Possiamo accreditare a lui il fatto che Los Angeles sia diventata una “foodie destination” e che sia ora sulla mappa mondiale delle città da visitare per il cibo. Prima del suo lavoro, Los Angeles era quasi considerate un accozzaglia di comunità senza un centro. Un patchwork di gusti, sapori e culture diverse senza un “leitmotiv”.

Jonathan Gold (In memoria di Jonathan Gold Amante dell’Italia e del nostro cibo)
Jonathan Gold

Jonathan Gold con un paziente lavoro di studio e assaggio è andato ad esplorare gli angoli e le nicchie delle culture presenti a Los Angeles, una città dove sono parlate ben 224 lingue e le ha instillato una nuova natura. La città degli Angeli con Jonathan Gold è diventata La città dell’Oro o meglio “The City of Gold”, il film/documentario che vede la città di Los Angeles, il suo cibo e Jonathan tra i protagonisti.

Sabato 28 luglio sarebbe stato il 58° compleanno di Jonathan, e la città ha deciso di onorarlo illuminando i grattacieli più importanti di colore oro, in onore del suo nome e per avere transformato in  d’oro la città.

La mia mente va alla prima volta che l’ho incontrato, a gennaio 2017 per l’evento del lancio della Food Bowl con il giornale Los Angeles Times.  In quella occasione sono stata invitata insieme ai maggiori foodies (cuochi, propietari di ristoranti e di venues important, purvayers e importatori di cibo, event planner) dal Los Angeles Times ad un evento per lanciare il food bowl, evento che si sarebbe svolto a maggio 2017.

Molti già sapevamo che Jonathan Gold con il suo lavoro aveva finalmente posizionato Los Angeles e la California del Sud sulla mappa mondiale dei foodies. Diciamo la verità senza Jonathan Gold Los Angeles era vista come un “melting pot” di culture, cioè quasi un cocktail dal sapore strano di diversi gusti e sapori. Jonathan con il suo studio era riuscito a presentare Los Angeles sotto la giusta luce, una città che ospita una fusion di mille culture con i loro gusti e sapori, uno porto di rifugio in america per tantissime persone arrivate da paesi lontani che qui hanno trovato il loro spazio per mantenere vive le loro cultura e la tradizione. Sono leggendarie le sua analisi della cucina Koreana, Thailandese, Messiacana. La profonda analisi culturale e culinaria gli aveva fatto guadagnare l’aurea di una rock star coronate dal film “The City of Gold” (film documentario del 2015).

Nessuno come lui fino ad allora aveva avuto l’opportunità di raccontare le mille face di Los Angeles, i sapori e i gusti più variegati. È interessante sapere che la carriera di Jonathan è iniziata nella musica, come musicista e critico di musica. Successivamente è passato al cibo portando con se un analisti della cultura e una dialettica acattivamente che parlava ad una audience estremamente vasta dai rapper ai senior. Il suo lavoro di critico era quasi un analisi culturale degli strati della società.

Jonathan Gold e Nancy Silvertor (In memoria di Jonathan Gold Amante dell’Italia e del nostro cibo)
Jonathan Gold e Nancy Silverton

Torniamo al mio incontro con Jonathan, il giornale di Los Angeles, Los Angeles Times lancia il Food Bowl e Jonathan insieme all’ editore del giornale racconta di come Los Angeles si è evoluta culinariamente. Così LA Times ha deciso di lanciare un progetto annual per festeggiare per un mese intero la cucina grande metropoli che è LA (130 KM X 80 KM quasi il triangolo Torino, Genova, Milano). Ecco quindi il primo Food Bowl.

Dopo la conferenza stampa insieme ad due amici italiani andiamo ad incontrare Jonathan e ci facciamo una foto con lui. Parliamo dell’Italia, della cucina Italiana, dei sue vacanze al lago Trasimeno e in Umbria. Ci dichiara il suo amore per la cucina italiana in particolare quella del sud.

Sia io che la mia amica Silvia gli chiediamo se si rende disponibile a collaborare con noi per futuri eventi per me legati alla promozione della pizza e della cucina Italiana con Italy America Chamber of Commerce West (la camera di commercia Italiana della West Coast) e per Silvia alla cucina in generale per gli eventi presso il teatro Wiltern. Da quell’incontro nascono due collaborazioni che vedono Jonathan coinvolto in numerosi eventi.  Con me e IACCW in particolare:
2 aprile 2017 Extradordinary Pizza Day: una lezione da Franco Pepe abbinata ad conversazione tra Jonathan Gold e Nancy Silveton. Un bellissimo evento  coordinato con IACCW e Nancy Silverton cuoca e autrice di tanti libri di cucina, grande amica di Jonathan.

Jonathan conferma con entusiasmo la sua partecipazione, Nancy l’ha portato a Caiazzo in visita da Franco Pepe. Nancy e Jonathan dichiarano che la pizza di Franco Pepe è la migliore del mondo.

Il coordinamente dell’evento che vedeva Franco Pepe al centro come precursore e promotore della pizza verace mi mette al centro delle comunicazioni tra Jonathan e Nancy, con idee su cosa includere nella conversazione, uno scambio vivo di idee e riflessione su come la pizza sia un piatto prominente in tante cucine e sia un’arte.

(In memoria di Jonathan Gold Amante dell’Italia e del nostro cibo)

L’evento diventa una bellissima celebrazione della pizza dalla presentazione di Franco Pepe in Italiano, alla conversazione a ruota libera tra Nancy e Jonathan, al confronto di quattro pizzaioli e stili di prepazione di pizza proposta dai 4 pizzaioli nei 4 forni a legna: Franco Pepe, Daniele Uditi Pizzana, Vpn e i padroni di casa della pizzeria De Sano.

Jonathan ha modo di raccontare le sua visita da Franco Pepe, gli ingredienti, la cottura e quei piccolo aspetti che rendono la vera pizza italiana unica al mondo.

L’evento rimarra nella memoria dei presenti. Forse in maniera particolare di Daniele Uditi, che all’epoca stave per aprire Pizzana che li incontra Jonathan. Lo invita e il 16 di giugno Jonathan scrive un ode alla pizza di Daniel indicando che è ben felice di attendere in coda per ore per assaggiare la pizza di Daniele.

L’amore di Jonathan per il cibo e in particolare quello italiano è leggendario. Quasi ogni estate andava in vacanza in Italia, facendo base sul lago Trasimeno. Da li esplorava l’italia e assaggiava le delicatezze.

Quando l’ho rivisto l’ultima volta a gennaio di quest’anno per la presentazione del Food Bowl 2018, abbiamo piacevolmente conversato delle sue escursioni in Italia ad esplorare le cucine regionali. Io da buona parmigiana cercavo sempre di suggerirgli di tornare a visitare l’Emilia Romagna e Parma per provare altri salumi e piatti nostri. Lui gentimente mi rispondeva che preferiva esplorare l’italia da Roma in giù ma prima o poi sarebbe tornato a anche a Parma.