I ristoranti stellati e la digitalizzazione. Un rapporto ancora tutto da costruire
La digitalizzazione e la capacità di comunicare stanno diventando due requisiti cruciali per la “salute” delle aziende. I ristoranti e i consorzi non sono esenti da questa esigenza; quali sono quelli più all’avanguardia?
Ottobre, tempo di guide. Le guide, tautologicamente, guidano. Consigliano, indirizzano, segnalano. E poi ci sono gli osservatori che, altrettanto tautologicamente, osservano. Gli articolati esiti di osservazioni frutto di indagini e di studi vanno a beneficio di quanti, delle scaturenti riflessioni giovandosi, vogliono meglio comprendere quale posizionamento, che piaccia o meno, stanno acquisendo nel loro pertinente settore.

Ed allora ben venga una ricerca che attraverso un puntuale studio dei dati, diremmo proprio “big data”, ha analizzato il grado di digitalizzazione della ristorazione stellata italiana e dei consorzi di tutela. L'indagine è stata ideata e realizzata da Fiera Bolzano, che da oltre 40 anni organizza Hotel, evento dedicato all’hotellerie ed alla ristorazione (quest'anno si svolgerà dal 15 al 18 ottobre) in collaborazione con Noonic, agenzia padovana di consulenza strategica specializzata in ambito digital.
Lo studio dei dati è stato minuzioso e rigoroso. Sono stati analizzati, nel loro contesto digitale, i 356 ristoranti stellati italiani ed i 273 consorzi posti a tutela e valorizzazione delle nostre produzioni a denominazioni di origine. Per individuare la scala valoriale finale sono state incrociate e sommate le cifre dei profili sui principali social network (Facebook, Instagram e Twitter). Nel merito, si sono valutati il numero di like e dei followers, le performance di engagement, di crescita e di interazione; sono stati inoltre analizzati i siti internet attraverso la seo, la mobile optimisation, le versioni linguistiche presenti e, ovviamente solo per i ristoranti, si è valutata se sussiste o meno la possibilità di effettuare, ed in che modo, la prenotazione online.
Inoltre è stato utilizzato PageSpeed Insights per calcolare la velocità di caricamento delle pagine del sito web mentre per calcolare e visualizzare I dati technical seo del sito web è stato utilizzato seotesteronline. È stato utilizzato social insider, un tool che dà la possibilità di analizzare e comparare tra loro pagine social come Facebook, Instagram e Twitter. Tramite questo tool sono state estrapolate le informazioni riguardanti il numero e la crescita nel tempo di follower e condivisione dei post.
Da questa ricerca, opportunamente denominata “The italian data flavour”, si evince che nel nostro Belpaese il rapporto tra ristorazione di qualità e digitalizzazione sia ancora tutto da costruire. Nel contempo, a fronte di netta prevalenza di ombre, brillano quelle poche luci costituite da chef, marketing manager e social media manager che sono in grado di posizionare efficacemente sul web il food made in Italy.
Analizziamo i due podi. Per quanto riguarda i ristoranti, ai primi tre posti nessun tristellato. A vincere infatti il titolo di «Best Restaurant on Digital» è Palazzo Petrucci (Napoli) guidato da Lino Scarallo, seguito da Aroma (Roma) con Giuseppe Di Iorio e dal Ristorante Del Cambio (Torino) con Matteo Baronetto.
Il «Best Typical Product on Digital» è invece il Gorgonzola Dop. In seconda posizione il Prosciutto di San Daniele ed in terza posizione la Patata di Bologna. Le premiazioni dei vincitori avverranno il 15 ottobre a Bolzano all'interno di un evento ospitato da «Hotel». In conclusione, amaramente si constata che, al netto delle lodevoli eccezioni, ancora poco e male si sfrutta il fattore chiave della digitalizzazione e della conseguente consapevole presenza attiva in rete, sia nel settore dell’agroalimentare di qualità, sia nella ristorazione di qualità.

Ed allora ben venga una ricerca che attraverso un puntuale studio dei dati, diremmo proprio “big data”, ha analizzato il grado di digitalizzazione della ristorazione stellata italiana e dei consorzi di tutela. L'indagine è stata ideata e realizzata da Fiera Bolzano, che da oltre 40 anni organizza Hotel, evento dedicato all’hotellerie ed alla ristorazione (quest'anno si svolgerà dal 15 al 18 ottobre) in collaborazione con Noonic, agenzia padovana di consulenza strategica specializzata in ambito digital.
Lo studio dei dati è stato minuzioso e rigoroso. Sono stati analizzati, nel loro contesto digitale, i 356 ristoranti stellati italiani ed i 273 consorzi posti a tutela e valorizzazione delle nostre produzioni a denominazioni di origine. Per individuare la scala valoriale finale sono state incrociate e sommate le cifre dei profili sui principali social network (Facebook, Instagram e Twitter). Nel merito, si sono valutati il numero di like e dei followers, le performance di engagement, di crescita e di interazione; sono stati inoltre analizzati i siti internet attraverso la seo, la mobile optimisation, le versioni linguistiche presenti e, ovviamente solo per i ristoranti, si è valutata se sussiste o meno la possibilità di effettuare, ed in che modo, la prenotazione online.
Inoltre è stato utilizzato PageSpeed Insights per calcolare la velocità di caricamento delle pagine del sito web mentre per calcolare e visualizzare I dati technical seo del sito web è stato utilizzato seotesteronline. È stato utilizzato social insider, un tool che dà la possibilità di analizzare e comparare tra loro pagine social come Facebook, Instagram e Twitter. Tramite questo tool sono state estrapolate le informazioni riguardanti il numero e la crescita nel tempo di follower e condivisione dei post.
Da questa ricerca, opportunamente denominata “The italian data flavour”, si evince che nel nostro Belpaese il rapporto tra ristorazione di qualità e digitalizzazione sia ancora tutto da costruire. Nel contempo, a fronte di netta prevalenza di ombre, brillano quelle poche luci costituite da chef, marketing manager e social media manager che sono in grado di posizionare efficacemente sul web il food made in Italy.
Analizziamo i due podi. Per quanto riguarda i ristoranti, ai primi tre posti nessun tristellato. A vincere infatti il titolo di «Best Restaurant on Digital» è Palazzo Petrucci (Napoli) guidato da Lino Scarallo, seguito da Aroma (Roma) con Giuseppe Di Iorio e dal Ristorante Del Cambio (Torino) con Matteo Baronetto.
Il «Best Typical Product on Digital» è invece il Gorgonzola Dop. In seconda posizione il Prosciutto di San Daniele ed in terza posizione la Patata di Bologna. Le premiazioni dei vincitori avverranno il 15 ottobre a Bolzano all'interno di un evento ospitato da «Hotel». In conclusione, amaramente si constata che, al netto delle lodevoli eccezioni, ancora poco e male si sfrutta il fattore chiave della digitalizzazione e della conseguente consapevole presenza attiva in rete, sia nel settore dell’agroalimentare di qualità, sia nella ristorazione di qualità.


