Top Italian Restaurants. Il Gambero premia "Luca Fantin"
Al locale della Bulgari Ginza Tower di Tokyo va il massimo riconoscimento per i ristoranti italiani nel mondo. Tra i cuochi, primeggia invece Emanuele Pollini del "Ovo by Carlo Cracco" di Mosca
Sarà presentata domani, 26 ottobre, la guida Top Italian Restaurants del Gambero Rosso, che come ogni anno fornirà un’ampia panoramica dei cuochi e dei locali italiani all'estero. Secondo un’anticipazione riportata dall’agenzia Ansa, lo “Chef dell'Anno” è Emanuele Pollini del "Ovo by Carlo Cracco" di Mosca; Tèrra a Copenaghen, dei giovani Valerio Serino e Lucia De Luca, è il Ristorante Emergente. La Pizzeria dell'Anno è "Futura" a Berlino, progetto del pizzaiolo Alessandro Leonardi e del cantante dei Planet Funk Alex Uhlmann.
Il "Ristorante - Luca Fantin" a Tokyo, da 10 anni nella Bulgari Ginza Tower, per il Gambero Rosso è la migliore esperienza di cucina italiana nel mondo e vince il premio di "Ristorante dell'Anno". Parigi, New York, Tokyo e Copenaghen sono le città più premiate.
«Top Italian Restaurants è in linea con la nostra mission strategica di attrarre l'attenzione di appassionati e gourmet di tutto il mondo sugli ambasciatori del gusto italiano - spiega Paolo Cuccia, presidente di Gambero Rosso - Ci è sembrata quindi naturale la scelta di pubblicarla sin dalla prima edizione esclusivamente online e in lingua inglese, per renderla fruibile ad un pubblico internazionale più vasto possibile».
Il ristorante Luca Fantin di Tokyo
Il "Ristorante - Luca Fantin" a Tokyo, da 10 anni nella Bulgari Ginza Tower, per il Gambero Rosso è la migliore esperienza di cucina italiana nel mondo e vince il premio di "Ristorante dell'Anno". Parigi, New York, Tokyo e Copenaghen sono le città più premiate.
Emanuele Pollini e Carlo Cracco
«Top Italian Restaurants è in linea con la nostra mission strategica di attrarre l'attenzione di appassionati e gourmet di tutto il mondo sugli ambasciatori del gusto italiano - spiega Paolo Cuccia, presidente di Gambero Rosso - Ci è sembrata quindi naturale la scelta di pubblicarla sin dalla prima edizione esclusivamente online e in lingua inglese, per renderla fruibile ad un pubblico internazionale più vasto possibile».

