In Sardegna ci sono tantissime cose da vedere, che non si trovano altrove. Cose uniche, con un vissuto particolare. Alghero, una città di meno di 50mila abitanti, che svela un passato glorioso. Ha una lunga passeggiata sui bastioni, che raccontano della lunga dominazione catalana, di cui restano le targhe bilingui nelle vie del centro storico e un terzo del popolo che parla ancora catalano.

(Sardegna, mare cristallino ma non solo Nell’entroterra tesori tutti da scoprire)

Diventata addirittura materia facoltativa nelle scuole. La città però si è rinnovata, puntando molto sulle tradizioni. Un esempio è Tonello Mulas, unico tessitore maschio che nel suo laboratorio nel centro di Alghero, con un vecchio telaio restaurato, crea sciarpe, borse, tappeti mescolando moderno e tradizionale.

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Mirella di Gangi, fondatrice di Zaffera, si anima parlando degli stimmi di zafferano, la cui raccolta diventa una festa come quelle di una volta, dove si mangia, beve e si canta. Giusi Ventura invece, prepara marmellate e sughi, dando il nome Venatura alle sue produzioni fatte con le materie prime stagionali e a chilometro zero.

Ad Alghero c’è anche uno splendido Museo del Corallo all’interno di una palazzina Liberty del 1923, e sono rimaste ancora appese a illuminare le strade le 400 lanterne, create per la partenza del Giro d’Italia 2017 fatte dagli studenti del liceo artistico con ruote di biciclette e scampoli di tessuto, forniti dallo stilista Antonio Marras. Questo tour ad Alghero è stato voluto per iniziativa dalle vice sindaco Gabriella Esposito.

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A pochi km da Alghero ecco Sennori, un paese apparentemente senza niente da offrire per essere visitato. Qui un giovane e brillante sindaco, Nicola Sassu e il suo staff fra cui l’instancabile assessora Elena Cornalis hanno saputo trovare le motivazioni per invogliare i turisti a visitarlo. Organizzano piccoli incontri culturali alla riscoperta di elementi preistorici come le Domus de Janas (casa delle fate), resti di una necropoli con preziose iscrizioni.

O la collezione di quadri di Salvatore Fara, pittore di Sennori, scomparso da poco quasi centenario, che con un iperrealismo particolare racconta le tradizioni locali. Collezione custodita nella sala consiliare del Comune e visitabile gratuitamente. Come dimenticare poi la gastronomia e il vino, interpreti di iniziative turistiche di grande respiro.

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Capostipite di questi tour le Cantine Sorres (in dialetto sorelle) di Laura e Delia Fiori. Per far assaggiare il loro Pensamentu, un Cannonau senza alcun taglio, organizzano picnic e aperitivi al tramonto nelle loro vigne con panorama spettacolare o social eating, pranzi o cene per otto persone a casa di Laura, con i piatti preparati dal marito Franco, cuoco per piacere. Degustazioni anche nel torronificio artigianale Su Turrone di Antonio Conti, che produce un delicatissimo torrone con noci, richiesto tutto l’anno sull’isola.  

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Daniele Doneddu, invece, nel suo panificio L’Arte del Pane, offre dimostrazioni interattive per la preparazione del pane carasau. Degustazioni anche alla Cantina Fara, famosa per i suoi moscati doc Zirone e Oro Passito. È un museo la casa di Antonio Salis e Ica Spanu dove le loro opere animano le stanze e la rendono teatro di inconsuete favole. Un portoncino con mosaici evoca il Parc Guel di Gaudì (a Barcellona), così come un terrazzino con ceramiche surrealiste, o intrecci di biciclette e tricicli e dulcis in fundo una pantera sul tetto. Si può visitare su prenotazione, guidati dai padroni di casa che, con animo semplice raccontano la loro arte.

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Sembra un museo anche la casa di Maria Lucia Zappino che ricama gli splendidi costumi che le donne indossano durante le processioni di S.Giovanni o di Maria Ausiliatrice, incredibili abiti con ricami e giochi di plissettatura di rara preziosità. Maria Lucia organizza inoltre raffinati home restaurant.  

Sono iniziative quasi tutte al femminile, come la caffetteria dove Margot, propone in originali contenitori bevande con frutti del luogo, e una grande varietà di cheese cake, ovviamente con ingredienti a chilometro zero. Alle pareti foto di giovani artisti e organizza aperitivi con musica. Cercare di differenziarsi in modo creativo diventa una priorità in un paese di 7.200 persone (bambini compresi).

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Da Sennori a Castelsardo il passo è breve. Il castello in cima al paese troneggia da secoli. Assolutamente da visitare il Mim, Museo dell'intreccio mediterraneo che racconta un artigianato molto diffuso nella zona. In un'altra sala si svolgono mostre temporanee come quella attuale dell’artista sarda Liliana Cano. Ma c’è anche il museo sulla stregoneria, che ricorda la nera presenza dell'inquisizione a Castelsardo. Tutto questo circondato da un paesaggio da cartolina. A volere fortemente tutte le iniziative socio culturali è l’assessora Maria Speranza Frassetto.