Brusaferro categorico sul Natale: «No a spostamenti e ai cenoni»
In attesa del Dcpm, il presidente dell'Iss ribadisce il no alle concessioni sul Natale perché se «ci rilassiamo la curva riparte in 1-2 settimane». D'accordo Locatelli che aggiunge che con questi numeri non si può sciare

In Italia il tasso di positività scende all’11,7%.
La velocità di trasmissione del virus, infatti, sta rallentando, «ma il numero dei casi giornalieri rimane significativo e se non decresce, diventa un fattore critico», ha sottolineato Silvio Brusaferro.
Oggi, 28 novembre, ci sono stati meno contagi in 24 ore rispetto a ieri (per la precisone 26.323 positivi per un totale di 1.564.532 dall’inizio della pandemia) con 3 mila test in più (225.940 oggi), comunque sempre sopra quota 20 mila per il settimo giorno consecutivo. Il rapporto di casi su tamponi si abbassa di un punto, passando dal 12,7% all’11,7%. Un buon segnale.
Si abbassa anche ancora la pressione sul sistema sanitario (per il terzo giorno di fila). La curva dei ricoveri si appiattisce e «si riduce la probabilità di saturazione dei posti in rianimazione», ha spiegato Brusaferro.
Di fatto, nella seconda ondata per quanto riguarda le terapie intensive non si è mai arrivati al picco della prima ondata, pari a 4.068 malati in rianimazione che si è verificato il 3 aprile.
La previsione (pessimistica), ipotizzata a metà novembre durante le impennate dei casi, di raggiungere il milione di attuali infetti a fine mese per fortuna non si è, dunque, avverata, grazie alle misure restrittive che hanno «raffreddato» la curva dei contagi.
Ma non è di certo il momento di abbassare la guardia. I decessi odierni sono 686, +1,3% per un totale di 54.363 vittime. Nessuna regione registra zero vittime, segno che il Covid colpisce in modo drammatico su tutto il territorio nazionale. Il maggior numero di morti si ha in Lombardia (+119), Piemonte (+98), Veneto (+83), Emilia-Romagna (+70).
Le persone guarite o dimesse sono 24.214 per un totale di 720.861. E gli attuali positivi - i soggetti che adesso hanno il virus - sono 1.415 in più rispetto a ieri per un totale di 789.308.
Oggi, i pazienti ricoverati con sintomi sono 33.299 (-385), mentre quelli più gravi in terapia intensiva sono 3.762 (-20).
«Con questi numeri è difficile immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa così come è difficile immaginare forme di aggregazioni e raduni tra persone che provengono da contesti molto diversi - dice Brusaferro - Ci troviamo in una fase in cui l’incidenza è molto elevata e diffusa in tutte le regioni, anche se con differenze. Le prossime settimane sono molto critiche rispetto alla nostra capacità di rispettare distanziamenti ed evitare aggregazioni. Se non lo facciamo, il rischio è che i numeri ripartano. Dobbiamo immaginare un Natale che abbia una sua unicità rispetto al passato e al futuro. Gli affetti, le aggregazioni, la vicinanza, la condivisione andranno vissuti in una dimensione Covid».

Locatelli: Tutte le festività oggi vanno ripensate
Sul tema interviene anche il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. «Ce lo stiamo ripetendo da settimane, il Natale 2020 sarà diverso dal solito. Non si attira mai sufficiente attenzione sugli assembramenti. Tutto quello che eravamo abituati a vedere per celebrare la fine dell'anno e l'inizio del seguente non potrà aver corso quest'anno. È inimmaginabile e incompatibile con la situazione epidemica attuale e in generale con la pandemia. Non si può pensare di avere assembramenti nelle piazze per celebrare la fine dell'anno. La stessa celebrazione religiosa del Natale dovrà essere resa compatibile con le misure già concordate con la Cei per evitare che tutto possa tradursi nella generazione di possibili focolai di trasmissione. Va segnalata l'unicità del Natale, lasciando al premier e ai ministri la sensibilità per trovare la situazione ideale per contemperare un rigore imprescindibile con l'attenzione agli affetti più cari».

Locatelli interviene anche sulla questione sci, sottolineando come gli attuali numeri µnon sono compatibili con l'apertura degli impianti sciistici» e augurandosi che questo messaggio «lo daranno anche i Paesi Ue».
Calano i contagi in Europa
Perché nonostante l’Europa, dove i contagi sono in calo, possa tirare un po' il fiato, bisogna mantenere alta la guardia, proprio in visata del “temutissimo” Natale che rischia di dare il la all'altrettanto temuta terza ondata. Che in Asia, come riporta l’Ansa, in anticipo rispetto al trend europeo, sembra già in arrivo.
Un avvertimento ribadito forte e chiaro anche da Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell'Oms della sanità per il Covid-19.
Intanto, gli Stati Uniti hanno superato i 13 milioni di contagi.

