Sanremo, le pagelle alle cover. Gabbani top, Lamborghini in panne
Al Festival i big in gara hanno duettato con altre star della musica italiana. Questi i nostri voti, scanditi seguendo la classifica decisa dall'orchestra dell'Ariston a fine serata
Grazie al duetto con Silvia Perez Cruz, Tosca si è aggiucata il primo posto nella classifica della terza serata del 70° Festival di Sanremo interpretando "Piazza Grande" di Lucio Dalla. Giovedì sera infatti i 24 cantanti in gara sono saliti sul palco interpretando canzoni storiche della musica italiana in duetto con altri nomi d'eccezione del panorama musicale nostrano. Francesco Gabbani con "L'italiano" di Toto Cotugno ci è piaciuto tantissimo così come Piero Pelù con la sua versione di "Cuore matto". Ci chiediamo invece come Elettra Lamborghini possa esibirsi in un concorso canoro e chiediamo un po' di "svecchiamento" per le prossime edizioni. Grazie.
Queste le nostre pagelle.
1) Tosca con Silvia Perez Cruz - “Piazza grande”: vince la serata. Vittoria giusta? A Sanremo forse sì. Gioca in casa con un brano come Piazza Grande con un primo posto “telefonato”. Poteva mettersi in gioco di più con un brano più distante da lei. 7, compitino.
2) Piero Pelù - “Cuore matto”: bella esibizione. Bella davvero. Questo è il Piero che ci piace. L’arrangiamento della canzone di Little Tony è meglio dell’originale. Meritava il primo posto. 8 ½, bravo da legare.

4) Anastasio con la P.F.M. - “Spalle al muro”: forse il talento più grande a livello di scrittura. L’energia che trasmette è impressionante. Tuttavia si ha il sentore che le sue scelte in questo Sanremo non siano state totalmente giuste su di lui. 7 ½, ma può fare di più.
5) Diodato con Nina Zilli - “24mila baci”: che dire? Per noi la vera rivelazione di questo Sanremo. Ieri si toglie gli abiti del ragazzo casa e chiesa e con Nina Zilli ci diverte col brano di Celentano. L’impressione è che il podio non sia più in utopia. 8.
6) Le Vibrazioni con Canova - “Un'emozione da poco”: canzone con coefficiente di difficoltà 1000. Con i Canova portano a casa il risultato. Ma non è un’esibizione indimenticabile. Quest’anno sembrano spinti da qualcuno nelle classifiche. Sesto posto eccessivo. 5 ½, raccomandati.
7) Paolo Jannacci con Francesco Mandelli e Daniele Moretto - “Se me lo dicevi prima”: qui è più una prova teatrale che una cover. Non è Enzo. Ma un sorriso ce lo strappa e tutto sommato il settimo posto se lo merita. Bello vedere un’esibizione completa. 7, artista.
8) Francesco Gabbani - “L'Italiano”: pezzo scontato, ma va bene. Toto Cotugno credo stanchi chiunque anche se non si vede in giro dal ‘15/’18, ma la sua interpretazione è davvero interessante. La coreografia accompagnata al pezzo è da rendere tutti orgogliosi: nonostante le critiche che sovrastano questo paese (sia interne che esterne) è bene renderci conto che non siamo così arretrati e retrogradi (vedi come è stato gestito per ora il caso Coronavirus). Non canta in modo eccelso, ma stasera non importa. 9, viva l’Italia.
9) Rancore con Dardust e La Rappresentante di Lista - “Luce”: direi davvero sorprendente questo ragazzo. Portare Elisa non è facile e Luce è uno dei pezzi più belli che hanno vinto Sanremo (se non il più bello). Il suo stravolgimento del brano è convincente. 7, centrato.
10) Marco Masini con Arisa - “Vacanze Romane”: Marco questo Sanremo lo stecca completamente. Arisa anziché aiutarlo lo affossa del tutto: acuti inquietanti a inizio serata che non avranno fatto dormire in molti. Davvero male. 4,5.
11) Raphael Gualazzi con Simona Molinari - “E se domani”: bravissimo. Alto momento musicale. Se una critica si può fare è che proprio non lo riesci a criticare in nulla, e noi a fare elogi non siamo bravi. 8, maestrino.
12) Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi - “Ti regalerò una rosa”: canta la canzone di Cristicchi con Cristicchi. E quest'ultimo se lo mangia. Ogni volta che canta Nigiotti vorremmo che cantasse Simone. Scelta davvero un po' incomprensibile. Cristicchi meriterebbe dieci ma quello in gara è Nigiotti: 5, sovrastato.
