La manifestazione è stata organizzata dal Consorzio Macramé Dire Fare mangiare che riunisce un gruppo di ristoratori alassini, ambasciatori del proprio territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche.

(Un Mare di Champagne Menu stellato, nel calice alcune anteprime)

La kermesse è stata inaugurata domenica 17 giugno dalla Champagne Gala Night con una cena a più mani elaborata assieme a quattro cuochi stellati ospiti, ogni portata abbinata a un grande Champagne, in un percorso trasversale tra cucine di territori differenti, terra e mare, tradizioni e contaminazioni. I cuochi ospiti dell’edizione 2018 sono stati Massimo Camia del Massimo Camia di La Morra, Matias Perdomo del Contraste di Milano e Andrea Ribaldone dell'Osteria Arborina all'Arborina Relais di La Morra.

Durante la giornata sono stati organizzati di momenti di approfondimento e divulgazione dello Champagne e del suo aspetto culturale con seminari tematici che hanno visto lo Chardonnay protagonista con il tema dedicato al "Bianco d'estate", il vitigno principe della C6te des Blancs dove, grazie ad un sottosuolo costituito in modo prevalente da craie, acquisisce caratteristiche uniche e non ripetibili altrove.

Inoltre Manlio Federzoni, profondo conoscitore dello Champagne e vincitore del Premio Speciale della Giuria al concorso letterario internazionale Città di Cattolica, ha presentato il libro Uomini & Champagne (Ed. Artestampa): un viaggio romanzato alla scoperta della storia di uno dei vini più preziosi, che si intreccia alle storie degli uomini che lo hanno amato, creato, assaporato e vissuto.

(Un Mare di Champagne Menu stellato, nel calice alcune anteprime)

In questo “mare di Champagne” abbiamo cercato alcune particolarità. Bruno Paillard, il suo primo vigneto nel 1983, è stato tra i primissimi a scrivere in retro etichetta la data della sboccatura. Un grande vino il suo Nec plus ultra, 12 anni sui lieviti e 3 in bottiglia.

Castelnau, marchio nato nel 2003, di una cooperativa con terreni in tutta la zona della Champagne, circa 150 cru differenti e la loro chef de cave è una donna, Elisabeth Sarcelet, una delle poche donne che ricoprono questo ruolo nella Champagne.

Chassenay d’Arce, una cooperative de manipulants che raggruppa 130 famiglie di vignerons su 325 ettari a Vinitaly quest’anno la loro cuvée Vintage 2008, assemblaggio di 60% Pinot nero e 40% Chardonnay, ha vinto il primo premio al Concorso 5 Star Wines -The Book 2018 a Vinitaly come miglior spumante con il punteggio di 93/100.

Deutz, gettonata dai raccoglitori di capsule quella dell’Amour de Deutz, bagnata in oro e disegnata da un gioielliere parigino.

Encry, due italiani nel cuore della Côte de Blancs, dal 2012 hanno iniziato la conversione al biologico e successivamente al biodinamico senza inseguire alcun tipo di certificazione.

Henri Giraud il suo Esprit nature è il primo Champagne a riportare in etichetta la dicitura “zero residui da pesticidi” e tutti i vini sono fermentati e maturati in barrique di Argonne ed è stato eliminato l’acciaio.

Per informazioni: www.unmaredichampagne.it