Forte di questi dati, l'Italia si pone al vertice dell'Unione europea per unver 35 impegnati alla guida di imprese agricole. Le aziende agricole dei giovani, sempre su base dell'analisi realizzata da Coldiretti, occupano una superficie superiore di oltre il 54% rispetto alla media Ue, un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati per azienda in più.

(L'agricoltura in mano ai giovani 55mila imprese condotte da under 35)

I giovani agricoltori usano web e tecbologia. 1 su 4 è laureato e conosce, almeno a livello scolastico, una o più lingue straniere, di solito l'inglese. 8 su 10 sono abituati a viaggiare e ad andare all'estero, elemento che permette anche di raggiungere e inserirsi nei nuovi mercati, mandando così i propri prodotti in tutto il mondo.

Secondo un recente sondaggio Coldiretti/Ixè, nel 57% dei casi oggi un giovane preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18%) o fare l'impegato in banca (18%). Per sostenere gli aspiranti colleghi imprenditori, i giovani della Coldiretti hanno costituito anche una speciale task force che opera a livello territoriale con tutor, corsi di formazione e consigli per accesso al credito.

Per Coldiretti, è in atto un cambiamento epocale che non accadeva dalla rivoluzione industriale: il mestiere della terra non è più considerato l'ultima spiaggia di chi non ha un'istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è la nuova strada del futuro per le giovani generazioni istruite e lo dimostra il fatto, secondo la Coldiretti, che le domande presentate per i Piani di sviluppo rurale dell'Ue già superano di circa il 44% il totale degli insediamenti previsti per l'intera programmazione fino al 2020.