Zingaretti punge i ristoranti. Più controlli su febbre e telefoni
Il governatore del Lazio ha invitato i gestori ad una responsabilità maggiore sui controlli ai clienti riconoscendo che la maggior parte lo sta facendo. Peccato però che in primo piano ci sia sempre la ristorazione
Che bar e ristoranti, in quanto luoghi chiusi, possano essere tenuti sotto controllo con più attenzione in ottica diffusione del covid è corretto; ma che a bar e ristoranti vengano addossate tutte le responsabilità ogni qualvolta si parla di covd è eccessivo e anche scorretto. Perché queste sono tra le attività che hanno subito le modifiche più sostanziose e che stanno facendo non pochi sacrifici per sopravvivere, nonostante una mancanza di aiuti soprattutto nei controlli senza spiegazioni.
A questo proposito sono arrivate le parole del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti che - intervenendo alla trasmissione “Che giorno è” su Radiouno ha detto: «Spero che non ci siano nuove restrizioni anti-Covid: deciderà il governo, ma dipende dai comportamenti».

Per questo, dopo la stretta sulle mascherine all’aperto, Nicola Zingaretti chiede «un passo avanti» ai locali che per «la stragrande maggioranza danno un contributo straordinario» alla lotta contro il virus: «Prendere il numero di telefono di almeno un cliente al tavolo o misurare la febbre all’ingresso», dice il governatore del Lazio prima di rinforzare l’appello aggiungendo che «la parola d’ordine in questo momento è responsabilità». Una regola che è già in vigore sul territorio nazionale, ma che oggettivamente viene rispettata solo a macchia di leopardo. Perché? Forse è su queste sottigliezze che i ristoratori possono ancora lavorare sfruttando tutto quello che è nei loro poteri per smantellare ogni possibile residuo dubbio sulla loro condotta.
Le forze dell’ordine intanto assicurano una stretta sui controlli nei locali. Così come un rinforzo nella sorveglianza dei mezzi pubblici, altro comparto da “zona rossa” per il rischio contagi. «Tutto quello che si può fare per aumentare il numero dei mezzi di trasporto pubblico va bene. So che non è facile per tutti ma sarebbe utile riscoprire la possibilità di muoverci a piedi o in bici», ha detto Zingaretti.
Controlli più che necessari visto che quotidianamente non mancano le immagini di assembramenti scriteriati. Il Movimento 5 Stelle, con Roberta Lombardi, consigliere regionale, in prima linea propone che «la giunta Zingaretti valuti la possibilità di chiudere discoteche e stadi, follia e nonsense in una fase in cui si chiede ai nostri figli di andare a scuola con la mascherina e ai cittadini di indossarla all’aperto».
Nel Lazio, oltre ai numeri di Roma, preoccupano i cluster in provincia di Latina, dove si temono nuovi lockdown totali. «Il tema è delicatissimo, c’è preoccupazione perché c’è un costante aumento di contagi diffuso in alcuni comuni», spiega Zingaretti, mentre in Prefettura si fa il punto della situazione. «Il discorso è sempre lo stesso: prendere delle misure utili per andare incontro alla popolazione», aggiunge il presidente della Regione prima di rispondere sul «caso» Salvini-Terracina, ovvero il potenziale cluster che potrebbe essere nato durante un evento elettorale della Lega: «Non voglio fare polemiche, ma faccio un appello a chi ha responsabilità politiche a dare il buon esempio».
A questo proposito sono arrivate le parole del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti che - intervenendo alla trasmissione “Che giorno è” su Radiouno ha detto: «Spero che non ci siano nuove restrizioni anti-Covid: deciderà il governo, ma dipende dai comportamenti».

Nicola Zingaretti
Per questo, dopo la stretta sulle mascherine all’aperto, Nicola Zingaretti chiede «un passo avanti» ai locali che per «la stragrande maggioranza danno un contributo straordinario» alla lotta contro il virus: «Prendere il numero di telefono di almeno un cliente al tavolo o misurare la febbre all’ingresso», dice il governatore del Lazio prima di rinforzare l’appello aggiungendo che «la parola d’ordine in questo momento è responsabilità». Una regola che è già in vigore sul territorio nazionale, ma che oggettivamente viene rispettata solo a macchia di leopardo. Perché? Forse è su queste sottigliezze che i ristoratori possono ancora lavorare sfruttando tutto quello che è nei loro poteri per smantellare ogni possibile residuo dubbio sulla loro condotta.
Le forze dell’ordine intanto assicurano una stretta sui controlli nei locali. Così come un rinforzo nella sorveglianza dei mezzi pubblici, altro comparto da “zona rossa” per il rischio contagi. «Tutto quello che si può fare per aumentare il numero dei mezzi di trasporto pubblico va bene. So che non è facile per tutti ma sarebbe utile riscoprire la possibilità di muoverci a piedi o in bici», ha detto Zingaretti.
Controlli più che necessari visto che quotidianamente non mancano le immagini di assembramenti scriteriati. Il Movimento 5 Stelle, con Roberta Lombardi, consigliere regionale, in prima linea propone che «la giunta Zingaretti valuti la possibilità di chiudere discoteche e stadi, follia e nonsense in una fase in cui si chiede ai nostri figli di andare a scuola con la mascherina e ai cittadini di indossarla all’aperto».
Nel Lazio, oltre ai numeri di Roma, preoccupano i cluster in provincia di Latina, dove si temono nuovi lockdown totali. «Il tema è delicatissimo, c’è preoccupazione perché c’è un costante aumento di contagi diffuso in alcuni comuni», spiega Zingaretti, mentre in Prefettura si fa il punto della situazione. «Il discorso è sempre lo stesso: prendere delle misure utili per andare incontro alla popolazione», aggiunge il presidente della Regione prima di rispondere sul «caso» Salvini-Terracina, ovvero il potenziale cluster che potrebbe essere nato durante un evento elettorale della Lega: «Non voglio fare polemiche, ma faccio un appello a chi ha responsabilità politiche a dare il buon esempio».

