Il motivo del contendere sta nel fatto che i contadini avrebbero coltivato senza autorizzazione una patata considerata "speciale" dalla compagnia americana che l'ha, per così dire, "brevettata". Mentre di un'altra detiene i diritti esclusivi. La varietà FC5 ha infatti un livello di umidità inferiore alla patata media. Una caratteristica essenziale che rende queste patate adatte ad essere impiegate per preparare snack di patatine imbustate, quelle che Pepsi imbusta sotto il nome Lay's.

(Pepsi contro… 13 contadini Tutta colpa della patata FC5)

Dalle parole ai fatti, con Pepsi che ha chiesto 125mila euro a ciascuno dei 13 contadini per aver violato il diritto di copyright. È stata proprio Pepsi a importare la patata in India nel 1989, fornendola a un gruppo di contadini che da allora la vendono al colosso a prezzo fisso.

Forse qualcosa nel meccanismo si è inceppato. Fra gli accusati quattro dei contadini sono dello Stato del Gujarat, gli altri nove dei distretti di Sabrarkantha e Aravalli. La prima convocazione - si legge in un articolo di Repubblica - in tribunale è avvenuta ieri. Il caso che vede imputati i quattro agricoltori del Gujarat è stato discusso ieri al tribunale commerciale di Ahmedabad, la capitale. Nessuna decisione ancora è stata presa dai magistrati. Questo perché la multinazionale ha cercato di “mediare” in modo abbastanza antico: nessuna multa, ma consegna di tutto il prossimo raccolto ai (presunti) “legittimi proprietari”.

L'avvocato degli agricoltori, Anand Yagnik, ha detto “no” anche grazie alla forte spinta di attivisti che chiedono che lo Stato si schieri a fianco dei contadini per sostenere la loro piena innocenza e salvare i raccolti. La sentenza definitiva è stata spostata alla prossima udienza, che si terrà il 12 giugno. L'azione della compagnia, denunciano gli attivisti è "contro la sovranità alimentare" e la "sovranità delle nazioni" ha detto Kapil Shah del gruppo Jatan, impegnato nella difesa degli agricoltori.