Solo briciole per Natale 2020 Un crack da 5 miliardi di euro
È la stima della Coldiretti in base a quanto gli italiani hanno speso nel 2019 per pranzi e cenoni, a casa e fuori, e che rischia di andare in fumo per le strette del Governo sulle feste di fine anno
Tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno, nel 2019, gli italiani hanno consumato 70 milioni di chili tra pandori e panettoni, 74 milioni di bottiglie di spumante, tonnellate di pasta, 6 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci. Per un totale di 5 miliardi di euro spesi, in casa e fuori (analisi Coldiretti/Ixè). Un fatturato che ora, con una possibile stretta del Governo verso le mini riunioni solo con i parenti stretti, si ridurrebbero a poche briciole.

Una situazione che rischia, dunque, di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nell’intero 2020 segnano un crollo storico del 12% con una perdita secca di 30 miliardi di euro (elaborazioni Coldiretti su dati Ismea).
Si tratta del peggior risultato del decennio per effetto della paralisi del canale della ristorazione che non viene compensato dal leggero aumento della spesa nel carrello delle famiglie.
Senza dimenticare la cancellazione della gran parte degli eventi tradizionali che segnano la fine dell’anno, a partire da sagre, feste paesane e mercatini natalizi, in cui tendenzialmente si registra un boom degli acquisti enogastronomici.
O l’impatto negativo della mancanza di turisti italiani e stranieri: basti pensare che quasi 1/3 della spesa turistica nel Belpaese è destinata proprio all’alimentazione.
Verso nuovi equilibri nelle filiere
Una situazione che sta rivoluzionando anche gli equilibri all’interno delle filiere produttive che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Il Natale senza pranzi e cenoni costa 5 miliardi che sono stati spesi lo scorso anno dagli italiani
Consumi alimentari: in Italia crollo storico del 12%Una situazione che rischia, dunque, di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nell’intero 2020 segnano un crollo storico del 12% con una perdita secca di 30 miliardi di euro (elaborazioni Coldiretti su dati Ismea).
Si tratta del peggior risultato del decennio per effetto della paralisi del canale della ristorazione che non viene compensato dal leggero aumento della spesa nel carrello delle famiglie.
Senza dimenticare la cancellazione della gran parte degli eventi tradizionali che segnano la fine dell’anno, a partire da sagre, feste paesane e mercatini natalizi, in cui tendenzialmente si registra un boom degli acquisti enogastronomici.
O l’impatto negativo della mancanza di turisti italiani e stranieri: basti pensare che quasi 1/3 della spesa turistica nel Belpaese è destinata proprio all’alimentazione.
Verso nuovi equilibri nelle filiere
Una situazione che sta rivoluzionando anche gli equilibri all’interno delle filiere produttive che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