13) Rita Pavone con Amedeo Minghi - “1950”: da vedere sono anche carini. La Pavone ti fa simpatia per forza, bravina, simpatica, genuina. Ma il tutto è davvero appeso ad un filo, perché la canzone ha degli arrangiamenti davvero vecchi. 5,5. Datati.
14) Irene Grandi con Bobo Rondelli - “La musica è finita”: canta meglio rispetto alla prima serata. Totale riarrangiamento della canzone, però il risultato è piacevole. Qualche posizione in più la meritava. Peccato. 6 ½, intensa.
15) Michele Zarrillo con Fausto Leali - “Deborah”: la sua voce con quella di Fausto Leali si fonde anche bene. Però tirare fuori questa canzone “Deborah” è davvero incomprensibile. Non credo che neanche la “Deborah” incriminata si ricordi questa dedica. Si poteva scegliere qualcosa di meglio. 5. Deborah chi?
16) Achille Lauro con Annalisa - “Gli uomini non cambiano”: a fine serata è solo sedicesimo. Per il discorso fatto su Nigiotti e Cristicchi forse è anche giusto. Annalisa è davvero uno spettacolo sia di bellezza che per come canta. La canzone di Mia Martina è un macigno che molti non possono portare. Lei sì. Lui forse no. Prova a nascondere il tutto con le sue solite maschere. Ma con questa canzone devi farci i conti. Tutto sommato porta il risultato a casa. 6, aiutato.
17) Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta - “Si può dare di più”: portare una canzone come questa e non metterci energia ma renderla malinconica è davvero un peccato. Viene da chiedersi il perché di questo arrangiamento. Le due ospiti non aiutano per niente Levante. 5, meglio sola che male accompagnata.
18) Giordana Angi con Solis String Quartet (La nevicata del '56): ecco, di nuovo Mia Martini. Potrei dire che è un mostro sacro e non andrebbe toccato. Ma mostri sacri non esistono. Solo che: se non riesco a cantare come Mina non la canto, se non posso interpretare come la Martini scelgo altro. A fare la faccia un po' triste e farsi uscire due lacrime, siamo bravi tutti. Non è che se scegli il brano strappa lacrime allora sei più brava. (vedi Pelù e Pinguini in alto in classifica ). 5-. Ripartire da zero, grazie.
19) Elodie con Aeham Ahmad - “Adesso tu”: brava. Ma andando controcorrente abbastanza anonima. Diciannovesimo posto tutto sommato giusto. Non è un’esibizione che rimarrà nella storia. 6 politico.
20) Alberto Urso con Ornella Vanoni - “La voce del silenzio”: si fa fatica a dare un commento. Lasciamo perdere il commento politicamente corretto che la Vanoni è la Vanoni, perché non si può sentire. L’esibizione è imbarazzante. Il momento in cui lui deve correggere l’attacco del ritornello totalmente sballato da lei verrebbe voglia di correre all’Ariston ad abbracciarlo. Basta Ornella. S.v.
21) Junior Cally con i Viito - “Vado al massimo”: con i vari riferimenti a Salvini vuole sicuramente far capire che le polemiche gli piacciono. E forse fa bene a crearle perché il risultato finale dell’esibizione è quello che è. Manca un po' di energia che i Viito provano a colmare. Non basta qualche urletto e girare come una trottola per ottenere certi risultati. 5 ½, distratti.
22) Riki con Ana Mena - “L’edera”: questo ragazzo fa veramente tenerezza. Sembra telecomandato e poco deciso quando canta. Saremo ripetitivi ma viene da chiedersi davvero se fosse necessario presentarsi o accettarlo in gara. 4, debole.
23) Elettra Lamborghini con Myss Keta - “Non succederà più”: non ci si crede. È inconcepibile come si riesca a permettergli di cantare. Con Myss Keta è una gara a chi canta peggio. Sembra un karaoke alle 2 del mattino tra amiche ubriache. Ora, ok che lei non è qui per vincere o piazzarsi, ma insomma con gli altri devi pur competere. 4, da dividere in due.
