Valoritalia come ogni anno ha reso noto il suo bilancio che è caratterizzato da numeri importanti. 1,5 miliardi le bottiglie certificate, 5mila tipologie di vini e 2.800 aziende certificate con gli standard del biologico e di Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata). E ancora: sono stati gestiti oltre un miliardo di contrassegni e 330mila determinazioni chimico-analitiche effettuate con 2.812 commissioni di degustazione. Sono state anche rilevate 2.900 non conformità (300 gravi e segnalate all'Ispettorato Centrale Repressioni Frodi del Mipaaft e 350mila movimenti di prodotto con motivazioni diverse.

Vino italiano certificato (Valoritalia, il bilancio 2018 1,5 miliardi di bottiglie certificate)
Vino italiano certificato

«È il risultato di una crescita professionale, organizzativa e culturale - ha detto il presidente Francesco Liantonio - che in 10 anni dalla fondazione ha consentito a Valoritalia di affermarsi come il più importante player nelle certificazioni dei vini di qualità, con la certezza di una totale rappresentazione della filiera».

Francesco Liantonio (Valoritalia, il bilancio 2018 1,5 miliardi di bottiglie certificate)
Francesco Liantonio

L'attività di Valoritalia rappresenta il mezzo per verificare il rispetto delle norme e dei disciplinari ma anche lo strumento posto a garanzia degli stessi produttori e dei consumatori. «Per i primi - ha aggiunto Liantonio - perché sanno di muoversi all'interno di regole comuni alle imprese che utilizzano quella denominazione, per i secondi perché hanno l'assoluta garanzia che il vino acquistato rispetti gli standard qualitativi previsti dal disciplinare. Tuteliamo un patrimonio, il vino, vero ambasciatore del made in Italy, con un modello da esportare».

Il report presentato, aggiornato al 31 dicembre 2018, indica come l'intera viticoltura italiana sia stata condizionata da una vendemmia 2017 scarsa, con riflessi sull'andamento di mercato. «Tuttavia - ha detto il direttore generale di Valoritalia, Giuseppe Liberatore - si è verificata un'inversione di tendenza con un incremento di produzione sul 2017. Stabile invece l'andamento sull'imbottigliato. Sulle tendenze del mercato il trend è più che positivo per i vini bianchi e per gli spumanti (+ 26% e 24% nei triennio 2015-18) . In flessione invece i rossi e i passiti (-6% e -24%). Grande successo del sistema Prosecco cresciuto in pochi anni del 27% e superando i 565 milioni di bottiglie nel 2018».

Giuseppe Liberatore (Valoritalia, il bilancio 2018 1,5 miliardi di bottiglie certificate)
Giuseppe Liberatore

Il direttore Giuseppe Liberatore inoltre ha lamentato come a due anni e mezzo dalla nascita del Testo Unico sul vino il percorso non normativo non si sia ancora concluso, sostenendo la necessità di una riverifica del testo da parte della filiera. Valoritalia investe anche sulla comunicazione. Dal giugno 2018 è attivo il sistema informatizzato Dioniso che raccoglie la mole di informazioni provenienti dagli attori della filiera in un'unica piattaforma digitale a disposizione degli operatori.

«Comunicare - ha sottolineato Liberatore - è una parte attiva della nostra missione. Esattamente un anno fa abbiamo avviato una nuova stagione pubblicando il primo numero dell'annuale Report per il 2017, il numero zero della nostra rivista ValoriMag e cominciato a promuovere la nostra visibilità sui social. Per questo abbiamo anche affidato a Nomisma un'indagine, la prima del genere in Italia, sulla percezione del consumatore in merito alla certificazione dei vini».

Denis Pantini, presente alla presentazione del report, ne ha riassunto i dati più significativi che dimostrano come alla base dell'acquisto vi siano le motivazioni più diverse e come il prezzo non sia l'elemento determinante. La certificazione viene comunque vista come un valore aggiunto per la garanzia di qualità.

Per informazioni: www.valoritalia.it