La Ministra Bellanova chiarisce: «Sì alla vendita di fiori e piante»
Il Governo fa chiarezza su una questione che ha agitato per giorni il settore florovivaistico italiano. Sì, dunque, all’apertura delle attività per un comparto che dà lavoro a 100mila persone
Fiori e piante possono essere venduti in tutta Italia, anche in queste settimane di emergenza. Nei giorni scorsi in tanti si sono rivolti al Governo per chiedere se le restrizioni imposte contro il contagio da coronavirus interessassero o meno anche il settore florovivaistico.
A fare chiarezza è stata la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che in un messaggio pubblicato su Facebook ha risposto alle domande degli operatori del settore: «La vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in caso e fertilizzanti è consentita su tutto il territorio nazionale o almeno dove non prevalga una norma locale, indipendentemente dal codice Ateco – ha scritto Bellanova – Mi si pone il problema per cui il codice Ateco dei fiorai non è compreso nell’elenco delle attività che possono aprire contenuto nel DPCM #IoRestoaCasa. Obiezione comprensibile. La risposta è chiara e netta: la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti è consentita su tutto il territorio nazionale, o almeno dove non prevalga una norma locale, indipendentemente dal codice Ateco».
«Purtroppo - prosegue la ministra nel suo messaggio - è tutt’altro che semplice districarsi tra norme, interpretazioni autentiche e soprattutto successive applicazioni da parte di funzionari regionali, comunali o, ad esempio, agenti della polizia municipale che si trovano a dover capire se un negozio di fiori possa o non possa stare aperto. Sconfiggeremo sicuramente il coronavirus, verrebbe da dire, ma la burocrazia è più dura a morire».
Da qui il consiglio che la ministra rivolge ai negozianti: «Mostrate ai funzionari del vostro Comune la risposta della Presidenza del Consiglio per provare a superare le naturali resistenze che dovessero sorgere, dovute anche solo ad una comprensibile prudenza. La mia insistenza deriva solo dalla necessità di assicurare quanti più canali di vendita possibili ad un settore importantissimo, quello del florovivaismo, che, al netto dei canali di commercializzazione, dà lavoro a 100mila persone e che in questi mesi fa una buona parte del suo fatturato annuale».
Con la mascherina anche nei vivai
A fare chiarezza è stata la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che in un messaggio pubblicato su Facebook ha risposto alle domande degli operatori del settore: «La vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in caso e fertilizzanti è consentita su tutto il territorio nazionale o almeno dove non prevalga una norma locale, indipendentemente dal codice Ateco – ha scritto Bellanova – Mi si pone il problema per cui il codice Ateco dei fiorai non è compreso nell’elenco delle attività che possono aprire contenuto nel DPCM #IoRestoaCasa. Obiezione comprensibile. La risposta è chiara e netta: la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti è consentita su tutto il territorio nazionale, o almeno dove non prevalga una norma locale, indipendentemente dal codice Ateco».
Teresa Bellanova
«Purtroppo - prosegue la ministra nel suo messaggio - è tutt’altro che semplice districarsi tra norme, interpretazioni autentiche e soprattutto successive applicazioni da parte di funzionari regionali, comunali o, ad esempio, agenti della polizia municipale che si trovano a dover capire se un negozio di fiori possa o non possa stare aperto. Sconfiggeremo sicuramente il coronavirus, verrebbe da dire, ma la burocrazia è più dura a morire».
Da qui il consiglio che la ministra rivolge ai negozianti: «Mostrate ai funzionari del vostro Comune la risposta della Presidenza del Consiglio per provare a superare le naturali resistenze che dovessero sorgere, dovute anche solo ad una comprensibile prudenza. La mia insistenza deriva solo dalla necessità di assicurare quanti più canali di vendita possibili ad un settore importantissimo, quello del florovivaismo, che, al netto dei canali di commercializzazione, dà lavoro a 100mila persone e che in questi mesi fa una buona parte del suo fatturato annuale».