24) Bugo con Morgan - “Canzone per te”: arrivare ultimi dopo Elettra è davvero strano. Vince l’antipatia contro Morgan e le polemiche sul nulla che riesce a creare. Certo, che l’orchestra lo classifichi dopo Elettra è davvero una notizia: voleva dirigerli e a quanto pare qualcuno si è rifiutato o glielo ha impedito. Qui dividiamo i voti: 3 per Morgan, vittima di se stesso; 6 per Bugo, vittima di Morgan.
Queste le nostre pagelle.
1) Tosca con Silvia Perez Cruz - “Piazza grande”: vince la serata. Vittoria giusta? A Sanremo forse sì. Gioca in casa con un brano come Piazza Grande con un primo posto “telefonato”. Poteva mettersi in gioco di più con un brano più distante da lei. 7, compitino.
2) Piero Pelù - “Cuore matto”: bella esibizione. Bella davvero. Questo è il Piero che ci piace. L’arrangiamento della canzone di Little Tony è meglio dell’originale. Meritava il primo posto. 8 ½, bravo da legare.

La schermata con la classifica
3) Pinguini Tattici Nucleari - “Settanta volte”: che loro siano bravi non c’è dubbio. A nostro parere con un brano unico e non un medley di vertordici canzoni potevano fare ancora meglio. Non hanno voluto osare e forse al primo Sanremo ci sta anche. Se non scadono in brani partigiani da concerto del primo maggio questi ragazzi bergamaschi hanno un buon futuro davanti. 7+ in rampa di lancio.4) Anastasio con la P.F.M. - “Spalle al muro”: forse il talento più grande a livello di scrittura. L’energia che trasmette è impressionante. Tuttavia si ha il sentore che le sue scelte in questo Sanremo non siano state totalmente giuste su di lui. 7 ½, ma può fare di più.
5) Diodato con Nina Zilli - “24mila baci”: che dire? Per noi la vera rivelazione di questo Sanremo. Ieri si toglie gli abiti del ragazzo casa e chiesa e con Nina Zilli ci diverte col brano di Celentano. L’impressione è che il podio non sia più in utopia. 8.
6) Le Vibrazioni con Canova - “Un'emozione da poco”: canzone con coefficiente di difficoltà 1000. Con i Canova portano a casa il risultato. Ma non è un’esibizione indimenticabile. Quest’anno sembrano spinti da qualcuno nelle classifiche. Sesto posto eccessivo. 5 ½, raccomandati.
7) Paolo Jannacci con Francesco Mandelli e Daniele Moretto - “Se me lo dicevi prima”: qui è più una prova teatrale che una cover. Non è Enzo. Ma un sorriso ce lo strappa e tutto sommato il settimo posto se lo merita. Bello vedere un’esibizione completa. 7, artista.
8) Francesco Gabbani - “L'Italiano”: pezzo scontato, ma va bene. Toto Cotugno credo stanchi chiunque anche se non si vede in giro dal ‘15/’18, ma la sua interpretazione è davvero interessante. La coreografia accompagnata al pezzo è da rendere tutti orgogliosi: nonostante le critiche che sovrastano questo paese (sia interne che esterne) è bene renderci conto che non siamo così arretrati e retrogradi (vedi come è stato gestito per ora il caso Coronavirus). Non canta in modo eccelso, ma stasera non importa. 9, viva l’Italia.
9) Rancore con Dardust e La Rappresentante di Lista - “Luce”: direi davvero sorprendente questo ragazzo. Portare Elisa non è facile e Luce è uno dei pezzi più belli che hanno vinto Sanremo (se non il più bello). Il suo stravolgimento del brano è convincente. 7, centrato.
10) Marco Masini con Arisa - “Vacanze Romane”: Marco questo Sanremo lo stecca completamente. Arisa anziché aiutarlo lo affossa del tutto: acuti inquietanti a inizio serata che non avranno fatto dormire in molti. Davvero male. 4,5.
11) Raphael Gualazzi con Simona Molinari - “E se domani”: bravissimo. Alto momento musicale. Se una critica si può fare è che proprio non lo riesci a criticare in nulla, e noi a fare elogi non siamo bravi. 8, maestrino.
12) Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi - “Ti regalerò una rosa”: canta la canzone di Cristicchi con Cristicchi. E quest'ultimo se lo mangia. Ogni volta che canta Nigiotti vorremmo che cantasse Simone. Scelta davvero un po' incomprensibile. Cristicchi meriterebbe dieci ma quello in gara è Nigiotti: 5, sovrastato.
