Ue: «Paesi non pronti alla Brexit». Confagricoltura: «No a clima confuso»
Il tema Brexit continua a tenere in apprensione tutti i mercati in ogni settore e l’Ue comprende i possibili scenari complicati che potrebbero sorgere spiegando che i Paesi non sarebbero pronti
A dirlo è un portavoce della Commissione europea che ha detto: «I 27 Paesi Ue non sono ancora abbastanza pronti ad affrontare tutti gli scenari possibili in cui si andrà a concretizzare la Brexit. Dobbiamo essere pronti a ogni eventualità».

In corso ci sono negoziati per provare a smorzare quelli che sembrano rischi molto grossi. A Bruxelles si svolgerà il primo incontro tra il negoziatore Ue Michel Barnier e il nuovo negoziatore inglese Dominic Raab. La Commissione Ue scrive che «l'Europa lavora duramente ad un accordo, ma non c'è certezza che sarà raggiunto. E anche se lo fosse, il Regno Unito non sarà più uno Stato membro e quindi ci si prepara a tutte le evenienze per assicurare che le istituzioni dell'Ue, gli Stati membri e i privati siano comunque pronti».
«Ci stiamo già preparando ad affrontare l’uscita del Regno Unito - ha detto il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - senza un accordo di transizione, la cosiddetta “Hard Brexit”. Ma chiediamo ai negoziatori di rafforzare l’impegno per evitare, tra meno di un anno, l’insorgere di una situazione particolarmente pesante e confusa per le amministrazioni pubbliche e per le imprese».
«Senza accordo - ha evidenziato la Coldiretti - sono a rischio 3,3 miliardi di esportazioni agroalimentari Made in Italy in Gran Bretagna realizzati nel 2017. Il mancato accordo è una eventualità dannosa per le imprese italiane particolarmente attive su un mercato molto importante per il cibo e le bevande nostrane».

In corso ci sono negoziati per provare a smorzare quelli che sembrano rischi molto grossi. A Bruxelles si svolgerà il primo incontro tra il negoziatore Ue Michel Barnier e il nuovo negoziatore inglese Dominic Raab. La Commissione Ue scrive che «l'Europa lavora duramente ad un accordo, ma non c'è certezza che sarà raggiunto. E anche se lo fosse, il Regno Unito non sarà più uno Stato membro e quindi ci si prepara a tutte le evenienze per assicurare che le istituzioni dell'Ue, gli Stati membri e i privati siano comunque pronti».
«Ci stiamo già preparando ad affrontare l’uscita del Regno Unito - ha detto il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - senza un accordo di transizione, la cosiddetta “Hard Brexit”. Ma chiediamo ai negoziatori di rafforzare l’impegno per evitare, tra meno di un anno, l’insorgere di una situazione particolarmente pesante e confusa per le amministrazioni pubbliche e per le imprese».
«Senza accordo - ha evidenziato la Coldiretti - sono a rischio 3,3 miliardi di esportazioni agroalimentari Made in Italy in Gran Bretagna realizzati nel 2017. Il mancato accordo è una eventualità dannosa per le imprese italiane particolarmente attive su un mercato molto importante per il cibo e le bevande nostrane».

