
Gismondo (Sacco): «Forse è mutato. Troppi morti in Lombardia»
La direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica dell'ospedale Sacco di Milano comncorda con l'ipotesi della collega Capua, mentre per la Cattolica di Roma si spiega con la durata di vita più lunga degli italiani, ma con patoloogie che ne intaccano le difese immunitarie, tanto che sui primi accertamenti i morti sarebber "con" coronavirus

«Sta succedendo qualcosa di strano - avverte Gismondo parlando all'AdnKronos Salute - In Lombardia c'è un'aggressività che non si spiega. Le ipotesi possono essere tutte valide - precisa, ma - una è che il virus sia forse mutato». Per questo «lancio un appello alla comunità scientifica: uniamoci per capire - esorta la virologa - Se tutti ci mettiamo insieme e ne studiamo un pezzetto, probabilmente riusciremo a comprendere».
Ricordiamo che proprio ieri Roberto Bernabei, ordinario di Geriatria alla Cattolica di Roma, nella conferenza stampa dalla Protezione Civile di Roma aveva invece affermato che dall'analisi delle cartelle cliniche dei primi 355 deceduti per Covid-19 emergono dei fattori che hanno un significato precisissimo: tranne tre (lo 0,8%) che non avevano patologie concomitanti, tutti gli altri pazienti deceduti avevano una patologia (25%), due (25%) o tre malattie concomitanti (48%). Questi dati fotografano bene la realtà: ovvero che il fattore di rischio vero è avere, non solo un'età geriatrica, ma anche delle patologie concomitanti, quali ipertensione, cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, diabete».
Per concludere il quadfro dell ediverse ipotesi all'esame dei ricercatori va anche tenuto conto che Vittorio De Micheli, epidemiologo dell’Ats di Milano, i casi reali di contaguio sarebbero almneo il doppio di quelli accertati al momento.
Fonte: ADNKRONOS

