Si chiude, non si chiude, forse si apre un po', ma non si sa da quando e fino a quando. Questo è il ritornello stucchevole che il Governo sta cantando da giorni (ma a dire il vero da marzo...) in vista delle restrizioni per Natale e così Luca Zaia non ha voluto perdere altro tempo e ha deciso: in Veneto da sabato 19 dicembre zona arancione "rafforzata" che significa stop agli spostamenti tra Comuni a partire dalle 14 di ogni giorno fino al 6 gennaio.

Luca Zaia - Zaia colora d'arancione il Veneto Confini comunali chiusi dalle 14
Luca Zaia

Zaia torna sui suoi passi e stringe prima di tutti
Il leader del Veneto al vertice con Giuseppe Conte era stata il più attivo sul fronte dei rigoristi chiedendo una zona rossa urgente su tutto il territorio nazionale. Una posizione quantomeno sorprendente considerando che nel corso della prima ondata era stato ancora il più attivo, ma sul fronte delle aperture urgenti ritenendo che il "modello Veneto" avesse funzionato meglio di tutti gli altri.

«La nostra proposta - ha detto Zaia - è che dal 19 dicembre al 6 gennaio si chiudano i confini comunali dalle 14. Firmerò l’ordinanza in serata». Così Zaia ha presentato la nuova ordinanza che la Regione Veneto è in procinto di adottare. «Manterremo inalterate tutte le attività commerciali, ma ci sarà una novità: dalle 14 si lavora solo con i cittadini della propria città. Con buon senso distribuiamo il flusso commerciale evitando la commistione di popolazioni epidemiologiche diverse. Si avrebbe l’opportunità di non andare verso restrizioni dolorose. È una soluzione di equilibrio che andrò ad adottare, una zona arancione ridotta. Invierò al ministro Speranza l’ordinanza e proporremo l’intesa».

Zaia stizzito per le mancate decisioni del Governo
«Prendo delle misure - ha precisato - perché non ho ben capito cosa accadrà con il Governo. Siamo a giovedì e c’è ancora incertezza sulle misure nazionali. Noi non possiamo aspettare. Questa ordinanza vuole tutelare le libertà personali, ci mettiamo nei panni di tutti i commercianti che hanno i magazzini pieni, se ci fossimo trovati al 7 di gennaio avremo preso decisioni diverse. L’ordinanza è un sacrificio per il futuro, sono chiamato per il mio ruolo a prendere decisioni e non lo faccio con gioia, mai avrei pensato di occuparmi di una pandemia, ma da due mesi il Veneto è in zona gialla grazie al sistema che ha funzionato e non a numeri taroccati».

Ristoranti e alberghi continuano ad attendere
Al di là dei pareri sulla scelta specifica del Veneto non si può continuare a insistere sull'imbarazzante incertezza del Governo che ancora non ha deciso nulla e probabilmente non lo farà fino a venerdì sera. Tutti attendono decisioni, chi per diletto e chi per mestiere come i bar, i ristoranti e gli alberghi che devono decidere se potranno preparare pranzi e cenoni oppure no. In ballo la stabilità mentale di tutti, ma ancor di più piccole fette di bilancio che potrebbero diventare meno rosse oppure sprofondare nella notte più buia dell'economia italiana.

Viene da chiedersi a questo punto a Conte perchè non decide di chiudere tutto e tutti sabato mattina così che le saracinesche di tutte le attività si abbasserebbero senza preferenze. Anche se, da marzo ad oggi, qualche discriminazione di troppo (non sempre così comprensibile) c'è stata e siamo pronti ad attenderci di tutto. Vuoi vedere che anche stavolta pagheranno i ristoratori?