«La tutela della salute è un valore e un impegno al quale le aziende rappresentate in Ancc-Coop, Ancd-Conad, Cncc-Consiglio nazionale dei centri commerciali, Confimprese e Federdistribuzione hanno sempre dimostrato totale adesione, dandone dimostrazione sin dall’inizio della pandemia. Le associazioni del commercio chiedono quindi con urgenza un intervento di modifica delle norme contenute nel Dpcm, eliminando le limitazioni agli esercizi che operano nei centri commerciali. Un intervento che produrrebbe un vantaggio per i consumatori, per le imprese e per la salute pubblica».

La distribuzione italiana non ci sta Si oppone ai vincoli del Dpcm
La distribuzione italiana si oppone al Dpcm che ne contingenta gli orari nei centri commerciali

La distribuzione italiana non ci sta e si oppone ai vincoli dell’ultimo Dpcm che prevede la chiusura nei fine settimana, nei giorni prefestivi e festivi dei centri commerciali fino al 6 gennaio.

Nella nota di protesta si sottolinea «l’incertezza generata dalle interpretazioni restrittive delle attività di vendita dei supermercati e ipermercati nei centri commerciali con il divieto di vendere prodotti non alimentari presenti sugli scaffali limitando l’accesso a beni di prima necessità quali assorbenti femminili, pannolini per bambini, carta igienica, prodotti per l’igiene personale o per la cura della casa».

Per informazioni: www.federdistribuzione.it - www.e-coop.it - www.ancd.it - www.cncc.it - www.confimprese.it