Il Pil rimbalza a +16,1%, ma ora rischiamo di rovinare tutto
Nel terzo trimestre crescita migliore delle aspettative. Peccato che la seconda ondata e le restrizioni rischiano di vanificare tutto. Colpendo specialmente il settore della ristorazione che stava rialzando la testa

Il Pil rimbalza a +16,1% nel terzo trimestre
SU BASE ANNUA PERÒ CONTRAZIONE DEL 4,7%
Su base annua in realtà c'è poco da festeggiare: rispetto al periodo giugno-settembre 2019 l'economia ha registrato una contrazione del 4,7%. Se non altro l'andamento congiunturale del trimestre supera le stime degli analisti e dello stesso governo che aveva indicato una crescita di circa il 13%, utile giusto per recuperare il disastro causato dalla prima ondata di coronavirus.
UN LOCKDOWN ROVINEREBBE LA RIPRESA
La variazione del Pil acquisita per il 2020, quella che si otterrebbe se nel quarto trimestre la crescita fosse nulla, è pari a -8,2%. Ma il problema risiede proprio nei prossimi due mesi, gli ultimi dell'anno: se si dovesse optare per una chiusura più o meno generalizzata, per un semi-lockdown o in qualunque modo lo si voglia chiamare, i numeri tornerebbero a piangere. Gravati sicuramente dalla zavorra di tutto il settore della ristorazione costretto a fermarsi.
BANCA D'ITALIA PREOCCUPATA DAL CONTAGIO
Anche il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco si è detto preoccupato per i guai in arrivo causa seconda ondata di contagi da Covid-19: ok la crescita «ben più marcata di quanto avevamo previsto in luglio», peccato che adesso «la ripresa dell'epidemia minaccia di incidere sui risultati conseguiti». È evidente infatti che «l'aumento dei positivi, anche qualora venisse contrastato con misure meno drastiche di quelle adottate in primavera, si ripercuota negativamente sulla fiducia e sulla spesa delle famiglie e delle imprese».
RIMBALZO E LIVELLI DELLA PRIMA METÀ DEL 2015
E pensare che l'Istat, commentando il rimbalzo, aveva segnalato un «marcato recupero» che «riporta il volume del Pil ai livelli registrati nella prima metà del 2015». Secondo l'istituto di statistica «la variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell'industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, c'è un contributo positivo sia della componente nazionale, al lordo delle scorte, sia di quella estera netta». Ora la nuova stangata di restrizioni potrebbe vanificare la mini-ripresa. Proprio in un momento in cui anche il settore della ristorazione stava dando il suo contributo ricominciando a lavorare a livelli di semi-normalità.

