«Parlare e ragionare di cibo - spiega Giovanni Benedetti, direttore della Coldiretti Lombardia e membro di giunta della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi - non è più solo un tema per addetti ai lavori, ma significa prendere in considerazione una leva strategica per lo sviluppo economico e occupazionale del nostro Paese».

(Cresce l’export italiano nel mondo Un settore da 41 miliardi di euro)

«L’andamento sui mercati esteri - prosegue Benedetti - potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale, che fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale».

(Cresce l’export italiano nel mondo Un settore da 41 miliardi di euro)
La mappa dell'export elaborata dalla Camera di commercio di Milano

I prodotti “made in Italy” più esportati nel mondo sono Cioccolato, tè, caffè, spezie e piatti pronti, che valgono 7 miliardi di euro (+3,6%), seguiti da vini con 6,2 miliardi (+3,3%), pane, pasta e farinacei con 3,9 miliardi di euro (+2,5%) ma anche 3,5 miliardi (+4,2%). Superano i 3 miliardi di euro anche frutta (+2,4%), prodotti lattiero-caseari (+3,2%), carni e prodotti non lavorati da colture permanenti (tra cui uva, agrumi). Gli aumenti più consistenti si registrano per pane e prodotti di pasticceria con 1,2 miliardi (+72%), prodotti per animali (+10,5%) e gelati (+7,4%).

Agroalimentare: le prime 20 destinazioni dell’export italiano

 

PAESI

Tot. agroalimentare 2017

Tot. agroalimentare 2018

peso %

variaz. %

1

Germania

5.216.268.977

5.297.713.889

12,9%

1,6%

2

Francia

4.532.929.641

4.726.765.582

11,5%

4,3%

3

Stati Uniti

4.021.274.583

4.180.686.677

10,2%

4,0%

4

Regno Unito

3.345.126.789

3.397.401.738

8,3%

1,6%

5

Spagna

1.628.118.441

1.585.564.725

3,9%

-2,6%

6

Svizzera

1.510.459.298

1.547.299.004

3,8%

2,4%

7

Paesi Bassi

1.422.163.765

1.473.000.204

3,6%

3,6%

8

Austria

1.356.582.677

1.298.014.337

3,2%

-4,3%

9

Belgio

1.252.555.939

1.289.877.295

3,1%

3,0%

10

Polonia

837.729.387

890.250.883

2,2%

6,3%

11

Canada

809.072.131

841.936.928

2,1%

4,1%

12

Giappone

807.295.604

813.529.326

2,0%

0,8%

13

Svezia

669.397.241

694.929.615

1,7%

3,8%

14

Grecia

633.661.237

640.279.317

1,6%

1,0%

15

Australia

531.372.333

551.356.156

1,3%

3,8%

16

Danimarca

582.111.181

543.462.676

1,3%

-6,6%

17

Russia

514.085.552

514.549.932

1,3%

0,1%

18

Repubblica ceca

468.707.885

478.981.295

1,2%

2,2%

19

Romania

466.388.781

471.847.705

1,2%

1,2%

20

Cina

446.585.882

438.451.395

1,1%

-1,8%

 

Mondo

40.454.770.496

41.011.397.289

100,0%

1,4%


E se a livello provinciale i maggiori esportatori italiani sono Cuneo e Verona con 3 miliardi di euro, la Regione più votata all’export è la Lombardia, che con 6,4 miliardi rappresenta circa un sesto del totale italiano. Oltre a Milano, 3° in Italia, tra le prime 20 province ci sono anche Bergamo 12° con 880 milioni circa (+5,9%) e Mantova 19° con 661 milioni.

Agroalimentare i primi 20 esportatori italiani

 

PROVINCE

EXP2017

EXP2018

peso %

variaz.%

1

Cuneo

2.768.807.480

3.074.103.072

7,5%

11,0%

2

Verona

3.126.603.055

3.054.355.627

7,4%

-2,3%

3

Milano

1.539.849.327

1.607.315.895

3,9%

4,4%

4

Parma

1.654.094.637

1.583.711.873

3,9%

-4,3%

5

Bolzano/Bozen

1.531.854.964

1.408.008.522

3,4%

-8,1%

6

Salerno

1.362.620.017

1.407.301.507

3,4%

3,3%

7

Modena

1.340.738.482

1.372.136.777

3,3%

2,3%

8

Treviso

1.196.957.356

1.271.531.624

3,1%

6,2%

9

Napoli

1.136.110.538

1.094.244.644

2,7%

-3,7%

10

Torino

978.468.573

1.043.644.018

2,5%

6,7%

11

Bari

999.942.002

918.726.155

2,2%

-8,1%

12

Bergamo

828.552.799

877.726.354

2,1%

5,9%

13

Vicenza

740.254.038

752.778.611

1,8%

1,7%

14

Ravenna

665.783.817

719.473.394

1,8%

8,1%

15

Padova

699.801.820

703.858.326

1,7%

0,6%

16

Venezia

666.752.108

702.839.016

1,7%

5,4%

17

Trento

703.786.339

678.342.773

1,7%

-3,6%

18

Firenze

689.264.648

675.478.440

1,6%

-2,0%

19

Mantova

708.056.015

660.773.333

1,6%

-6,7%

20

Reggio Emilia

626.735.734

624.955.620

1,5%

-0,3%

 

Totale

40.454.770.496

41.011.397.289

100,0%

1,4%


Dicevamo della geografia delle destinazioni dei prodotti italiani nel mondo: la Germania resta al comando, con un incremento dell’1,6%, ma a crescere di più sono la Francia (+4,3%), gli Stati Uniti (+4%) e, tra le prime 20, Polonia (+6,3%), Svezia e Australia (+3,8%). Aumenti più contenuti per Giappone e Russia, mentre rallenta la Cina. E se la Germania e la Francia sono i primi acquirenti per quasi tutti i prodotti, gli Stati Uniti eccellono per vini (+4%), acque minerali (+7,4%) e oli, la Spagna per pesce fresco, le Filippine (+36,4%) e la Grecia (+7,1%) per alimenti per animali, il Regno Unito per animali vivi e loro prodotti (+33,1%).

Il Regno Unito al secondo posto per frutta e ortaggi lavorati e conservati e per gelati, l’Austria al terzo per cereali e riso. In forte crescita per vini la Polonia (+23,3%) e l’Australia (+18,5%) ma anche la Francia (+10,1%), l’Indonesia per alimenti per animali (+100,7%), la Cina per cioccolato, caffè e spezie (+21,7%), il Canada per formaggi (+27,2%), la Russia per la pasta (+43,5%), la Spagna per frutta (+22,5%) e granaglie (+13,6%), la Croazia per oli (+35,2%), la Slovenia e il Vietnam per carni (+17% circa), l’Ungheria per pesci lavorati e conservati (+44,1%) e il Portogallo per i prodotti di acquacultura (+209%).

Per informazioni: www.promos-milano.it