«L'annata agraria 2018 in Lombardia - ha dichiarato l'assessore all'Agricoltura Fabio Rolfi - indica un consolidamento dei risultati ottenuti nel 2017. Numeri positivi arrivano dal settore lattiero caseario, trascinato dalle nostre Dop. La Lombardia produce il 42,2% del latte italiano e per tre quarti nel triangolo Brescia-Cremona-Mantova. Dobbiamo continuare a valorizzare i nostri prodotti per dare reddito e sostenibilità alle nostre aziende agricole e garantire ai consumatori una adeguata sicurezza alimentare».

(Lombardia, agricoltura in salute Nel 2018 la produzione cresce del 2,9%)

Il valore della produzione di beni e servizi in agricoltura in Lombardia nel 2018 presenta un incremento del +2,9% rispetto al 2017; questi valori derivano da un aumento globale delle quantità prodotte (+4,4%) e da un concomitante calo dei prezzi (-2,5%); sul versante dei costi si può, invece, stimare un rilevante aumento (7,9%), dovuto all'incremento quantitativo del 2% e a una significativa crescita dei prezzi di acquisto (+5,7%).

(Lombardia, agricoltura in salute Nel 2018 la produzione cresce del 2,9%)
Fabio Rolfi

«Il settore del mais e la suinicoltura - ha aggiunto Rolfi - presentano delle difficoltà. Lavoreremo per istituire un tavolo regionale dedicato al mais e per valorizzare le Dop dei nostri prosciutti e promuovere sul mercato tutte le parti dell'animale, non solo la coscia. La razionalizzazione dell'acqua, anche attraverso le nuove tecnologie è una delle sfide del futuro per il settore primario. A breve emaneremo un bando per finanziare nuove tecniche irrigue e impianti più efficienti».

La Superficie agricola utile lombarda è di circa 931mila ettari. Nell'ambito dei seminativi, le superfici a cereali sono scese del 3,1% (-10.700 ettari), con riduzioni per riso, granoturco e cereali minori ed aumenti per frumento e orzo: il frumento ha recuperato solo parzialmente gli ettari persi nel 2017 mentre per l'orzo è proseguita la lenta espansione; gli investimenti a riso hanno subito un drastico calo (-6.200 ettari e -6,3%) mentre il mais da granella ha perso quasi 7.000 ettari (-4,8%).