La Lombardia investe sulle nocciole. Aiuti alle aziende del settore
La produzione regionale è ancora marginale rispetto a quella nazionale: in Italia vengono prodotte il 13% delle nocciole a livello globale. Rolfi: «Vogliamo creare un distretto lombardo»
È un settore in costante crescita, che può offrire interessanti prospettive di lavoro e occupazione. Per i giovani, ma non solo. È la coltivazione delle nocciole che, secondo i dati diffusi dagli operatori del settore durante l'assemblea annuale tenutasi a Milano, a livello mondiale è cresciuta del 35% negli ultimi 15 anni. L'Italia produce il 13% circa delle nocciole a livello globale ma importa il 43% del suo fabbisogno dalla Turchia, che è il primo produttore mondiale.
«La coltivazione delle nocciole - ha detto l'assessore lombardo all'Agricoltura Fabio Rolfi - è estremamente redditizia, sostenibile, con varietà nazionali di estrema qualità e può consentire di recuperare zone collinari abbandonate. Si tratta anche di un investimento sul futuro visto che la domanda crescerà per i prossimi 40 anni. La Regione Lombardia investirà risorse per sviluppare sul territorio la produzione di nocciole, aumentare la produzione nazionale e limitare le importazioni dalla Turchia. Si tratta anche di sicurezza alimentare, per il noto problema dell'alto contenuto di aflatossine delle nocciole turche». All'assemblea erano presenti i produttori lombardi e le principali aziende di trasformazione italiane. In Lombardia sono attive 294 aziende per 157 ettari sui 71mila nazionali. Numeri in crescita, ma ancora marginali. «Vogliamo sviluppare questa coltura - ha rimarcato l'assessore - creando un distretto agricolo lombardo, per stimolare i principali player della trasformazione a investire in contratti di filiera. Questo è il primo passo concreto».
Mettere intorno a un tavolo produttori, trasformatori e istituzioni è infatti fondamentale per un progetto di filiera. La nocciola è una coltivazione non difficoltosa, moderna ed ecosostenibile. Necessita di un supporto per i primi 5 anni ma poi risulta molto redditizia. La Lombardia si attiverà per garantire un servizio tecnico di supporto alla nascita di nuove aziende e per individuare misure innovative per sostenere nei primi anni il reddito delle aziende che coltivano nocciole (incentivi per il biologico; particolari indennità compensative; anticipazione dei redditi futuri attraverso fondi e garanzie specifiche).
Saranno poi previste misure specifiche nella futura programmazione Pac 2021/2027 e punteggi soprattutto ove si realizzino investimenti comuni tra le aziende corilocolturali. Si tratta di una grande opportunità per il territorio, in quanto permetterebbe di recuperare e riconvertire le colture della zona pedemontana, in particolare nelle colline briantee e dell'Oltrepò, che oggi risultano molto meno redditizie rispetto al passato. In maggioranza i noccioleti si trovano nelle provincie di Pavia (765.421 mq), Brescia (199.837 mq), Lecco (152.406 mq) e Mantova (147.523 mq).
L'Italia produce il 13% delle nocciole a livello mondiale
«La coltivazione delle nocciole - ha detto l'assessore lombardo all'Agricoltura Fabio Rolfi - è estremamente redditizia, sostenibile, con varietà nazionali di estrema qualità e può consentire di recuperare zone collinari abbandonate. Si tratta anche di un investimento sul futuro visto che la domanda crescerà per i prossimi 40 anni. La Regione Lombardia investirà risorse per sviluppare sul territorio la produzione di nocciole, aumentare la produzione nazionale e limitare le importazioni dalla Turchia. Si tratta anche di sicurezza alimentare, per il noto problema dell'alto contenuto di aflatossine delle nocciole turche». All'assemblea erano presenti i produttori lombardi e le principali aziende di trasformazione italiane. In Lombardia sono attive 294 aziende per 157 ettari sui 71mila nazionali. Numeri in crescita, ma ancora marginali. «Vogliamo sviluppare questa coltura - ha rimarcato l'assessore - creando un distretto agricolo lombardo, per stimolare i principali player della trasformazione a investire in contratti di filiera. Questo è il primo passo concreto».
Mettere intorno a un tavolo produttori, trasformatori e istituzioni è infatti fondamentale per un progetto di filiera. La nocciola è una coltivazione non difficoltosa, moderna ed ecosostenibile. Necessita di un supporto per i primi 5 anni ma poi risulta molto redditizia. La Lombardia si attiverà per garantire un servizio tecnico di supporto alla nascita di nuove aziende e per individuare misure innovative per sostenere nei primi anni il reddito delle aziende che coltivano nocciole (incentivi per il biologico; particolari indennità compensative; anticipazione dei redditi futuri attraverso fondi e garanzie specifiche).
Saranno poi previste misure specifiche nella futura programmazione Pac 2021/2027 e punteggi soprattutto ove si realizzino investimenti comuni tra le aziende corilocolturali. Si tratta di una grande opportunità per il territorio, in quanto permetterebbe di recuperare e riconvertire le colture della zona pedemontana, in particolare nelle colline briantee e dell'Oltrepò, che oggi risultano molto meno redditizie rispetto al passato. In maggioranza i noccioleti si trovano nelle provincie di Pavia (765.421 mq), Brescia (199.837 mq), Lecco (152.406 mq) e Mantova (147.523 mq).


