In pratica, si tratterebbe di porre un bollino nero per avvertire i consumatori che stanno acquistando alimenti “insalubri”, perché troppo dolci, salati o grassi, esattamente ciò che l'Onu, non più tardi di qualche mese fa, aveva invece detto di voler escludere. E a rischiare sarebbero, in particolare, l’olio extravergine, il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma che, dal Sudamerica all’Europa.

(Bollino nero sul made in Italy Coldiretti: «Rischio da scongiurare»)

«Dall’appuntamento c’è il rischio - denuncia la Coldiretti - che vengano promossi in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile dove si è già iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l’acquisto, prodotti come il Parmigiano, il Gorgonzola, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi. O come il caso dell’etichetta a semaforo adottata in Gran Bretagna che finisce per escludere nella dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Infatti - spiega la Coldiretti – indica con i bollini rosso, giallo o verde il contenuto di nutrienti critici per la salute come grassi, sali e zuccheri, ma non basandosi sulle quantità effettivamente consumate, bensì solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze, porta a conclusioni fuorvianti».

(Bollino nero sul made in Italy Coldiretti: «Rischio da scongiurare»)

Ad influenzare il dibattito e ad aumentare i timori è la bozza di documento pronta per la pubblicazione elaborata dal Dipartimento dell’Oms della Nutrizione per la Salute e lo Sviluppo senza un processo di consultazione con gli Stati membri nel quale si sostiene che “la profilazione dei nutrienti è la scienza che classifica gli alimenti a seconda della loro composizione nutrizionale”. Una definizione contestata dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra che in una lettera indirizzata al Direttore Generale dell’Oms, a firma dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, ha richiesto formalmente l’eliminazione di tale riferimento “poiché è assolutamente infondato definire la profilazione dei nutrienti come una “scienza”.
 
«Un corretto regime alimentare si fonda - sostiene la Coldiretti - sull’equilibrio nutrizionale tra i diversi cibi consumati e non va ricercato sullo specifico prodotto. Non esistono cibi sani o insalubri, ma solo diete più o meno sane” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che si tratta di “un pericolo rilevante per il Made in Italy agroalimentare che nel 2018 ha messo a segno un nuovo record delle esportazioni a 41,8 miliardi».