanno vissuto condizioni di insicurezza alimentare alla fine del 2019 secondo il rapporto del Network Globale contro le crisi alimentari».
Nell’anniversario dei 50 anni della Giornata della Terra, la pandemia da coronavirus sta rivoluzionando le priorità dei mercati e dei consumatori con le produzioni agricole diventate più preziose e richieste del petrolio che, al contrario, è crollato con il fermo delle attività industriali. «L’emergenza ha ribaltato la geografia del valore della terra – prosegue la nota di Coldiretti – con i giacimenti di idrocarburi del sottosuolo che hanno perso centralità economica rispetto ai raccolti che crescono sui campi di tutto il mondo e che vengono considerati ormai vere e proprie riserve strategiche da proteggere e accantonare».
Nonostante una storica sottovalutazione dell’importanza del settore, l’Italia può ancora contare su una agricoltura che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi.
Ettore Prandini
«In gioco c’è una filiera allargata che in Italia dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi con oltre 3,6 milioni di occupati con l’allarme globale provocato dal coronavirus che ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza - afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - L’emergenza Covid 19, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti per l’agroalimentare che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità in un momento in cui la terra è diventata la nuova frontiera per le nuove generazioni come dimostra la campagna #miprendocuradite lanciata dai giovani della Coldiretti proprio per i 50 anni della giornata della Terra».

