Per rimanere in tema, la corsa al “Bonus bici” ha rappresentato il tappone dolomitico di un Giro d’Italia per tutti coloro i quali hanno provato a scalare le rampe arcigne del click day scelto dal ministero dell’Ambiente come metodo per l’accesso ai contributi (fino a 500 euro sull’acquisto di bici o monopattini). Alla fine non tutti sono riusciti a transitare sotto lo striscione dell’arrivo, ma potrebbero esserci “tappe” supplementari per potersi rimettere in gioco.

Disastro click day - Bonus bici, che impresa ottenerlo Via libera per 390mila fortunati
Disastro click day

Distribuiti tutti i 215 milioni di euro
A prometterlo è stato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa il giorno dopo la lunga polemica che ha fatto seguito ai problemi riscontrati dagli utenti con la piattaforma e con l’ottenimento dell’identità digitale (Spid). Alla fine, nella mattinata del 4 novembre, i 215 milioni di euro messi a disposizione sono stati distribuiti, ma la scia di malumore e preoccupazione per un’Italia che marcia a ritmo da secolo scorso in materia di tecnologia resta.

Via libera per 390mila
Le registrazioni andate a buon fine nel corso della giornata sono state un totale di 390mila. Per 217mila persone si è trattato di rimborsi per acquisti già fatti a fronte della fattura o dello scontrino parlante presentato dall’utente e 152mila i voucher per acquisti che potranno essere fatti entro 30 giorni. Colti dall’entusiasmo per il successo più di mille voucher sono stati immediatamente spesi in uno dei negozi convenzionati.

L'infinita giornata del click day
La lunga cronaca della giornata di martedì - iniziata con il crash già alle 9 del mattino - è terminata alle 24 quando erano in coda ancora 100mila persone, stando alle cifre fornite dal ministero dell’Ambiente. E dire che la mattinata si era aperta con la sorpresa di 5 milioni in più rispetto ai 210 previsti inizialmente. Entusiasmi subito spenti quando si è compreso quanto la procedura fosse complessa e la lista d’attesa si allungava sempre di più, anche se le domande venivano smaltite al ritmo di più di 1.000 al minuto. Ma il vero problema è sorto in tarda mattinata quando è emerso che molti utenti non riuscivano a registrarsi con le credenziali Spid dal momento che l’app di Poste Id, il maggior provider di identità digitale, era completamente in tilt e quindi impediva agli utenti di validare le credenziali per accedere alla piattaforma dove poter registrare la fattura o richiedere il voucher.

Il problema Spid: ira del ministro
Di fronte all’imbarazzante blocco, il ministro Costa ha telefonato in mattinata agli amministratori delegati di Sogei, la società del ministero dell’Economia che gestisce il sito web per l’erogazione del bonus, e di Poste, che gestisce lo Spid, chiedendo con toni molto duri di seguire in prima persona la vicenda per risolvere i problemi che si erano evidenziati. Ma ancora in serata risultava impossibile l’accesso all’applicazione di Poste Id. Il processo di registrazione e accesso alla piattaforma è proseguito anche nella notte, nel tentativo di smaltire la lunga coda di persone in attesa per i 132 milioni ancora disponibili.

L'appello di Costa per un'altra occasione
«Io invito tutti a entrare nel sistema con calma, anche nei prossimi giorni - ha affermato Costa in un comunicato -, perché abbiamo appostato altri fondi ad hoc in legge di Stabilità e assicuro che tutti coloro che hanno una fattura o uno scontrino parlante al 2 novembre saranno rimborsati. Ci sono stati dei problemi, ci hanno riferito, dovuti al sistema Poste e Spid - ha spiegato Costa - e a un affollamento in contemporanea che, come mi ha personalmente riferito Sogei, è andato ben oltre tutte le aspettative». Ma le giustificazioni non hanno placato anche la polemica politica: il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto che Costa si prenda le sue responsabilità e si dimetta, accusando il governo Conte di non riuscire a gestire «nemmeno un sito internet, figuriamoci un Paese intero», ha affermato sottolineando come quanto successo ieri replica quello che è capitato in aprile sul sito dell’Inps per il bonus di 600 euro.

A quando il cambio di marcia?
Insomma per l’Italia dell’online e delle pratiche burocratiche da accorciare si è trattata di una Caporetto, ma oggi è il 4 novembre e chissà che con il secondo giro di richieste non si possa festeggiare la vittoria su quei fantasmi che aleggiano nel Paese da sempre.