La scelta ha fatto discutere. Coldiretti ha subito spiegato in una nota ufficiale che “con l’eliminazione della data di scadenza si taglia di fatto la qualità del cibo in vendita che con il passare del tempo perde le proprie caratteristiche nutrizionali in termini di contenuto in vitamine, antiossisidanti e polifenoli che fanno bene alla salute ma anche quelle le proprietà organolettiche, di fragranza e sapore dal quale deriva il piacere di stare a tavola”.

(Gb, consumare preferibilmente entro sparisce dai prodotti della catena Tesco)

Condivisibile, ma va anche ribadito una volta di più il concetto per il quale la scritta “da consumare preferibilmente entro” e la segnalazione “data di scadenza” sono ben diverse tra di loro. La prima infatti segnala che il tale prodotto resta sicuro per la salute, anche perdendo parte delle proprie proprietà; la data di scadenza invece è più rigida perché mette in guardi il consumatore sul fatto che il consumo di quel prodotto può causare problemi di salute se consumato.

Non è la prima volta che la Gran Bretagna fa discutere per scelte legate alle etichette degli alimenti. Ormai celebre l’introduzione dell’etichetta a semaforo che “boccia” alimenti principi della Dieta mediterranea e ne premia altri meno salutari.