Le voci di un nuovo lockdown prima di Natale, sostenute da parecchi virologi, i decreti del Presidente del Consiglio, che si susseguono a cadenza ormai settimanale, ma soprattutto le ordinanze dei Governatori che stanno stringendo i cordoni della movida (quasi ovunque ormai azzerata) e della libertà di movimento, a causa dell’incremento continuo del numero dei contagi.

Tornano le code ai supermercati - Ansia da lockdown, torna la psicosi Prime file davanti ai supermercati
Tornano le code ai supermercati

L’ansia da Covid-19 è tornata a diffondersi nella popolazione, così come lo smarrimento per le decisioni che arrivano da Governo e Regioni, che spesso rischiano di confondere i cittadini, i quali non sanno più come muoversi tra orari di chiusura differenziati di bar e ristoranti e limitazioni all’acquisto di alcolici o ai consumi al bancone nei locali pubblici.

D’altro canto i reparti di terapia intensiva hanno cominciato a riempirsi di nuovo pressoché ovunque (in queste ore è tornato operativo quello dell’ospedale allestiti nella Fiera di Milano), il trend delle vittime è in crescita, e la situazione di altri Paesi europei - in primis quelli del Regno Unito e l'Irlanda, dove il lockdown sta tornando davvero - di certo non aiuta.

CORSA ALL'ACCAPARRAMENTO DI CIBO

Da qui a farsi prendere dalla stessa foga d’inizio marzo, quando all’annuncio della chiusura totale furono presi d’assalto i supermercati di tutta Italia, il passo è breve. Certo non siamo ancora a questi livelli, e dal Governo arrivano rassicurazioni sul fatto che un altro lockdown generalizzato non ci sarà, tuttavia ormai se ne sta parlando in maniera sempre più insistente, forse come a volerlo esorcizzare. E anche in alcuni punti vendita della grande distribuzione sia del Nord che del Sud Italia, negli ultimi giorni stanno registrandosi accessi e code che non si vedevano da tempo. Dalla Lombardia a Toscana, dalla Puglia alla Campania, sono tornate le file dei carrelli fuori dall’entrata dei supermercati, anche se non si sono poi registrati particolari episodi di approvvigionamenti sconsiderati.

La corsa vera e propria all’accaparramento del cibo non è ancora cominciata (probabilmente memori del fatto che anche questa primavera i supermercati e i negozi di alimentari sono rimasti sempre aperti), ma c’è quel movimento che denota senz’altro una certa preoccupazione da parte di tanti nostri connazionali.

Tornerà a crescere il servizio di delivery della spesa? Ansia da lockdown, torna la psicosi Prime file davanti ai supermercati
Tornerà a crescere il servizio di delivery della spesa?

DELIVERY, I SUPERMERCATI SONO PRONTI A UNA NUOVA EMERGENZA?

Le catene della Grande distribuzione fanno sapere di essere pronte a un’eventuale nuova emergenza. Piuttosto, viene da chiedersi, se i negozi – soprattutto proprio i grandi supermercati – si siano attrezzati in questi mesi per creare una rete più solida di servizio a domicilio. Parliamo di una modalità esplosa nel lockdown, a causa di tante persone sole impossibilitate a muoversi da casa, che potrebbe tornare ad essere sfruttata nelle prossime settimane proprio dalle fasce più deboli della popolazione (anziani e malati in primis) per uscire il meno possibile ed evitare contatti con l’esterno che potrebbero essere pericolosi per la loro salute.

Tra marzo e maggio tutte le grandi catene di supermercati e innumerevoli negozi di vicinato hanno spinto molto il servizio di delivery della spesa, non senza qualche disguido dovuto all’esplosione repentina delle richieste, salvo poi rientrare nei ranghi alla fine del lockdown, durante l’estate e in questo primo scorcio di autunno. La sfida da vincere, in prospettiva, è quella di farsi trovare pronti, nel malaugurato – ma neppure troppo remoto – caso in cui Governo o Regioni si vedessero costretti a imporre nuove restrizioni. Un tema, quello delle consegne a domicilio, che potrebbe riguardare anche da vicino il mondo della ristorazione, per cui vale lo stesso discorso della Grande distribuzione: in tanti sono riusciti letteralmente a “tirare avanti” nel periodo di chiusura, salvo poi concentrarsi di nuovo (e in maniera legittima, ci mancherebbe) sul servizio al tavolo.

Serve più attenzione nei confronti dei rider Ansia da lockdown, torna la psicosi Prime file davanti ai supermercati
Serve più attenzione nei confronti dei rider

CONSEGNE A DOMICILIO, ORGANIZZAZIONE DA RIVEDERE

La riflessione porta lontano e ci conduce fino alle aziende di delivery, quelle – per intenderci – che portano materialmente il cibo nelle case. Alcune di queste sono finite nella bufera per le condizioni di lavoro riservate al personale, altre per le commissioni elevatissime che chiedono ai ristoratori per effettuare le consegne. Anche in questo campo, in vista di un possibile ritorno allo sfruttamento del servizio in maniera molto più massiccia di quanto si sta facendo finora, ci sarebbe bisogno di ripensare a modalità e regole uguali per tutti e, soprattutto, dignitose e sostenibili per ristoratori e rider, che si ritrovano a rappresentare gli anelli deboli di questa filiera. Un argomento ampio e complesso, quest’ultimo, che meriterà senz’altro un ulteriore approfondimento nei prossimi giorni.