Spagna e Germania annullano due loro eventi tra i più noti al mondo
A causa della pandemia di coronavirus la città spagnola di Pamplona ha deciso di annullare la famose celebrazione di San Fermin prevista a luglio, dove la corsa di tori di solito attira decine di migliaia di turisti. "Il consiglio comunale ha preso questa decisione unanimemente, tenendo conto che la lotta contro il Covid-19 è diventata una priorità globale e che non vi è altra eventuale possibilità per eventi internazionali", si legge in una nota del municipio. La Germania, dal canto suo, inizia a cancellare gli appuntamenti dal calendario anche oltre l'estate. «Abbiamo deciso che l'Oktoberfest quest'anno non si terrà». Lo ha annunciato il presidente della Baviera Markus Soeder. «Fa male, dispiace molto, ma quest'anno non è un anno normale», ha spiegato. Ai tempi del coronavirus «sarebbe irresponsabile» tenere una festa popolare del genere, ha sottolineato.

E nel frattempo il Ministro degli Esteri tedesco frena sulle vacanze: «Non illudiamoci»
Continueranno ad esserci «limitazioni di movimento» a causa del coronavirus, e su questo «è meglio non farsi illusioni»: lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Berlino sulle prossime vacanze estive. Maas ha affermato di «auspicare che ci sarà il prima possibile il ripristino delle frontiere aperte e di Schengen», ma per il Ministro non ci sarà «una normale stagione estiva con spiagge e rifugi di montagna pieni».

L'Austria intanto è sempre più vicina ad un'apertura quasi completa
L'Austria invece riapre quasi tutte le attività economiche da maggio: sono esclusi però gli eventi culturali e sportivi con il pubblico. Il piano presentato oggi dal governo democristiano-ecologista guidato dal premier Sebastian Kurz prevede la riapertura delle scuole in modo graduale, a partire dalla metà di maggio (i dettagli saranno illustrati venerdì); sempre il 15 maggio, è prevista la riapertura di ristoranti e altri locali con l'obbligo di mantenere la distanza fra le persone. Anche le chiese e le altre comunità di culto torneranno ad offrire i servizi religiosi da quella data.

Niente corsa dei tori e Oktoberfest Altri eventi cancellati per il Covid

Nel Regno Unito tornano a crescere i morti, +823. Intanto la Regina festeggia il suo compleanno "in silenzio"
Aumentano i morti da coronavirus registrati nel Regno Unito dopo il consistente calo dei due giorni scorsi. Sono altri 823 i decessi nei soli ospedali, quasi il doppio di ieri, appena una cinquantina meno di venerdì e 160 meno rispetto al record assoluto giornaliero - britannico ed europeo - del 10 aprile. Il totale censito dei decessi sale a 17.337, mentre i contagi diagnosticati sfiorano i 130mila, con una curva d'incremento in flessione attorno a 4.300 al giorno.
La famiglia reale ha vissuto questa giornata in silenzio, non ritenendo opportuni i festeggiamenti. Sua Maestà è nel castello di Windsor, insieme al marito Filippo. Secondo alcune testate britanniche ha ricevuto/riceverà gli auguri dai familiari attraverso una videochiamata.

In Russia tornano a crescere casi, 5.642 in 24 ore
Tornano a salire i casi di coronavirus in Russia, con 5.642 nuovi contagi individuati nelle ultime 24 ore, arrivando a un totale di 52.763. Lo fa sapere la task force nazionale. Ieri i casi registrati erano stati infatti 4.268, in diminuzione rispetto al picco di oltre 6mila di domenica. I nuovi morti sono stati 51, arrivando così a un totale di 456. A Mosca, l'area più colpita del Paese, i nuovi casi sono 3.083 arrivando a un totale di 29.433.

Hong Kong proroga il distanziamento sociale fino al 7 maggio
Hong Kong ha esteso di altre due settimane, fino al 7 maggio, le misure di distanziamento sociale per evitare la diffusione del contagio da coronavirus. Lo ha annunciato la leader della Regione Amministrativa Speciale cinese, Carrie Lam, «per assicurare che tutti i successi raggiunti negli ultimi tre mesi non vadano sprecati». Rimangono quindi in vigore il bando sugli assembramenti di oltre quattro persone, assieme alla chiusura forzata di attività come palestre, bar, centri estetici e cinema.

E intanto in Cina nessun decesso. 11 i nuovi casi, 4 importati
Nessun decesso per il coronavirus è stato registrato in Cina nella giornata di ieri, così come domenica scorsa. Lo hanno reso noto le autorità di Pechino segnalando 11 nuovi contagi (da 12 il giorno precedente), di cui 4 importati. Il totale dei casi in Cina è cosi' salito a 82.758 e quello dei decessi a 4.632

Gli Stati Uniti, tra accuse interni, scioperi e nuovi contagiati
Cominciando dai contagi, merita attenzione il caso del Marion Correctional Institution, una prigione dell’Ohio, negli Usa. Qui sono risultati positivi 109 dipendenti e 1.828 detenuti (tre quarti della popolazione carceraria dello Stato). La prigione sta diventando così il più grande focolaio di coronavirus degli Stati Uniti. Complessivamente nei penitenziari dell'Ohio ci sono 2.400 casi tra i reclusi e 244 tra lo staff, ossia il 20% del totale.
Più in generale sono stati registrati 1.433 i decessi nell'ultimo giorno. Alla luce di un altro dato allarmante, si è pronunciato l'ex vicepresidente Joe Biden: «Donald Trump ha fallito nell'agire rapidamente contro la pandemia e questo sta costando enormemente all'America. È chiaro che il presidente non ha alcun interesse a risolvere il problema e a salvare le vite umane, con gli Usa che sono i primi nel mondo per decessi e casi di contagio e che contano già 22 milioni di americani che hanno chiesto un sussidio di disoccupazione».
Se non di disoccupazione, negli Usa oggi si parla di scioperi. Il fatto riguarda Amazon. Il colosso dell’ecommerce è accusato di non tutelare la salute dei dipendenti e di averne licenziati alcuni per aver partecipato alle proteste. L’organizzazione Athena: Sono 130 i magazzini in cui i è stato contratto il covid-19, alcuni «con più di 30 casi confermati».
In mezzo a tutta questa confusione, Trump sospende l'immigrazione negli Usa. Lo ha annunciato su Twitter, firmerà un decreto per sospendere temporaneamente l'immigrazione negli Stati Uniti. La decisione, spiega il presidente americano, è motivata "dall'attacco del nemico invisibile" del coronavirus. "Dobbiamo proteggere i posti di lavoro del nostro grande Paese", ha aggiunto Trump.