Dazi Usa, l'export rischia il tracollo. Prosciutto verso i 100 euro al chilo
Il prezzo di tanti prodotti potrebbe raddoppiare già tra qualche settimana. Per un chilo di san Daniele si supererebbero i 90 euro, 25 per un litro d’olio. Attesa per il verdetto del Wto riunito in queste ore a Ginevra.
Trenta euro per una bottiglia di Prosecco, 70 per un chilo di Grana Padano e 25 per un litro d’olio extravergine. Ecco quali potrebbero essere i prezzi di alcune eccellenze dei prodotti del Made in Italy agroalimentare con l’applicazione dei nuovi dazi americani.
È atteso ad ore il verdetto del Wto, riunito da ieri mattina a Ginevra, sull’importo complessivo delle nuove tasse che gli Stati Uniti potranno applicare sui prodotti europei già a partire dalle prossime settimane, come compensazione ai torti riconosciuti dall’agenzia del commercio mondiale nel settore dell’aviazione civile. Nuovi dazi che interesserebbero anche i prodotti italiani e in particolare quelli dell’agroalimentare, con i prezzi che potrebbero addirittura raddoppiare, rispetto alle quotazioni attuali.
Qualche esempio: oggi una bottiglia di Prosecco che in Italia acquistiamo a 5-6 euro, si vende negli Usa a 10-15 euro. Ebbene, con i nuovi dazi il prezzo potrebbe schizzare fino a 30 euro. E così per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, con quotazioni da 30-35 euro al chilo, a 60-70 euro. Prezzi insopportabili, che potrebbero tagliare fuori una gran parte di mercato, si calcola per alcuni settori, come quelli dei formaggi, fino al 90% dell’export.
Ma la scure dei dazi si abbatterebbe anche su altre eccellenze nostrane, dal prosciutto alla pasta, all’olio extravergine d’oliva. Il prosciutto di Parma o San Daniele potrebbero arrivare a costare negli Stati Uniti fino a 70-90 euro al chilo (oggi il prezzo si aggira tra i 35 e i 60 euro), mentre un chilo di pasta, che oggi in Italia costa mediamente un euro e mezzo e 2,75 euro in America, potrebbe salire fino a 3,75 euro, e un litro d’olio fino a 25 euro.
Insomma un disastro per un intero settore, che si vedrebbe costretto in poco tempo a dover destinare altrove ingenti quantità di prodotto, per non perdere affari e fatturato. Al momento si tratta di ipotesi, benché più che mai concrete. La visita in Italia del Segretario di Stato americano Mike Pompeo servirà anche per provare a convincere gli Stati Uniti a non applicare le tariffe ai prodotti italiani. In questo senso, l’incontro più importante è fissato per domani, quando Pompeo incontrerà il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
A rischio oltre ai formaggi anche la pasta, il vino, il prosciutto e l'olio
È atteso ad ore il verdetto del Wto, riunito da ieri mattina a Ginevra, sull’importo complessivo delle nuove tasse che gli Stati Uniti potranno applicare sui prodotti europei già a partire dalle prossime settimane, come compensazione ai torti riconosciuti dall’agenzia del commercio mondiale nel settore dell’aviazione civile. Nuovi dazi che interesserebbero anche i prodotti italiani e in particolare quelli dell’agroalimentare, con i prezzi che potrebbero addirittura raddoppiare, rispetto alle quotazioni attuali.
Qualche esempio: oggi una bottiglia di Prosecco che in Italia acquistiamo a 5-6 euro, si vende negli Usa a 10-15 euro. Ebbene, con i nuovi dazi il prezzo potrebbe schizzare fino a 30 euro. E così per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, con quotazioni da 30-35 euro al chilo, a 60-70 euro. Prezzi insopportabili, che potrebbero tagliare fuori una gran parte di mercato, si calcola per alcuni settori, come quelli dei formaggi, fino al 90% dell’export.
| In Italia | Oggi negli Usa | Ipotesi con nuovi dazi | |
| Prosecco | 5-6 € | 10-15 € | 20-30€ |
| Grana Padano | 10-15 € | 30-35 € | 60-70 € |
| Mozzarella | 18 € | 41 € | 82 € |
| Prosciutto | 28-34 € | 35-60 € | 70-90 € |
| Pasta | 1,50 € | 2,75 € | 3,75 € |
| Olio d'Oliva | 8 € | 12 € | 25 € |
Ma la scure dei dazi si abbatterebbe anche su altre eccellenze nostrane, dal prosciutto alla pasta, all’olio extravergine d’oliva. Il prosciutto di Parma o San Daniele potrebbero arrivare a costare negli Stati Uniti fino a 70-90 euro al chilo (oggi il prezzo si aggira tra i 35 e i 60 euro), mentre un chilo di pasta, che oggi in Italia costa mediamente un euro e mezzo e 2,75 euro in America, potrebbe salire fino a 3,75 euro, e un litro d’olio fino a 25 euro.
Insomma un disastro per un intero settore, che si vedrebbe costretto in poco tempo a dover destinare altrove ingenti quantità di prodotto, per non perdere affari e fatturato. Al momento si tratta di ipotesi, benché più che mai concrete. La visita in Italia del Segretario di Stato americano Mike Pompeo servirà anche per provare a convincere gli Stati Uniti a non applicare le tariffe ai prodotti italiani. In questo senso, l’incontro più importante è fissato per domani, quando Pompeo incontrerà il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

