Ha solo 22 anni e parla con l’aiuto di un macchinario, muovendo gli occhi. Paolo Palumbo, 22 anni, di Oristano, ha commosso la platea del Festival di Sanremo (ieri in gara altri 12 "campioni", QUI le nostre pagelle) con la sua partecipazione sul palco dell’Ariston, dove ha cantato la sua canzone, “Io sono Paolo”, un brano che racconta la sua storia. «Voglio essere scomodo ma efficace – ha detto – Amadeus è stato coraggioso a invitarmi e lo ringrazio».

Paolo Palumbo sul palco dell'Ariston (Paolo, lo chef malato di Sla che ha commosso Sanremo)
Paolo Palumbo sul palco dell'Ariston

Di sogni, nonostante la terribile malattia, diagnosticata 4 anni fa, Paolo ne ha realizzati tanti e alcuni li ha raccontati ieri sera in diretta tv. Fare il cuoco è sempre stato il sogno del giovane cantante e lo ha realizzato quando ancora la malattia glielo permetteva. Ha anche scritto un libro di ricette, dal titolo “Sapori a colori”, con l’obiettivo di restituire la gioia del cibo e i sapori a coloro che per una patologia l’hanno persa.

Tra le sue gioie, quella di averne consegnata una copia sall’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nel corso del Seeds & Chips Global Food Innovation Summit. «Sanremo – ha detto Paolo – è il palcoscenico giusto per portare il mio messaggio di speranza, oltre ad essere un buon modo per farsi ascoltare da un pubblico vasto». E il pubblico dell’Ariston, dopo la sua canzone e il suo breve discorso nel quale ha raccontato come affronta la malattia, gli ha riservato un lungo applauso e una standing ovation.