Microimprese, famiglia e turismo: come la Lombardia vede la ripresa
Le proposte del rapporto ''Polis Lombardia 2020'': interventi sociali e finanziari semplificati, aggregazione e accesso al credito per le piccole aziende e nuovi manager territoriali
Nella Regione italiana più martoriata dal coronavirus, con il maggior Pil e il più alto numero di abitanti (si viaggia attorno ai 10 milioni, tanti quanti uno Stato) è uscito il rapporto ''Polis Lombardia 2020''. In sintesi, la azioni per ripartire - dopo lo sconquasso della pandemia - si concentrano attorno ai patti di filiera, l'istituzione di manager territoriali e di un memoriale per la comunità.

Temi cruciali: sostenibilità e ruolo dei Comuni
Lo studio si è basato su 76 sondaggi effettuati da docenti del Politecnico di Milano, dell'Università Cattolica di Milano e dell'Università di Pavia. Particolare attenzione è dedicata alla sostenibilità ambientale, al ruolo dei Comuni - sempre più autonomi e organizzati - alle famiglie, che devono essere aiutate con interventi sociali e finanziari semplificati, all'incremento della rete digitale, al potenziamento delle banche dati per agire sulla fiscalità e, soprattutto, al mondo produttivo.
Attenzione alle microimprese
In particolare, il rapporto sottolinea che le microimprese necessitano di azioni di aggregazione, per superare le difficoltà di accesso al credito e di capacità finanziaria degli investimenti. Vanno scritti patti di filiera in cui le imprese maggiori diventino trainanti, accompagnando verso la ripresa anche gli attori più piccoli e fragili. Da promuovere il rimpatrio di alcune produzioni, sicuramente quelle legate al mondo della salute.
Occhi puntati alla ripartenza del turismo
Nel rapporto, presentato dagli assessori regionali Claudia Maria Terzi e Raffaele Cattaneo, un capitolo specifico è dedicato al mondo del turismo. «In questo settore - scrivono gli estensori Giovanni Azzone, Mauro Magatti e Antonella Zucchella - sono auspicabili nuove forme di cooperazione, aggregazione e integrazione per rinforzare la consistenza economica e finanziaria di possibili investimenti e per favorire da più imprese e soggetti, la gestione collettiva di singoli servizi. Nuovi manager territoriali possono valorizzare in modo mirato le quattro aree vanto della nostra regione: alpina, pedemontana e dei laghi, metropolitana e delle città d'arte, agroalimentare''. Agroalimentare indispensabile anche per combattere le nuove povertà che colpiscono oltre il 15% dei lombardi.

Lo studio si è basato su 76 sondaggi effettuati da docenti delle Università di Milano e Pavia
Temi cruciali: sostenibilità e ruolo dei Comuni
Lo studio si è basato su 76 sondaggi effettuati da docenti del Politecnico di Milano, dell'Università Cattolica di Milano e dell'Università di Pavia. Particolare attenzione è dedicata alla sostenibilità ambientale, al ruolo dei Comuni - sempre più autonomi e organizzati - alle famiglie, che devono essere aiutate con interventi sociali e finanziari semplificati, all'incremento della rete digitale, al potenziamento delle banche dati per agire sulla fiscalità e, soprattutto, al mondo produttivo.
Attenzione alle microimprese
In particolare, il rapporto sottolinea che le microimprese necessitano di azioni di aggregazione, per superare le difficoltà di accesso al credito e di capacità finanziaria degli investimenti. Vanno scritti patti di filiera in cui le imprese maggiori diventino trainanti, accompagnando verso la ripresa anche gli attori più piccoli e fragili. Da promuovere il rimpatrio di alcune produzioni, sicuramente quelle legate al mondo della salute.
Occhi puntati alla ripartenza del turismo
Nel rapporto, presentato dagli assessori regionali Claudia Maria Terzi e Raffaele Cattaneo, un capitolo specifico è dedicato al mondo del turismo. «In questo settore - scrivono gli estensori Giovanni Azzone, Mauro Magatti e Antonella Zucchella - sono auspicabili nuove forme di cooperazione, aggregazione e integrazione per rinforzare la consistenza economica e finanziaria di possibili investimenti e per favorire da più imprese e soggetti, la gestione collettiva di singoli servizi. Nuovi manager territoriali possono valorizzare in modo mirato le quattro aree vanto della nostra regione: alpina, pedemontana e dei laghi, metropolitana e delle città d'arte, agroalimentare''. Agroalimentare indispensabile anche per combattere le nuove povertà che colpiscono oltre il 15% dei lombardi.


