Scende l'indice di positività. La Campania resta gialla
I nuovi contagi sono 35.098 con il tasso di positività che è sceso di un punto percentuale fino al 16,1%. Buone notizie, anche se il rilevamento della curva è relativo a inizio mese
In Italia sono state 35.098 i nuovi contagi da coronavirus per un totale di contagiati da inizio epidemia che arriva a quota 995.463 persone. I tamponi sono stati 217.758, ovvero 70.033 in più rispetto a ieri quando erano stati 147.725. Mentre il tasso di positività è intorno al 16% (precisamente 16,1%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti 16sono risultati positivi; ieri era del 17,1%. In questa situazione, che resta grave e incertezza, la Campania resta zona gialla Covid, secondo l’aggiornamento dei numeri del contagio (in particolare l’indice Rt per la diffusione del Coronavirus) e delle terapie intensive. Oggi a Roma sono confluiti i dati aggiornati che sono stati poi elaborati dall’Istituto superiore di Sanità e discussi nel Comitato Tecnico scientifico.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 28.633 (+997, +3,6%; ieri +1.196), mentre i malati più gravi in terapia intensiva sono 2.971 (+122, +4,3%; ieri +100). Questi dati sono visibili nella tabella in alto, nella seconda e nella terza colonna da sinistra.
Ancora alto il numero di decessi: 580 in 24 ore per un totale di 42.330 morti. «La curva epidemiologica sta deflettendo - ha detto Gianni Rezza, direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute - perché sta aumentando meno delle scorse settimane».
Un andamento che si vede anche dal rapporto di casi su tamponi che scende dal 17 al 16%. Se ieri si trovavano 17 positivi ogni 100 testi, oggi se ne trovano 16. Anche l’indiceRt (di trasmissione del virus) - che è a 1,72 - cresce più lentamente, come ha precisato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, posizionando il Paese (preso nel suo insieme) nello «scenario 3», quello a rischio elevato, ma non massimo. Bisogna però considerare che il monitoraggio «fotografa» la situazione fino al primo novembre, ossia prima dell’impennata della scorsa settimana. Adesso l’obiettivo è duplice: portare il valore di Rt sotto 1 ed evitare il collasso delle sistema sanitario, considerando che alcuni ospedali sono già al limite.

I contagi di oggi
I pazienti ricoverati con sintomi sono 28.633 (+997, +3,6%; ieri +1.196), mentre i malati più gravi in terapia intensiva sono 2.971 (+122, +4,3%; ieri +100). Questi dati sono visibili nella tabella in alto, nella seconda e nella terza colonna da sinistra.
Ancora alto il numero di decessi: 580 in 24 ore per un totale di 42.330 morti. «La curva epidemiologica sta deflettendo - ha detto Gianni Rezza, direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute - perché sta aumentando meno delle scorse settimane».
Un andamento che si vede anche dal rapporto di casi su tamponi che scende dal 17 al 16%. Se ieri si trovavano 17 positivi ogni 100 testi, oggi se ne trovano 16. Anche l’indiceRt (di trasmissione del virus) - che è a 1,72 - cresce più lentamente, come ha precisato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, posizionando il Paese (preso nel suo insieme) nello «scenario 3», quello a rischio elevato, ma non massimo. Bisogna però considerare che il monitoraggio «fotografa» la situazione fino al primo novembre, ossia prima dell’impennata della scorsa settimana. Adesso l’obiettivo è duplice: portare il valore di Rt sotto 1 ed evitare il collasso delle sistema sanitario, considerando che alcuni ospedali sono già al limite.

