L’obiettivo dichiarato a dicembre, in occasione dell’uscita della notizia, è quello di produrre materia prima di qualità e sostenibile per sostenere gli agricoltori e rafforzare la competitività della pasta italiana.

(Grano duro made in Italy, al protocollo si uniscono Assosementi e Compag)

Le new entry sono Assosementi e Compag che aderiscono al Protocollo d’Intesa lanciato a dicembre scorso da Aidepi, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Copagri e Italmopa. Un tavolo che vale 61 miliardi di Euro, quasi la metà dell’agroindustria italiana.

La partnership avviata è invece quella con l’Università della Tuscia, per mappare il grano duro italiano e definire disciplinari e contratti-quadro di coltivazione, a cui hanno già aderito 6mila aziende agricole di 15 Regioni.

Sono previste 4,2 milioni di tonnellate di grano duro, di buona qualità ma a rischio per le forti piogge. Import in calo, ma ancora necessario a coprire il fabbisogno di mugnai e pastai.

In tutto questo va ricordato che l’Italia è leader mondiale della pasta: 3,3 milioni di tonnellate prodotte. Il Protocollo Grano-Pasta è una risposta di squadra per difendersi dalla concorrenza di Turchia e Egitto.