13) Rita Pavone con Amedeo Minghi - “1950”: da vedere sono anche carini. La Pavone ti fa simpatia per forza, bravina, simpatica, genuina. Ma il tutto è davvero appeso ad un filo, perché la canzone ha degli arrangiamenti davvero vecchi. 5,5. Datati.
14) Irene Grandi con Bobo Rondelli - “La musica è finita”: canta meglio rispetto alla prima serata. Totale riarrangiamento della canzone, però il risultato è piacevole. Qualche posizione in più la meritava. Peccato. 6 ½, intensa.
15) Michele Zarrillo con Fausto Leali - “Deborah”: la sua voce con quella di Fausto Leali si fonde anche bene. Però tirare fuori questa canzone “Deborah” è davvero incomprensibile. Non credo che neanche la “Deborah” incriminata si ricordi questa dedica. Si poteva scegliere qualcosa di meglio. 5. Deborah chi?
16) Achille Lauro con Annalisa - “Gli uomini non cambiano”: a fine serata è solo sedicesimo. Per il discorso fatto su Nigiotti e Cristicchi forse è anche giusto. Annalisa è davvero uno spettacolo sia di bellezza che per come canta. La canzone di Mia Martina è un macigno che molti non possono portare. Lei sì. Lui forse no. Prova a nascondere il tutto con le sue solite maschere. Ma con questa canzone devi farci i conti. Tutto sommato porta il risultato a casa. 6, aiutato.
17) Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta - “Si può dare di più”: portare una canzone come questa e non metterci energia ma renderla malinconica è davvero un peccato. Viene da chiedersi il perché di questo arrangiamento. Le due ospiti non aiutano per niente Levante. 5, meglio sola che male accompagnata.
18) Giordana Angi con Solis String Quartet (La nevicata del '56): ecco, di nuovo Mia Martini. Potrei dire che è un mostro sacro e non andrebbe toccato. Ma mostri sacri non esistono. Solo che: se non riesco a cantare come Mina non la canto, se non posso interpretare come la Martini scelgo altro. A fare la faccia un po' triste e farsi uscire due lacrime, siamo bravi tutti. Non è che se scegli il brano strappa lacrime allora sei più brava. (vedi Pelù e Pinguini in alto in classifica ). 5-. Ripartire da zero, grazie.
19) Elodie con Aeham Ahmad - “Adesso tu”: brava. Ma andando controcorrente abbastanza anonima. Diciannovesimo posto tutto sommato giusto. Non è un’esibizione che rimarrà nella storia. 6 politico.
20) Alberto Urso con Ornella Vanoni - “La voce del silenzio”: si fa fatica a dare un commento. Lasciamo perdere il commento politicamente corretto che la Vanoni è la Vanoni, perché non si può sentire. L’esibizione è imbarazzante. Il momento in cui lui deve correggere l’attacco del ritornello totalmente sballato da lei verrebbe voglia di correre all’Ariston ad abbracciarlo. Basta Ornella. S.v.
21) Junior Cally con i Viito - “Vado al massimo”: con i vari riferimenti a Salvini vuole sicuramente far capire che le polemiche gli piacciono. E forse fa bene a crearle perché il risultato finale dell’esibizione è quello che è. Manca un po' di energia che i Viito provano a colmare. Non basta qualche urletto e girare come una trottola per ottenere certi risultati. 5 ½, distratti.
22) Riki con Ana Mena - “L’edera”: questo ragazzo fa veramente tenerezza. Sembra telecomandato e poco deciso quando canta. Saremo ripetitivi ma viene da chiedersi davvero se fosse necessario presentarsi o accettarlo in gara. 4, debole.
23) Elettra Lamborghini con Myss Keta - “Non succederà più”: non ci si crede. È inconcepibile come si riesca a permettergli di cantare. Con Myss Keta è una gara a chi canta peggio. Sembra un karaoke alle 2 del mattino tra amiche ubriache. Ora, ok che lei non è qui per vincere o piazzarsi, ma insomma con gli altri devi pur competere. 4, da dividere in due.
24) Bugo con Morgan - “Canzone per te”: arrivare ultimi dopo Elettra è davvero strano. Vince l’antipatia contro Morgan e le polemiche sul nulla che riesce a creare. Certo, che l’orchestra lo classifichi dopo Elettra è davvero una notizia: voleva dirigerli e a quanto pare qualcuno si è rifiutato o glielo ha impedito. Qui dividiamo i voti: 3 per Morgan, vittima di se stesso; 6 per Bugo, vittima di Morgan.


