Un percorso lungo la Via della Seta con un progetto interaccademico internazionale che vuole ripercorrere le tappe del lungo viaggio che Marco Polo intraprese nel 1271. Rintracciare quel fil rouge che lega tra loro popolazioni differenti significa porre le basi per una terra fertile di fusione e diffusione culturale su base identitaria, valorizzando materie prime comuni, apprendendo gli uni dagli altri attraverso dimostrazioni pratiche e momenti di convivialità, conoscendo da vicino culture differenti quanto affascinanti, scoprendo ricette transnazionali come “i ravioli”, che in Cina divengono simbolo di una ritualità alimentare carica di antiche tradizioni da custodire, tramandare e divulgare.

(Il cibo che unisce, Italia, Cina ed Egittoa confronto sul raviolo, alimento comune)

Il Capodanno Cinese, che è stato celebrato il 5 febbraio, è una delle più importanti e festività tradizionali, quella in cui le famiglie si riuniscono per preparare insieme le pietanze rituali come i ravioli, benaugurali e portatori di ricchezze e tesori. «L’Egitto è posizionato tra l’Italia e la Cina - ha sottolineato l’ambasciatore cinese al Cairo H.E. Hang Bing nel corso dell’evento sull’isola di Zamalek - e per questo è punto d’incontro tra la cultura d’oriente e quella d’occidente. Possiede una rigogliosa e antica cultura gastronomica che risale ai tempi dei Faraoni esercitando la sua forte influenza sulle tradizioni culinarie mediterranee e mediorientali».

La "cultura della pasta" è stato così il tema tramite il quale gli chef hanno cucinato più di 30 specialità del patrimonio culturale cinese. Una festa gastronomica immersa nell’ospitalità egiziana, in un'armoniosa comunione di cultura tra Oriente e Occidente attraverso la cucina tradizionale di Cina e Italia.

In questo contesto, di grande rilievo la masterclass organizzata per formare gli chef egiziani all'utilizzo e alla valorizzazione di materie prime locali sulla base dei precetti della Dieta mediterranea. È stata tenuta da Nausica Ronca, chef di “Nonna Nannina” (Cava de’ Tirreni, Sa), portavoce di una cultura popolare contemporanea che - con la partecipazione delle allieve dell’associazione “Il Cuoco Contadino” Academy diretta da Pietro Parisi - ha introdotto i ragazzi della “Kohl-Mubarak High Study Academy for Tourism and Hotel Management” all’arte della trasformazione della materia prima attraverso la realizzazione di ravioli, tagliatelle e gnocchi. Nausica Ronca ha così posto le basi per divulgare questo rituale domestico italiano che è anche trasmissione culturale, di appartenenza e d’identità su cui poggia la filosofia del cuoco contadino che ha la finalità di “mantenere viva la tradizione della nostra terra”.

(Il cibo che unisce, Italia, Cina ed Egittoa confronto sul raviolo, alimento comune)

Filo conduttore dei Paesi del Mediterraneo e della Via della Seta di Marco Polo è il raviolo, alimento transnazionale e versatile che cambia consistenza, sapore e forma in base al luogo di produzione. Questo fagottino di pasta ripiena in Cina si chiama “Jiaozi”, in Egitto “Sambousek”, in Turchia “Manti”, in Afghanistan “Mantu”. È presente - in forma, impasto, ripieno e cottura diversi - in tutti i territori attraversati dalla Via della Seta.

Dalle mani del “cuoco contadino” Pietro Parisi i colleghi cinesi hanno appreso come realizzare i ravioli nostrani, simbolo della pasta fresca fatta in casa e contenitori di una ritualità domestica carica di contenuti, lì dove farina, uovo e mattarello divengono icone di un gesto che riporta a quando la cura dell’altro passava anche e soprattutto per il cibo.

Uno scambio gastronomico e culturale che ha visto Parisi imparare dagli chef cinesi - Dr Xin Shiyu, Dr Li Hongchun, Dr Pei Yinggie, Dr Wang Zhang Long - la realizzazione dei Jiaozi ripieni di carne e verdure. Sono uno dei principali cibi consumati durante il Capodanno cinese in quanto la forma ricorda a una moneta d'oro e simboleggia quindi un augurio di buona fortuna per l'anno nuovo.