Il calo infatti si è registrato nella grande distribuzione (-7,1%) nei piccoli negozi (-5,2%) fino addirittura ai discount (-1,5%). A pesare è certamente lo slittamento quest’anno delle festività pasquali ad aprile che però non esaurisce i motivi di preoccupazione.

(Commercio al dettaglio a picco L’alimentare cala del 6,4%)

Una situazione di “recessione a tavola” che conferma la necessità la necessità di scongiurare qualsiasi ipotesi di aumento dell’imposta sugli acquisti. L’aumento dell’Iva rischia di riguardare anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie.

La spesa alimentare è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 244 miliardi ed è quindi un sensore attendibile della situazione in cui si trovano gli italiani.