
Turisti cinesi in arrivo in Italia. A Roma è boom, ma soffre la Sicilia
Turisti cinesi in Italia, croce e delizia delle nostre città d’arte e di mare. Gli accordi economici siglati tra i due Paesi con l’arrivo a Roma e Palermo del presidente Xi Jinping, hanno riacceso i fari sul turismo. Nella Capitale è boom di presenze tra febbraio e marzo, in Sicilia, invece i turisti cinesi latitano ancora
26 marzo 2019 alle ore 11:09
I dati relativi alle presenze cinesi a Roma e nel Lazio sono stati resi noti dall’ente Bilaterale del Turismo del Lazio e parlano di un incremento del 6% tra febbraio e marzo, rispetto allo stesso periodo di un anno fa. La tendenza parla di un ulteriore aumento, sia nel periodo pasquale che per l’estate. Nel frattempo, i cinesi sono entrati nella top five dei turisti stranieri in visita nella Capitale, dietro solo ad americani, inglesi e giapponesi. I numeri aggiornati a tutto il 2018 riferiscono di 377mila arrivi e oltre mezzo milione (588mila) presenze.

Secondo Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Lazio, il motivo di questo incremento sarebbe da ricercare soprattutto nell’aumento dei voli in arrivo nella Capitale dall’estremo Oriente: «Prenotano soprattutto hotel a 4-5 stelle per visitare la città, o anche per business – ha detto Roscioli – tuttavia ci troviamo sempre più spesso di fronte a famiglie o coppie di sposi o fidanzati che non si limitano al classico tour della città, ma vengono per motivi legati allo shopping o al divertimento».
I viaggi d’affari restano comunque, soprattutto per la Capitale, un serbatoio di presenze importante. Proprio nel fine settimana, nell’ambito dei tanti accordi bilaterali firmati tra aziende italiane e cinesi, Roma Capitale ne ha siglato uno con un colosso cinese, leader tra le Online Travel Agency, con l’obiettivo di intercettare la domanda crescente, proprio a partire dal segmento business.
Eppure non ovunque è così: in Sicilia, per esempio, le presenze dei turisti cinesi continuano a latitare. A Palermo, per esempio, si attestano appena sui 5mila l’anno, con un trend addirittura al ribasso. Nel 2018 gli arrivi di cinesi in Sicilia sono infatti diminuiti, passando da 21.149 a 21.046, con un -0,5%, che interrompe la crescita registrata nel 2017 con il +28,8% rispetto agli appena 16.425 arrivi del 2016.

Secondo Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Lazio, il motivo di questo incremento sarebbe da ricercare soprattutto nell’aumento dei voli in arrivo nella Capitale dall’estremo Oriente: «Prenotano soprattutto hotel a 4-5 stelle per visitare la città, o anche per business – ha detto Roscioli – tuttavia ci troviamo sempre più spesso di fronte a famiglie o coppie di sposi o fidanzati che non si limitano al classico tour della città, ma vengono per motivi legati allo shopping o al divertimento».
I viaggi d’affari restano comunque, soprattutto per la Capitale, un serbatoio di presenze importante. Proprio nel fine settimana, nell’ambito dei tanti accordi bilaterali firmati tra aziende italiane e cinesi, Roma Capitale ne ha siglato uno con un colosso cinese, leader tra le Online Travel Agency, con l’obiettivo di intercettare la domanda crescente, proprio a partire dal segmento business.
Eppure non ovunque è così: in Sicilia, per esempio, le presenze dei turisti cinesi continuano a latitare. A Palermo, per esempio, si attestano appena sui 5mila l’anno, con un trend addirittura al ribasso. Nel 2018 gli arrivi di cinesi in Sicilia sono infatti diminuiti, passando da 21.149 a 21.046, con un -0,5%, che interrompe la crescita registrata nel 2017 con il +28,8% rispetto agli appena 16.425 arrivi del 2016.

