Poca pioggia, caldo e cimici. Raccolti in calo nel Piemonte
Confagricoltura ha fatto il punto al termine dell’annata agraria. Si salva la vendemmia, meno abbondante, ma di qualità molto alta. Apicoltura in ribasso del 70%
Confagricoltura Piemonte ha presentato la fotografia dell’annata agraria appena terminata. Un’annata resa difficile dall’andamento climatico con produzioni inferiori in quantità, ma di ottimo profilo qualitativo. Un’agricoltura che sta cambiando dovuta alle variazioni climatiche, l’inverno in Piemonte è risultato il quinto più caldo degli ultimi 62 anni con un deficit di pioggia significativo, alle precipitazioni caratterizzate da fenomeni di forte intensità ed alla proliferazione di nuovi insetti come la cimice asiatica che ha azzerato la produzione di pere. Analizzando i vari settori troviamo i cereali con raccolti buoni, ma il mercato non è remunerativo.
La vendemmia ha fatto registrare un’inversione di rotta rispetto al 2018 per quanto riguarda la quantità. Si stima infatti una riduzione superiore al 15% (comune anche al resto del Paese), che limiterà la produzione di vino piemontese a circa 2,5 milioni di ettolitri. Qualità buona/ottima. Non soddisfacente il comparto frutticolo, in generale l’annata non è stata delle più soddisfacenti. Buoni risultati per le pesche, ma prezzi in calo per la concorrenza del prodotto spagnolo, in calo le mele, ma con previsioni di mercato favorevoli, sia per l’ottima qualità del prodotto, sia per il crollo della produzione a livello europeo dovuto soprattutto al clima freddo registrato in alcuni paesi produttori. In diminuzione le nocciole, ma le quotazioni del prodotto sono elevate, complice la scarsità dell’offerta. Bene i piccoli frutti, diminuiscono le superfici destinate al kiwi. In crescita il comparto della frutta biologica.
Per quanto riguarda gli allevamenti zootecnici si segnala un buon andamento di mercato, sia per polli e tacchini, sia per le uova, con quotazioni all’origine sostanzialmente allineate con quelle dell’anno scorso. L’andamento produttivo del comparto bovino da carne è in lenta progressione. Sostanziale tenuta del prezzo del latte. Nessuna variazione per la produzione suinicola. Annata nera per l’apicoltura. Si stima una perdita di produzione di circa il 70% per un valore di oltre 16 milioni di euro.
Altra grave problematica che si sta rivelando una vera e propria emergenza, è quella dei crescenti danni arrecati dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, che provocano oltre 1.100 incidenti all'anno e danni alle coltivazioni superiori a 3 milioni di euro. La recente ondata di piogge, che ha colpito in particolare la provincia di Alessandria, ha evidenziato ancora una volta la necessità di riservare maggiore attenzione alla manutenzione del territorio e alla regimazione dei corsi d'acqua, anche secondari, tenendo presenti la salvaguardia delle persone, degli abitati e delle attività produttive, senza trascurare le infrastrutture viarie e irrigue.
Confagricoltura chiede alle istituzioni in generale una maggiore attenzione per questo settore strategico per l’economia della regione, come valorizzazione delle nostre produzioni, internazionalizzazione dei mercati, realizzazione delle infrastrutture per la viabilità, potenziamento dei collegamenti internet e soprattutto incentivare la ricerca in agricoltura per risolvere le principali problematiche che interessano le diverse filiere.
L'apicoltura in Piemonte nel 2019 è crollata del 70%
La vendemmia ha fatto registrare un’inversione di rotta rispetto al 2018 per quanto riguarda la quantità. Si stima infatti una riduzione superiore al 15% (comune anche al resto del Paese), che limiterà la produzione di vino piemontese a circa 2,5 milioni di ettolitri. Qualità buona/ottima. Non soddisfacente il comparto frutticolo, in generale l’annata non è stata delle più soddisfacenti. Buoni risultati per le pesche, ma prezzi in calo per la concorrenza del prodotto spagnolo, in calo le mele, ma con previsioni di mercato favorevoli, sia per l’ottima qualità del prodotto, sia per il crollo della produzione a livello europeo dovuto soprattutto al clima freddo registrato in alcuni paesi produttori. In diminuzione le nocciole, ma le quotazioni del prodotto sono elevate, complice la scarsità dell’offerta. Bene i piccoli frutti, diminuiscono le superfici destinate al kiwi. In crescita il comparto della frutta biologica.
Per quanto riguarda gli allevamenti zootecnici si segnala un buon andamento di mercato, sia per polli e tacchini, sia per le uova, con quotazioni all’origine sostanzialmente allineate con quelle dell’anno scorso. L’andamento produttivo del comparto bovino da carne è in lenta progressione. Sostanziale tenuta del prezzo del latte. Nessuna variazione per la produzione suinicola. Annata nera per l’apicoltura. Si stima una perdita di produzione di circa il 70% per un valore di oltre 16 milioni di euro.
Altra grave problematica che si sta rivelando una vera e propria emergenza, è quella dei crescenti danni arrecati dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, che provocano oltre 1.100 incidenti all'anno e danni alle coltivazioni superiori a 3 milioni di euro. La recente ondata di piogge, che ha colpito in particolare la provincia di Alessandria, ha evidenziato ancora una volta la necessità di riservare maggiore attenzione alla manutenzione del territorio e alla regimazione dei corsi d'acqua, anche secondari, tenendo presenti la salvaguardia delle persone, degli abitati e delle attività produttive, senza trascurare le infrastrutture viarie e irrigue.
Confagricoltura chiede alle istituzioni in generale una maggiore attenzione per questo settore strategico per l’economia della regione, come valorizzazione delle nostre produzioni, internazionalizzazione dei mercati, realizzazione delle infrastrutture per la viabilità, potenziamento dei collegamenti internet e soprattutto incentivare la ricerca in agricoltura per risolvere le principali problematiche che interessano le diverse filiere.


